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Tresecore Balneario Cappella Suardi affreschi Lorenzo Lotto

Tresecore da ammirare: gli affreschi di Lorenzo Lotto

Nella Cappella Suardi della cittadina bergamasca vale la pena scoprire gli affreschi più "fantasiosi" dell'artista veneziano, dedicati alla vita di Santa Brigida

Affreschi di Lorenzo Lotto, Cappella Suardi<br>
© Wikipedia
Cappella Suardi, dettaglio
Lorenzo Lotto fu uno dei principali esponenti del Rinascimento Veneziano del primo Cinquecento, anche se la sua originale indole lo ha presto portato ad essere scalzato dal più celebre Tiziano. Ha comunque lasciato pregevoli testimonianze del suo operato tra cui la decorazione dell’Oratorio Suardi a Tresecore Balneario, in provincia di Bergamo, dove ha potuto esprimere liberamente il proprio stile senza dove seguire temi obbligati ma unicamente la fantasia. La cappella Suardi è un oratorio collocato all’interno della villa dei conti Suardi, dedicato a Santa Barbara e a Santa Brigida. Per volere della famiglia di Giovan Battista Stuardi vennero eseguiti gli affreschi nell’estate del 1524, che Lotto ha dispiegato su tre pareti al di sopra di un alto zoccolo e sul soffitto, tra le travi.

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Rappresentano una complessa iconografia sul tema della Redenzione e della Fede, incarnata dalle vite delle Sante Barbara, Brigida, Maria Maddalena e Caterina d’Alessandria. Le storie si susseguono, da sinistra a destra, e rappresentano vari episodi: Barbara con due compagne; il padre, pagano, che per impedire alla figlia di conoscere il cristianesimo, la rinchiude in una torre in costruzione, dove viene avvicinata da un santo vecchio che si finge medico e la converte; Barbara all’aperto che si inginocchia e prega Dio e poi, dentro un piccolo tempio, rinnega gli dei pagani; all’interno del palazzo posto accanto, la fanciulla confessa al padre la sua nuova fede e viene da lui inseguita con la scimitarra alzata; Barbara che fugge fuori le mura della città su per il colle; un pastore che indica al padre il nascondiglio della figlia che, una volta trovata, viene trascinata per i capelli dinnanzi ad un giudice he la fa frustare, colpire a martellate e rinchiudere in carcere dove vene visitata da Gesù; un secondo giudice che la fa ustionare con fiaccole ardenti e un terzo che la condanna a morte; Barbara pronta al supplizio viene decapitata sul colle; su un sentiero passa il suo corpo morto e poco sopra il padre viene incenerito da un fulmine divino. Una curiosità è la rappresentazione del cagnolino della Santa che, simbolo di amore e fedeltà, compare in ogni episodio come unico conforto alle dolorose tappe del suo martirio.

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La parete di destra, quella a sud, è occupata da tre riquadri con le storie di Santa Brigida, separate dall'intrusione nelle pareti dell'oratorio dell'ingresso e di due finestre; ognuna delle scene contiene diversi episodi della vita della santa, unite da un finto muro continuo sul quale si aprono dei tondi, da dove si affacciano profeti e sibille. Lo stile spedito si caratterizza da pennellate rapide ma altamente efficaci. Lo scenario è unico, ma colmo di vari ambienti, sia interni che esterni, dove si collocano i fatti: questo modo di narrare privo di quell’unità di tempo e di luoghi che risulta essere una delle idee basilari del Rinascimento ha qualcosa di medievale, forse a causa dell’influenza nordica alla cui tradizione si ispira anche il gusto per la narrazione popolaresca tipica del Lotto. Molti personaggi derivano dalle classi umili, come i contadini, spesso studiati dal vero e fino ad allora inediti nel repertorio figurativo italiano.

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Gli eventi sacri vengono qui trasferiti su un piano esclusivamente umano, nella vita di una città con le sue case, le piazze, il mercato, le mura, le porte e sul colle retrostante con il verde degli alberi e dei prati, il gregge e il pastore: questo ad evidenziare come la violenza delle torture a cui è sottoposta Barbara per volontà del padre, invece di essere l’agghiacciante protagonista, si perde nella piacevolezza della narrazione, inserita nella civile architettura rinascimentale a contatto con il paesaggio fresco e quasi idilliaco. Ecco un altro tratto che contraddistingue l’irrequieta personalità dell’artista che, insofferente alle norme, possiede qualcosa che lo imparenta a quelle correnti che reagiscono all’idealismo classicheggiante e in molti lo definiscono protomanierista.

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