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Bassano del Grappa, la grappa che fa storia

La cittadina veneta è profondamente legata, nel nome e nella storia, al prelibato distillato di vinacce

Poli Museo della Grappa
© museum.de
Sala del Museo della Grappa di Bassano del Grappa
Quale sia il vero legame tra i nomi di Bassano del Grappa e del Monte Grappa con l'omonima acquavite, ancora oggi non è del tutto chiaro. Quel che è certo è che la storia di questa zona del Veneto si intreccia a fil doppio con quella del prelibato distillato di vinacce e che l'intera regione, che detiene il primato della produzione italiana di vini, sia anche il principale produttore di Grappa. Sebbene la produzione dell'acquavite mediante distillazione del vino fosse diffusa già da prima, fu il medico padovano Michele Savonarola, vissuto a cavallo tra il XIV e il XV secolo, a rendere nota la bevanda nel suo “De Conficienda Aqua Vitae”, che fu il primo trattato pubblicato sull'argomento. Non ci volle, probabilmente, molto perchè si cominciassero a distillare direttamente anche le vinacce, qualora già non lo si facesse e, in poco tempo, la Grappa divenne sempre più popolare e già nel 1601 a Venezia le fabbriche e le botteghe che vendevano acquavite erano talmente numerose che gli acquavitai si dovettero riunire in corporazione e, soltanto un secolo più tardi, in città erano già presenti la Calle e il Ponte de l'Acquavita. La Grappa di un tempo era, comunque, una bevanda semplice caratterizzata, sicuramente, da sapori più forti e carichi di quelli a cui oggi siamo abituati ed era con questi sapori e questi profumi che giunse, probabilmente, sino al secolo scorso quando si ritagliò un ruolo di eccezione durante la Grande Guerra come corroborante per gli Alpini ai quali forniva il coraggio e la spinta per affrontare i pericoli e le avversità.

Acquavite
 
Un Monte Sacro alla Patria

Anche la storia del Monte Grappa, così come quella del distillato con cui condivide il nome, ha interpretato un ruolo da vero protagonista nel corso della Prima Guerra Mondiale, tanto da essere stato dichiarato Monte Sacro alla Patria. In memoria dei caduti in battaglia (circa 23.000 di entrambi gli schieramenti) sulla cima del monte venne eretto un grande sacrario militare dove riposano le spoglie dei soldati, la maggior parte dei quali ignoti, rinvenute sulle pendici del monte. Raggiunta la vetta si potrà, dunque, rendere omaggio ai caduti della Grande Guerra ed ammirare il grande sacrario che si presenta come una piramide formata da cinque gironi concentrici sovrapposti, sulla cima della quale si erge il santuario della Madonnina del Grappa. Dal piazzale dove sorge l'ossario si snoda la Via Eroica, costeggiata da pilastri in pietra recanti i nomi delle località del monte coinvolte negli episodi più significativi del conflitto, che, dopo circa 250 metri, giunge al Portale di Roma, non lontano dal settore che accoglie i resti degli oltre 10.000 caduti dello schieramento austroungarico. Facendo ritorno sul piazzale, inoltre, si possono osservare la Caserma Milano, che ospita un museo storico sulla Prima Guerra Mondiale, e la Galleria Vittorio Emanuele Terzo, una fitta rete di fortificazioni sotterranee che collegavano le caverne dove venivano conservati gli armamenti. Vi abbiamo parlato qui del monumentale sacrario del Monte Grappa.

