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Le mele del Trentino conquistano l'IGP

Il delizioso frutto delle vallate trentine è una vera delizia da gustare anche nei dolci tipici della tradizione regionale

mele verdi rosa frutta secchio bagnato
©bhofack2/iStock
Mele verdi e rosa
Se si dovesse pensare ad un prodotto che più di ogni altro identifichi il Trentino e ne sprigioni tutti i sapori ed i profumi più carichi di tradizione questo sarebbe, molto probabilmente, la mela. E' difficile immaginare una vacanza trentina senza aver assaggiato i prelibati pomi che fanno bella mostra di sé nei vasti frutteti che si estendono nelle magnifiche vallate alpine. D'altronde le mele sono protagoniste di alcune delle più gustose ricette tradizionali della regione, tra cui alcuni deliziosi dolci che fanno impazzire grandi e piccini. Nonostante, però, i meleti siano parte integrante del paesaggio trentino da secoli e nonostante i loro frutti rappresentino un quarto dell'intera produzione italiana, i prelibati frutti del Trentino non avevano ancora ottenuto, fino ad oggi, il riconoscimento della IGP che ne consacrasse definitivamente la qualità e garantisse al consumatore la provenienza dalla regione in cui sviluppano le caratteristiche d'eccellenza che li contraddistinguono. Finalmente, dopo un iter durato tre anni, le Mele del Trentino hanno ottenuto l'ambita IGP permettendo all'Italia di aggiungere la 303^ denominazione tra DOP, IGP ed STG (la 131^ per quanto riguarda le sole IGP) alla sua lunga lista di eccellenze enogastronomiche.

Mele
 
Le otto mele IGP del Trentino

Il riconoscimento del marchio è il giusto coronamento della lunga storia che ha visto le mele protagoniste incontrastate della fiorente attività agricola e della gustosa cucina tradizionale del Trentino. Come riportato anche nel Disciplinare di Produzione che regolamenta l'intera filiera melicola regionale, l'uso delle mele per la preparazione di alcuni dolci tipici come lo strudel (leggi qui per saperne di più) e la torta di mele emergono già in antichi ricettari di epoca cinquecentesca, oggi conservati presso la Biblioteca Comunale di Riva del Garda, nei quali vengono proposte diverse varianti delle deliziose ricette che, ancora oggi, vengono considerate le più rappresentative della tradizione dolciaria regionale. Fragranti strudel, soffici torte di mele e sfiziose frittelle, ma anche pietanze salate che propongono l'abbinamento con altre eccellenze del territorio, come la Trota del Trentino IGP, vengono valorizzati dal gusto equilibrato e dalla consistenza del frutto che rimane corposa e piacevole anche dopo la cottura. Sono otto le varietà trentine ad aver ottenuto il riconoscimento della IGP: Golden Delicious, Red Delicious, Gala, Fuji, Morgenduft, Renetta, Granny Smith e Pinova, tutte caratterizzate da un calibro medio, una polpa bianca, un sapore mediamente acidulo, ed una buccia liscia, ad eccezione della «antica» Renetta.

Forma del frutto e colore della buccia variano, invece, in base alla varietà. In particolare la Golden si distingue per la forma da rotondeggiante a tronco-conica e per la buccia tra il giallo e il verde con possibile faccetta rosata; la Red Delicious, che ha la stessa forma della Golden, spicca per il suo bel colore tra il verde e il giallo con sovraccolore rosso, lo stesso di Fuji e Morgenduft che presentano, però, una forma più rotondeggiante; Gala e Pinova al colore verde-giallo contrappongono un sovraccolore da rosso aranciato a rosso vivo, ma mentre la prima presenta una forma più simile a quella di Golden e Red Delicious, la seconda è più tondeggiante come le altre varietà; la Granny Smith, anch'essa tondeggiante, si distingue, invece, per il colore tendente al verde con possibile sfaccettatura rosata, mentre la Renetta, di forma rotondeggiante ma più appiattita, oltre ad essere la più adatta per la cottura e, dunque, per la preparazione dei dolci tradizionali, è caratterizzata da una colorazione dal verde al giallo ma con buccia rugosa-rugginosa.

