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Italia prodotti tipici Campania pomodorini Piennolo Vesuvio DOP

Quei pomodorini "rosso Vesuvio"

Il Pomodorino del Piennolo DOP è uno dei prodotti tipici più antichi dell'agricoltura campana. Il suo sapore beneficia del terreno vulcanico del Vesuvio

varietà di pomodoro vesuviano, campania<br>
lucianopignataro.it
Pomodori del Piennolo
Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP matura grazie al terreno vulcanico e al sole generoso della Campania. Si narra che anche il suo colore "ardente" sia opera del vulcano, poiché secondo la leggenda, le sue radici si nutrono della lava stessa del Vesuvio. è uno dei prodotti più antichi e tipici dell'agricoltura campana, tanto da essere perfino rappresentato nella scena del tradizionale presepe napoletano.

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LA TRADIZIONE La coltivazione del Pomodorino del Piennolo sulle falde del Vesuvio ha senza dubbio radici antiche e ben documentate. Notizie sul prodotto sono riportate dal Bruni, nel 1858, nel suo "Degli ortaggi e loro coltivazione presso la città di Napoli", in cui parla di pomodori a ciliegia, molto saporiti, che "si mantengono ottimi fino in primavera, purché legati in serti e sospesi alle soffitte". Francesco De Rosa, altro professore della Scuola di Portici, su "Italia Orticola" del novembre 1902, precisava che la vecchia "cerasella" vesuviana era stata via via sostituita dal tipo "a fiaschetto", più indicato per la conservazione al piennolo. Il De Rosa è anche il primo ricercatore che riporta in modo esaustivo l'intera tecnica di coltivazione dei pomodorini vesuviani, facendo intendere così che si stava sviluppando nell'area un'intera economia intorno a questo prodotto, dalla produzione delle piantine da seme alla vendita del prodotto conservato.

LA DENOMINAZIONE La D.O.P. "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio" è stata riconosciuta nel 2009

LE CARATTERISTICHE Allo stato fresco: frutti di forma ovale o leggermente pruniforme con apice appuntito e frequente costolatura della parte peduncolare, buccia spessa di colore rosso vermiglio, pezzatura non superiore a 25 g, polpa di consistenza elevata e di colore rosso, sapore vivace intenso e dolce-acidulo; conservato al piennolo: colore della buccia rosso scuro, polpa di buona consistenza di colore rosso, sapore intenso e vivace. I "piennoli" o "schiocche" presentano un peso, a fine conservazione, variabile tra 1 e 5 chilogrammi.

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LA PRODUZIONE Questo pomodoro raggruppa vecchie cultivar e biotipi locali accomunati da caratteristiche morfologiche e qualitative più o meno simili, la cui selezione è stata curata nei decenni dagli stessi agricoltori. Le denominazioni di tali ecotipi sono quelle popolari attribuite dagli stessi produttori locali, come "Fiaschella", "Lampadina", "Patanara", "Principe Borghese" e "Re Umberto", tradizionalmente coltivati da secoli nello stesso territorio di origine. L'area tipica di produzione e conservazione del pomodorino del piennolo coincide con l'intera estensione del complesso vulcanico del Somma-Vesuvio, includendo le sue pendici degradanti sino quasi al livello del mare.

LA CULTURA L'aspetto peculiare di tipicità che accomuna i pomodorini vesuviani è l'antica pratica di conservazione "al piennolo", cioè una caratteristica tecnica per legare fra di loro alcuni grappoli o "scocche" di pomodorini maturi, fino a formare un grande grappolo che viene poi sospeso in locali aerati, assicurando così l'ottimale conservazione del prezioso raccolto fino al termine dell'inverno. Nel corso dei mesi il pomodorino, pur perdendo il suo turgore, assume un sapore unico e delizioso, che soprattutto i napoletani apprezzano particolarmente per preparare sughi prelibati ed invitanti. E' appunto il sistema di conservazione al "piennolo" che, favorendo una lenta maturazione, consente altresì una lunga conservazione, con la conseguente possibilità di consumare il prodotto "al naturale" fino alla primavera seguente.

IN CUCINA Viene apprezzato sul mercato sia allo stato fresco, venduto appena raccolto sui mercati locali, che nella tipica forma conservata in appesa -"al piennolo"-, oppure anche come conserva in vetro, secondo un'antica ricetta familiare dell'area, denominata "a pacchetelle", anch'essa contemplata nel disciplinare di produzione della DOP.

IL TERRITORIO Somma Vesuviana sorge nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, a 16 km dal capoluogo. Ha origini antichissime, attestate in numerosi ritrovamenti archeologici e da una delle più grandi ville romane dove si pensa sia morto l'imperatore Cesare Augusto, e costituisce uno dei comuni più interessanti dell'area vesuviana. Il Casamale, il suo più antico quartiere è tuttora circondato da mura aragonesi. Più in basso dell'abitato di trova la Chiesa di Santa Maria del Pozzo e, nelle immediate vicinanze, un Museo di Arte Contadina che raccoglie tantissimi oggetti di uso quotidiano della civiltà di un tempo. Il suo terreno, fertilissimo per la vicinanza del Vesuvio, rende i prodotti locali particolarmente prelibati, come i pomodorini, le albicocche e l'uva da cui si ricava un eccellente vino da tavola che accompagna le più svariate ricette tra cui il baccalà alla napoletana, assoluto protagonista della manifestazione gastronomica che si tiene ogni anno durante il secondo week-end di ottobre. Oltre al caratteristico centro storico, a Somma Vesuviana si può ammirare la Collegiata, di antica fondazione, che conserva al suo interno pregevoli opere d'arte, e Palazzo Torino, uno dei più antichi della città, oggi sede del Municipio.

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