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Palermo monumenti da vedere Fontana Pretoria

Palermo: i segreti della Fontana della Vergogna

E’ uno dei simboli del capoluogo siciliano, considerata una delle più belle fontane italiane: ecco la Fontana Pretoria e la sua storia travagliata

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©Con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons
Palermo, Fontana Pretoria 
Il nome reale è Fontana Pretoria, ma i siciliani la chiamano Fontana della Vergogna a causa della nudità delle statue che la compongono: si tratta di uno dei simboli più rappresentativi del capoluogo siciliano e si trova nell’omonima piazza. Per molti è considerata una delle più belle fontane della penisola: realizzata nel 1554 da Francesco Camillani a Firenze, venne poi trasferita nel 1581 in Piazza Pretoria a Palermo, dopo una storia piuttosto singolare. Si racconta del nobile spagnolo Don Luigi Toledo, suocero di Cosimo I de Medici Granduca di Toscana, che decise di abbellire il giardino della sua Villa a Firenze con una monumentale fontana.

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L’opera originaria comprendeva 48 statue rappresentanti figure mitologiche e putti, aveva dimensioni inusuali visto che era destinata ad uno spazio privato aperto ed era fronteggiata da una lunga pergola formata da 90 colonne di legno. Ma nel 1552 Don Luigi Toledo morì e il figlio, indebitato, mise in vendita la fontana capolavoro, che, acquistata dal Senato palermitano, venne smontata in 644 pezzi e caricata sulle navi per essere trasportata in terra siciliana. Per far posto alla monumentale realizzazione vennero anche demolite diverse dimore di Piazza Pretoria, ma la fontana non arrivò mai completa in quanto alcune sculture si erano rovinate durante il trasporto ed altre vennero trattenute dal proprietario. Cosi furono necessari alcuni interventi di adattamento nella ricomposizione dei pezzi. L’opera ruota attorno ad un bacino centrale circondato da quattro ponti di scalinate e da un recinto di balaustre; è costituita da tre vasche concentriche dalle quali inizia il gioco d’acqua che viene versata dalla sommità da un Bacco, mentre tutto attorno ci sono statue che rappresentano varie figure mitologiche, tra cui si riconoscono Venere, Adone, Ercole, Apollo, Diana e Pomona alle quali si aggiunge una rappresentazione allegorica dei fiumi di Palermo, ovvero l’Oreto, il Papireto, il Gabriele e il Maredolce.

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Ponendo attenzione alla disposizione delle statue e alla loro conformazione, si percepisce una tensione verso il centro della fontana e un senso di movimento. Piazza Pretoria, suggestivo luogo che attira migliaia di turisti da tutto il mondo, è stata per lungo tempo ritenuta dai palermitani come il simbolo della corruzione e del malcostume di alcuni rappresentanti della vita civile e politica del XVIII e XIX secolo. Oggi incanta più di allora anche per le leggende ad essa collegate, come quella che vuole un convento di monache di clausura costruito proprio lateralmente alla piazza dal quale uscivano le sorelle che, mortificate e vergognate dall’oscena nudità delle statue, evirarono le indecenti sculture aiutate dal buio della notte.
 
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