Strudel di mele
 
Un'eccellenza che viene dalle Alpi

E' il clima alpino con le sue estati brevi, fresche e con temporali frequenti, e gli inverni molto rigidi e nevosi a rendere queste mele così speciali. Le temperature che caratterizzano l'intera stagione vegetativa assieme all'escursione termica e al regime di brezze (limpidezza dell’aria e radiazione solare), sono gli elementi del clima del Trentino in grado di influenzare la qualità dei frutti. In particolare la freschezza delle temperature primaverili influisce sulla struttura cellulare della polpa rendendola più croccante e resistente al morso; le temperature estive, fresche sia di giorno che di notte, consentono, durante il giorno, di non subire gli arresti di fotosintesi che si hanno alle temperature superiori ai 30° e, durante la notte, di rallentare i processi ossidativi, che andrebbero a discapito dell’acidità (essenziale per determinare un gusto equilibrato e accattivante) e di preservare le sostanze aromatiche e polifenoliche; le basse temperature nella fase di maturazione ne rallentano il processo consentendo una permanenza più prolungata sulla pianta e, dunque, un raccolto più tardivo che favorisce un maggiore accumulo di fotosintati; l'escursione termica tra giorno e notte favorisce una maggior colorazione della buccia, che ne migliora l’apprezzamento da parte del consumatore; il regime delle brezze, particolarmente abbondanti in Trentino, limita la formazione di nebbie e foschia rendendo l'aria trentina particolarmente limpida e favorendo una più intensa radiazione solare, con conseguente maggiore accumulo di fotosintati.

Castel Thun

Le valli delle mele

L'abilità e le competenze dei frutticoltori trentini fanno il resto, garantendo sempre raccolti di qualità grazie all'adeguamento rispetto alle caratteristiche delle diverse annate e all'adozione di tecniche di coltivazione e potatura tradizionali che si affiancano ad un'adeguata innovazione tecnologica per favorire la massima esposizione dei frutti al sole. E' per questo, dunque, che in tutte le valli trentine, dalla Val di Non alla Val di Sole dalla Piana Rotaliana alla Vallagarina ed Alto Garda, dalla valle dei Mocheni alla Valsugana e alle Valli Giudicarie, dove si gusta anche un ottimo formaggio DOP dalla lunga tradizione (vi abbiamo parlato qui della Spressa delle Giudicarie), si colgono ogni anno mele di elevata qualità che hanno meritato il marchio d'eccellenza. In particolare la Val di Non, tra pittoreschi borghi, caratteristiche cittadine montane ed imponenti cime innevate, si rivela una delle valli a maggiore vocazione melicola, grazie alla particolare luminosità ed alle caratteristiche del terreno. Esplorando la vallata si scoprirà, però, che non sono soltanto le mele a renderla così speciale. Se nelle sue acque, infatti, nuotano trote dalle carni prelibate (di cui vi abbiamo parlato qui), visitando le sue località più significative si possono ammirare le numerose tracce di un lungo passato che va dall'epoca dei Romani sino al Medioevo, specialmente nella zona di Cles, adagiato di fianco al lago artificiale di Santa Giustina. Da non perdere un tour tra gli splendidi castelli trentini come Castel Thun, Castel Cles, Castel Valer, castel Coredo, Castel di Nanno e Castel Bragher, così come una visita al Santuario di San Romedo, patrono della valle, o ai palazzi assessorili di Cles e Coredo, quest'ultimo noto anche con il nome di Palazzo Nero a causa dei processi dell'Inquisizione che si svolgevano tra le sue mura.

Val di Sole
 
Ma quando si parla di esposizione e di luminosità e, dunque, di mele di qualità è impossibile non menzionare la Val di Sole, un'altra vallata trentina in cui i frutti diventano davvero speciali. Racchiusa tra cime mozzafiato, la valle regala scenari da cartolina che spaziano dalla Presanella all'Adamello, sino all'Ortles, al Cevedale e alle Dolomiti del Brenta. Non è un caso, dunque, che le sue piste siano tra le più ambite dai viaggiatori invernali che possono contare su una lunghissima stagione sciistica da trascorrere nel comprensorio Val di Sole-Brenta, il più esteso del Trentino occidentale, che comprende le tre aree sciistiche Campiglio-Val di Sole-Val Rendana, incastonata tra le magnifiche Dolomiti del Brenta; Adamello Ski: Ponte di Legno-Passo del Tonale-Val di Sole, che con il ghiacciaio di Presena raggiunge i 3.000 metri di altitudine; e Pejo 3000-Val di Sole, nel cuore del Parco dello Stelvio. E se in inverno si scia tra le vette più belle del Trentino, in estate si scoprono siti dal fascino incontaminato che spaziano dai boschi, i prati verdi e gli chalet della Val di Rabbi, agli scenari paradisiaci del Lago dei Caprioli a Pellizzano, alla cascata e al lago di Covel e ai Laghi Pian Palù e Caraser in Val di Pejo, ed ai laghetti di San Leonardo a Vermiglio. Da non perdere, inoltre, una visita al magnifico Castello di Ossana o la salita sino a 3.000 metri sul ghiacciaio di Presena dove a Passo Paradiso ci si potrà addentrare in una galleria scavata nella montagna in cui è stato allestito un percorso multimediale che racconta della Guerra Bianca e del legame di queste vette con le vicende della prima guerra mondiale. E per rilassarsi dopo lunghe giornate di cammino prendendosi cura del corpo e della mente, l'appuntamento è alle Terme di Pejo, dove concedersi corroboranti trattamenti benessere e godere delle proprietà benefiche delle acque termali.

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