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Prodotti DeCo Emilia Romagna ricetta Torta di Fichi di Albarola

Albarola: in Emilia Romagna è tempo di fichi

La ricetta della torta di fichi DeCo ha origine nel 600 nel convento dei padri Gesuiti

Torta di fichi
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Torta di fichi
Giugno tempo di fichi ad Albarola, il comune di Vigolzone, in provincia di Piacenza, in cui la torta a base di questi preziosi frutti è diventata prodotto DeCo.
 
LA TRADIZIONE In paese questo dolce è conosciuto fin dal ‘600, preparato allora dai monaci del convento dei Gesuiti che avevano trapiantato nel loro erbario alcune piante di fico importato da uno dei loro viaggi missionari, che si acclimatarono bene producendo frutti in quantità. La produzione di fichi era così copiosa che cominciarono a far seccare o a cuocere nel forno i fichi per conservarli anche dopo la raccolta, usandoli anche per fare questa torta la cui ricetta fu messa a punto da una delle cuoche del convento alla fine del Seicento. Da allora sono nate due versioni della torta di fichi di Albarola: la prima consiste in una crostata di fichi adagiati su un letto di pasta al limone, la seconda in un guscio ripieno di fichi che fanno da farcitura.
 
LA DENOMINAZIONE Ha ottenuto la Denominazione Comunale nel 2006. Per essere considerata DeCo, gli ingredienti principali della torta devono essere prodotti nel comune di Vigolzone, di cui Albarola fa parte.
 
LE CARATTERISTICHE In versione crostata, o dolce ripieno, la torta di fichi di Albarola è per tradizione di forma ovale. Il ripieno rimane morbido e umido e i fichi possono essere presenti con buccia o senza. La caratteristica principale della torta è quella di alternare la morbidezza dei fichi alla croccantezza delle mandorle.
 
 
LA PRODUZIONE Il territorio di Albarola è tradizionalmente noto per la produzione di vini pregiati e per la coltivazione dei fichi, indice di un clima particolarmente mite.
 
LA CULTURA La Pro Loco di Albarola è un’associazione senza scopo di lucro nata come Comitato turistico nel 1977. Organizza la tradizionale Festa dei fichi, dove si può gustare la torta DeCo.
 
IN CUCINA Per colazione o in tutti i momenti in cui si desidera assaporare il dolce a base di fichi. La torta DeCo viene gustata anche accompagnata da vini dolci tipici della zona di produzione, come il VinSanto.
 
 
LA RICETTA Torta di fichi di Albarola. Per prepararle occorre farina 00, burro, zucchero, uova, lievito sale, succo di limone, fichi freschi di varierà bianca, verde e rossa, fichi fioroni e mandorle amare; talvolta viene sostituita parte dello zucchero con il miele o parte della farina 00 con farina di granturco. Si impastano le materie prime, esclusi i fichi e le mandorle amare, sino ad ottenere una massa morbida e omogenea, da poter modellare in una teglia alta che, dopo circa un’ora di riposo in un luogo fresco, viene stesa in modo uniforme. Sul fondo di una teglia circolare si sbriciolano le mandorle amare e vi si stende sopra la pasta foderandola; su questo strato di pasta si stendono i fichi in circolo tagliati a rondelle, quindi si tagliano, si strizzano e si stendono i fichi fioroni.  Portato a 200° la temperatura del forno, la teglia va infornata e poi tolta dopo circa tre quarti d’ora, quando il colore della polpa dei fichi è rossastra e i frutti si sono rinsecchiti. L’altra versione prevede che invece venga preparata una torta chiusa anche nella parte superiore, della quale i fichi rappresentino la sua farcitura interna. (mondodelgusto.it)
 
 
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IL TERRITORIO Albarola sorge a pochi chilometri dal capoluogo Piacenza lungo il fondovalle, incastonata tra i vigneti. Durante il Medioevo faceva parte della parrocchia di Sant'Antonino di Piacenza: il controllo della zona era infatti importante perché vi sorgeva un ponte di legno sul torrente Nure, sul quale passavano merci e viandanti da e per la Liguria. Sede di magli per la lavorazione del rame e, ancora nel secolo scorso, di cartiere mosse dalle acque del Rivo Grazzano, Albarola conserva significative testimonianze del passato ed è oggi una terra di vini pregiati. Di fronte a Palazzo Barattieri sorge la Chiesa di Sant’Antonino che conserva una grande tela attribuita al Genovesino e un bel lampadario settecentesco. Il sagrato, costruito con i sassi dei torrente Nure, risale a inizio secolo. VISITA PIACENZA: VAI ALLA GUIDA
 
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