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Lacryma Christi, inebriante nettare del Vesuvio

E' un vino dalle origini millenarie che ha ispirato leggende e poeti di ogni epoca seducendo il palato con l'aroma inconfondibile delle sue uve

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©PN Vesuvio/Parks.it
Uve di un vigneto del Vesuvio
L'inebriante nettare di Bacco è di casa sulle pendici del Vesuvio dove, ormai da millenni, il Lacryma Christi inebria e seduce il palato grazie alle uve saporite e profumate che crescono su queste colline ed hanno ispirato affascinanti leggende legate alle origini dell'ottimo vino che se ne ricava.

LA TRADIZIONE Vanta una tradizione millenaria l'ottimo vino prodotto sulle pendici del Vesuvio. Era, infatti, conosciuto sin da epoca romana e persino Marziale ne canta le lodi affermando che Bacco amò queste colline più di quelle native di Nisa. Le leggende sulle sue origini, poi, sono varie e suggestive tutte scaturite dalla bontà del nettare ma, soprattutto, dalla bellezza mozzafiato dei luoghi in cui viene prodotto, dove le uve sviluppano una sapore ed un profumo inconfondibili. Tra di esse la più affascinante è certamente quella che narra che Dio, nel momento in cui riconobbe nel Golfo di Napoli una porzione di cielo strappata via da Lucifero, pianse e nei luoghi in cui caddero le sue lacrime nacque la vite di questo ottimo vino che, non caso, si chiama proprio Lacryma Christi.

LA DENOMINAZIONE Il Lacryma Christi rappresenta una sottodenominazione del vino Vesuvio, che ha ottenuto il riconoscimento della DOC nel 1983. Per potersi fregiare di questa ulteriore suggestiva denominazione il nettare prodotto deve essere caratterizzato da una resa contenuta al 65% dell'uva e da un volume alcolico non inferiore al 12%.

LE CARATTERISTICHE La pregiata sottodenominazione del Vesuvio DOC viene prodotta in tre differenti varianti. Quella bianca presenta un colore variabile dal paglierino tenue al giallo paglierino e un sapore secco e lievemente acidulo; quella rossa è, invece, caratterizzata da un magnifico colore rubino e da un gusto secco e armonico; quella rosata, infine, si distingue per il tipico colore rosato più o meno intenso, e per il sapore asciutto e armonico. Tutti e tre i vini vantano un profumo gradevole e, talvolta, vinoso.

LA PRODUZIONE Il Lacryma Christi viene prodotto in una zona pedemontana del Vesuvio ad elevata vocazione vitivinicola che comprende 15 comuni della provincia di Napoli, tutti inclusi nell'area di tutela del Parco Nazionale del Vesuvio. Per ottenere la versione rossa si utilizzano uve di varietà Piedirosso, Sciascinoso e Aglianico, mentre per ottenere il Lacryma Christi Bianco si selezionano uve di varietà Coda di Volpe, Verdeca, Falanghina e Greco. Circa il 90% della produzione rientra nella sottodenominazione, mentre soltanto 2.000 ettolitri circa, ogni anno, vengono imbottigliati con la sola denominazione Vesuvio.

LA CULTURA Il territorio è disseminato di antiche tracce che richiamano la tradizione legata alla produzione di vino. Basti pensare alle numerose testimonianze rinvenute tra le vestigia romane scampate all'eruzione del 79 d.C. e, soprattutto, al magnifico affresco di Bacco sul Vesuvio che adorna la Casa del Centenario negli scavi di Pompei.

IN CUCINA Ognuno dei vini Lacryma Christi presenta caratteristiche distintive che lo rendono particolarmente adatto a determinati abbinamenti. Il Bianco, ad esempio, si sposa alla perfezione con portate a base di pesce, molluschi e crostacei, come ottimi sauté di vongole, zuppe ed impepate di cozze, ma si abbina gradevolmente anche ai gustosi pomodorini col pizzo del Vesuvio areganati e a piatti a base di verdure e formaggi freschi. Il Rosso è un ottimo accompagnamento di portate a base di selvaggina, arrosti, pollame nobile e formaggi piccanti tra cui, in particolare, l'ottimo ruspantino alla cacciatora con patate al forno. E' ottimo, inoltre, servito in accompagnamento ai classici spaghetti aglio e olio. Il Rosato, infine, si abbina alla perfezione con delicati risotti, soufflé, torte di verdure e arrosti di carni bianche, oltre che con gustose specialità come i polipetti alla Luciana oppure affogati nel sugo di pomodorini con il pizzo del Vesuvio, e i cavatelli con capperi. Non bisogna dimenticare, inoltre, che questi vini possono rappresentare un ottimo ingrediente per la preparazione di vere prelibatezze che spaziano da ottimi dessert, in abbinamento ad esempio con le pere, a secondi piatti ricchi di sapore fino a stuzzicanti salse e gelatine di accompagnamento alle degustazioni di formaggi.

La ricetta: Gelatina di vino Lacryma Christi. Ingredienti: 300 millilitri circa di vino (corrispondenti a circa 400 grammi), 200 grammi di zucchero bianco oppure di canna (più aromatico) in base alle preferenze, una mela grande (circa 200 grammi), mezzo limone, aromi naturali a piacere (scorza di arancia, cannella, chiodi di garofano, anice, pepe verde ecc.) in base al risultato che si vuole ottenere e all'abbinamento che si desidera proporre. Sbucciate la mela e lavatela sotto l'acqua, poi tagliatela a pezzetti. Cuocetela in un tegame assieme allo zucchero, ai due terzi del vino e al succo filtrato e alla scorza di poco meno di mezzo limone. Mescolate frequentemente sino a quando la mela non si è sfatta. Aggiungete, quindi, il resto del vino e gli aromi che desiderate, poi portate ad ebollizione continuando a mescolare e asportando la schiuma che via via si forma sulla superficie, fino a quando il composto non avrà raggiunto una consistenza densa e gelatinosa. Versate quindi la gelatina in vasetti di vetro a chiusura ermetica e lasciate raffreddare a testa ingiù per creare il sottovuoto.

IL TERRITORIO Terra di storia e di prelibatezze, il Vesuvio è anche un concentrato di magnifiche bellezze naturali che non a caso ha meritato tutela e salvaguardia mediante l'istituzione di un Parco Nazionale. Qui, attraverso la fitta rete di sentieri escursionistici, si possono scoprire i luoghi più affascinanti del territorio, i prodotti più gustosi, le località più caratteristiche e i paesaggi più pittoreschi dominati dall'imponente sagoma del vulcano attivo più importante dell'Europa continentale.

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