Sacrario militare sul Monte Grappa
 
A spasso nel paese della Grappa

Non meno affascinante la visita del paese. Bassano del Grappa, infatti, incastonato in una posizione strategica ai piedi delle prealpi venete a ridosso del fiume Brenta, offre numerosi spunti per una piacevole passeggiata alla scoperta di preziose testimonianze storiche, magnifiche ceramiche e, naturalmente, deliziose acqueviti. Da non perdere una visita di Palazzo Sturm, sulla riva sinistra del Brenta, che ospita il Museo delle Ceramiche, e del Museo Civico che espone una ricca collezione di opere di Jacopo da Ponte, detto il Bassano. Ma il luogo più emblematico di Bassano del Grappa è, certamente, il Ponte Vecchio realizzato in legno, più volte andato distrutto ma sempre ricostruito riproducendo il progetto originario. Gli amanti della Grappa e dei prodotti tradizionali dalla lunga storia non potranno lasciare il paese senza aver visitato l'interessante Poli Museo della Grappa, proprio di fronte al Ponte Vecchio. Inaugurato nel 1993, il Museo si è sviluppato a partire da una ricca Biblioteca che raccoglie ben 1600 volumi antichi e moderni sull'arte della distillazione e la Grappa tra i quali si distingue il "Liber de arte distillandi" di Hieronymus Brunschwigh datato 8 maggio 1500, il primo testo stampato della storia che tratta il tema della distillazione.

A Bassano del Grappa si può visitare anche la più antica distilleria d'Italia. Leggi qui per sapere di più sulla storica Distilleria Nardini

Bassano del Grappa
 
La Grappa in un museo

L'esposizione ripercorre la storia dell'antica arte della distillazione partendo dagli esperimenti degli alchimisti medievali, passando per i medici rinascimentali, gli acquavitai veneziani seicenteschi che producevano distillati per uso voluttuario, giungendo siano ai giorni nostri. Il viaggio si snoda attraverso 5 sale delle quali la prima è proprio dedicata alla storia e all'evoluzione della distillazione, raccontata con l'esposizione di ricostruzioni di apparecchi distillatori e documenti a stampa. Nella seconda sala sono le tecniche di distillazione a farla da padrone assieme alla spiegazione delle caratteristiche della materia prima e del prodotto finito attraverso illustrazioni, alambicchi e strumenti per la distillazione che aiuteranno a comprendere il motivo per cui l'acquavite italiana è diversa dalle altre. La terza sala svela il processo di produzione della Grappa in un video mentre nella quarta sala si potrà ammirare la più ricca collezione di grappe mignon d'Italia con 1500 differenti bottiglie provenienti da 350 distillerie diverse oltre ad una selezione di rare bottiglie di grappe d'epoca risalenti agli inizi dello scorso secolo. Qui, inoltre, i visitatori potranno confrontarsi con gli Olfattometri, due apparecchiature che consentono di annuasare 20 diversi distillati dei quali si dovranno indicare i principali descrittori olfattivi su una scheda da consegnare al personale del Museo. La quinta sala, infine, è dedicata ai prodotti delle Distillerie Poli la cui vendita consente di finanziare la ricerca storica sulla distillazione e le origini della Grappa. Leggi qui per saperne di più sul Poli Museo della Grappa.

Poli Museo della Grappa (©Poli Grappa)
 
Ma la Grappa di qualità proveniente direttamente da Bassano non si acquista soltanto raggiungendo la bella cittadina veneta. Chi desidera procurarsi subito un'ottima acquavite per concedersi un inebriante momento di piacere e tradizione, troverà su Amazon un'ampia scelta di prodotti locali. Ne abbiamo selezionati alcuni per voi.

Per chi desidera assaporare il gusto più classico della Grappa di Bassano, Poli, tra i suoi numerosi prodotti, propone la Grappa Bassano del Grappa Classica, limpida e corposa con il suo 40% di volume alcolico.

Chi non vuole perdere l'opportunità di assaggiare l'acquavite prodotta dalla più antica distilleria d'Italia, può scegliere di acquistare una bottiglia di Acquavite Nardini versione Riserva, invecchiata almeno tre anni in botte.

Per chi desidera fare un regalo d'effetto all'insegna della qualità e della tradizione italiana, la Grappa Sarpa Poli, prodotta con vinacce di vitigni dall'aroma floreale e delicatamente erbaceo, viene proposta in un elegante astuccio metallico

Chi desidera lasciarsi conquistare da un trionfo di profumi ad ogni sorso, non potrà rinunciare ad un assaggio della Grappa Poli Due Barili Barrique, una miscela di Prosecco e pura vinaccia conservata in botti di rovere francese per 2 anni e in botti di Sherry PX per altri 2. Il risultato è un nettare del colore del miele e dall'aroma di vaniglia, cacao, caffè e legno tostato.

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