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Palermo cosa fare

Imperdibile Palermo, cosa fare

E' una città che offre tutto quello che si desidera in ogni momento dell'anno. Ecco l'essenziale da non perdere 

Cattedrale di Palermo
©iStockphoto
Palermo, scorcio della Cattedrale
Palermo è una di quelle città che si può giustamente definire "buona per ogni stagione. Se in estate calamita più attenzione in quanto scelta come base per una vacanza balneare nell’esplorazione dell’isola, anche in inverno non manca di stupire i visitatori grazie alle sue infinite sfaccettature. Storia, cultura, natura e la celebre gastronomia la rendono una vera perla tutta da scoprire. Le tradizioni molto sentite dagli abitanti coinvolgono anche i visitatori che si lasciano ammaliare dall’intensità con cui i palermitani vivono il folclore religioso. Ne è un esempio la solenne processione del Gesù Bambino della Gancia, con la piccola Statua del Bambinello che, ogni 6 gennaio, sfila sull’artistico fercolo del Settecento tra le vie della città e che racconta una storia carica di passione, spiritualità e leggenda. Se a febbraio si riscopre la tradizione del Carnevale Barocco di Palermo, la Settimana Santa del capoluogo isolano prevede le celebrazioni pasquali con diverse rappresentazioni sacre dell'ultima Cena all'interno delle varie chiese cittadine. Sono eventi che chiamano a raccolta centinaia di giovani che lavorano mesi per la loro buona riuscita, a dimostrazione della radicata tradizione religiosa. La bella stagione porta con sé appuntamenti imperdibili che vanno dagli eventi culinari a spettacoli di ogni tipo, che siano manifestazioni culturali o sportive, rievocazioni storiche o religiose, concerti o momenti che celebrano il mondo del mare: ogni visitatore trova sempre spunti di interesse grazie alla vivacità di una città sempre in movimento. Scopriamo le chicche da non perdere a Palermo.

Scopri anche i volti meno conosciuti della città di Palermo

Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina
Antica sede imperiale dove hanno gravitato Federico II e Corrado IV, oggi Palazzo dei Normanni è la sede dell’Assemblea regionale siciliana nonché emblema di arte arabo normanna. Tra le sue austere sale l’attrazione più straordinaria è la Cappella Palatina, che impressiona per lo splendore dei suoi mosaici. Non è un caso che sia uno dei luoghi più visitati della città, definita da Guy de Maupassant “la chiesa più bella del mondo”.  Voluta da Ruggero II d’Altavilla, primo re normanno di Sicilia, venne utilizzata da quest’ultimo come cappella privata nel 1130 anche per simboleggiare l’unione tra la cultura orientale e quella occidentale a dimostrazione della politica di tolleranza adottata dal re. Scopriamo qualcosa di più sulla Capella Palatina



Cattedrale 
La Cattedrale di Palermo è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo. La sua storia è strettamente legata a quella della città e dell’intera Sicilia. E’ qui, infatti, che venivano incoronati i re e sempre qui vi hanno trovato sepoltura. L’interno è in severo stile neoclassico, a tre navate, arricchito da sculture di marmo. Nella Cappella di Santa Rosalia si trova la venerata urna d’argento del 1631 dove sono conservate le ceneri della Patrona, che ogni anno vengono portate in processione durante la Festa del 15 luglio. 


Chiesa della Martorana
La frutta di Martorana di Palermo è uno dei moltissimi dolci siciliani famosi nel mondo, creata da maestri pasticceri che, con semplice farina di mandorla e zucchero, confezionano deliziose repliche esatti di frutti, verdura e altro. Leggenda vuole che la Martorana fu inventata dalle suore dell’omonimo monastero, annesso alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio. La Martorana venne costruita nel 1143 e risulta essere uno degli esempi più affascinanti di chiesa bizantina in Italia, con le mura che, trasformate nel corso dei secoli in stili diversi, raccontano le tante culture che si sono incontrate a Palermo. Proprio grazie al suo contrasto tra lo stile arabo-normanno e le successive aggiunte barocche del Seicento è stata inserita nei beni tutelati dall’Unesco. Punto forte sono le decorazioni musive al suo interno, dove spicca il Cristo Pantocratore sulla sommità della cupola. Nel 1433 Alfonso d’Aragona cedette la chiesa al vicino monastero benedettino fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana, da cui il nome della chiesa.


Catacombe dei Cappuccini
Già durante il corso dell’Ottocento, quando i rampolli delle nobili famiglie erano soliti dedicarsi al Grand Tour in giro per l’Europa, le Catacombe dei Cappuccini attiravano visitatori che accorrevano ad ammirarne il macabro contenuto: si tratta di circa 8000 salme, molte delle quali esposte e perfettamente mummificate. Oggi fanno parte di un giro nei sotterranei annessi alla Chiesa di Santa Maria della Pace. Tra le mummie più celebri quella della piccola Rosalia Lombardo, considerata la più bella al mondo. 



Fontana Pretoria
E’ una delle fontane più belle d’Italia, situata in Piazza Pretoria. Conosciuta più comunemente come Fontana della Vergogna per le statue rappresentante nella loro nudità, venne realizzata nel 1554 per essere in realtà collocata nel giardino di Don Luigi di Toledo a Firenze ma costui, costretto dai debiti, vendette la meravigliosa opera d’arte al Senato di Palermo. Scopriamo di  più sulla Fontana della Vergogna



Teatro Massimo
Nella centrale Via Volturno spicca il Teatro Massimo, il più grande teatro lirico d’Italia, il terzo in Europa per dimensioni, secondo solo all’Opéra di Parigi e alla Staatsoper di Vienna. Inaugurato alla fine dell’Ottocento, il Teatro è costruito in uno stile neoclassico e, oltre alla magnificenza esterna, vanta anche un’acustica perfetta.


La Ziza
Quello che in arabo significa “la splendida” è un palazzo in stile arabo-normanno, edificato nel 1165 come residenza reale estiva, che in origine era circondato da un vasto parco di caccia. Oggi si trova poco lontano dal centro di Palermo, incastonato tra grandi palazzi. Ma non ha certo perso il suo fascino antico e la sua magnificenza. Scopriamo di più su la Ziza



I Mercati
Visitare Palermo vuol dire anche immergersi nella quotidianità che rende unici certi luoghi. E i mercati offrono l’identità concreta della città grazie alle tradizioni più antiche che li caratterizzano. Vi si arriva fiancheggiando quartieri dismessi e palazzi in rovina che segnano il confine tra passato e presente e percorrendo vicoli dove ci si lascia guidare dai profumi e degli odori. La Vucciria, Ballarò, il Capo e il Borgo Vecchio sono i quattro più importanti e storici mercati di Palermo.
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