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A Follonica duemila anni di metallurgia in un museo

Il Museo delle Arti in Ghisa della Maremma racconta la lunga storia della tradizione siderurgica di Follonica

magma follonica
©Giovanni Casalini/Wikimedia Commons CC BY SA 3.0
MAGMA - Museo delle Arti in Ghisa della Maremma
Il legame di Follonica con la siderurgia ha radici antiche e profonde. La nascita stessa della cittadina è il frutto dell'importanza che tale attività ricopriva per l'economia di questa zona della Maremma sin da epoche lontane. Sembra, infatti, che nell'area in cui oggi sorge Follonica fosse presente una fonderia già nel XVI secolo. Ma in base ai numerosi reperti archeologici rinvenuti nei siti di Rondelli e Valle Petraia è stato dimostrato che già molto tempo prima gli Etruschi avessero scelto questa zona per la realizzazione di un insediamento a carattere produttivo specializzato nella riduzione in ferro dell'ematite proveniente dall'isola d'Elba. Inequivocabili testimonianze di questa attività sono costituite dai forni fusori risalenti al periodo compreso tra il VI ed il V secolo a.C. rinvenuti a Rondelli durante gli scavi per la costruzione di una struttura commerciale effettuati nel 1997. Sin da epoca remota, dunque, la vicinanza all'isola d'Elba, nota per la ricchezza di ferro, e la presenza di una fitta boscaglia che forniva abbondante legname per la produzione del carbone da impiegare come combustibile, ha reso quest'area della Toscana un luogo ideale per lo svolgimento di attività siderurgiche che culminarono, nel XIX secolo, con la costruzione delle Reali e Imperiali Fonderie volute da Leopoldo II di Toscana e con la nascita della cittadina di Follonica che resero questa zona della Maremma una vera eccellenza nel settore suggellando la lunga tradizione metallurgica che sin dall'antichità l'aveva caratterizzata. Una tradizione che oggi rivive nelle sale del MAGMA, il Museo delle Arti in Ghisa della Maremma, allestito all'interno del Forno di San Ferdinando, l'edificio più antico della città fabbrica dell'ILVA che terminò la propria attività nel 1960.

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MAGMA (©Mongolo1984/CC BY SA 4.0)
 
L'edificio che ospita il museo risale, in realtà, al XV secolo quando veniva utilizzato come mulino. Nel 1546 fu poi ampliato per consentire la realizzazione di una ferreria che venne smantellata agli inizi del XIX secolo per poter costruire il forno fusorio. Si trattava di un piccolo forno quadro che venne ben presto abbandonato e rinnovato nel 1818 sostituendolo con un forno di concezione più moderna dedicato a San Ferdinando. Era uno dei più innovativi di tutta Italia oltre ad essere il primo in assoluto in Toscana. Una successiva opera di ampliamento lo dotò di alcuni camerotti per i lavoarotori oltre che di carbonili, magazzini e botteghe. Venne utilizzato fino al 1888 per poi essere smantellato dopo il 1907. Negli anni '90 dello scorso secolo fu oggetto di un primo restauro in seguito al quale divenne sede museale dell'allora Museo del Ferro e della Ghisa. Una nuova opera di restauro diede vita, nel 2013, al MAGMA che oggi si presenta come un affascinante spazio espositivo che, coniugando arte, storia ed un sapiente utilizzo di installazioni interattive e multimediali, fa rivivere l'antica tradizione siderurgica che, nei secoli, ha conferito lustro alla Maremma ed alla città di Follonica. Il percorso di visita si articola su tre piani, dedicati ad altrettante aree tematiche ad ognuna delle quali sono state, a loro volta, destinate una o più sale.

Primo piano: l'arte

Il primo piano è quello destinato all'arte e celebra la tradizione follonichese attraverso quello che fu il più importante ambito di specializzazione della produzione. A dominare la scena, la particolare installazione artistica (nella foto in basso) realizzata nello spazio dell'altoforno che ne offre una reintepretazione in chiave poetica. Una suggestiva cascata di lamelle metalliche che attraverso il colore simula le diverse fasi del processo di funzionamento del forno: le lamelle in basso sono di colore rosso a simboleggiare l'accensione, quelle centrali, di aspetto metallico, richiamano il minerale che veniva gettato a strati assieme al carbone, e quelle più in alto, trasparenti, evocano il fumo che dal camino si librava verso il cielo. Un gioco di luci e di suoni, infine, simula i rumori del forno in funzione ed i cambiamenti di temperatura, ora incandescente ora più fredda. Guardandosi attorno ci si ritrova presto catapultati all'interno del processo di fusione grazie ad uno spettacolo multimediale proiettato sulle pareti ad intervalli regolari che mostra dapprima le ombre degli operai a lavoro, e poi una colata di ferro rovente che riempie tutti i muri fino a creparli virtualmente per lasciare, infine, spazio al materiale forgiato e alla città di Follonica. Accanto al forno campeggia, inoltre, il piccolo "tempio magmatico", una sorta di "altarino" con al centro un grosso campione di ematite.

(©Mongolo1984/CC BY SA 4.0)
 
Il percorso dedicato all'arte prosegue nelle tre sale del primo piano dove si celebrano i lavori in ghisa della Scuola di Ornato e Disegno Lineare voluta da Leopoldo II che rappresentano la massima espressione della produzione follonichese. La ricca collezione dei modelli lignei che servivano ad imprimere la forma nella terra in cui colare il ferro fuso, spesso disegnati e scolpiti da veri e propri artisti, e la fondazione stessa di questa scuola sono la testimonianza tangibile dell'intento di Leopoldo II di rendere lo stabilimento maremmano un vero e proprio centro di ricerca e sperimentazione non soltanto dal punto di vista tecnico-produttivo ma anche artistico. Ed infatti nei forni di Follonica vennero forgiati per oltre un secolo numerosi interessanti elementi di arredo urbano che nel 1913 resero necessaria la realizzazione di un Catalogo divulgativo dei getti che, oggi, può essere virtualmente sfogliato per intero dai visitatori attraverso pannelli interattivi. Gli esempi più significativi del percorso sperimentale ed artistico intrapreso dallo stabilimento furono certamente la realizzazione della chiesa di San Leopoldo e il Cancello monumentale delle Fonderie portata avanti grazie ai progetti degli architetti Alessandro Manetti e Carlo Reishammer che si rivelerano precursori dei tempi nella promozione di un utilizzo dell ghisa non soltanto strutturale ma anche decorativo. Queste due opere mostrarono le potenzialità della lavorazione della ghisa come forma di espressione artistica e procurarono agli stabilimenti follonichesi una lunga serie di prestigiose commissioni come quelle per Livorno e Firenze.

Secondo piano: la storia

L'esplorazione del MAGMA prosegue al secondo piano dedicato, questa volta, alla storia della tradizione metallurgica di Follonica che ha portato la città a diventare una delle principali realtà industriali del XIX secolo. Si comincia dagli albori e si giunge all'età moderna attraverso cinque differenti sale tematiche. La prima è dedicata alle risorse naturali dell'area di Follonica che la resero, sin dall'antichità, il luogo ideale per lo sviluppo di una fiorente tradizione siderurigica. Alcuni pannelli illustrativi descrivono la strategicità della posizione geografica della zona, vicina all'isola d'Elba, ricca di minerali, e a folti boschi da cui ottenere abbondante carbone. Un'installazione interattiva consente, invece, di scoprire le pecualiarità di diversi minerali e delle migliori essenze per ottenere un buon carbone. Su uno schermo si possono, infine, osservare le immagini di un documentario del 1926 girato per l'Ilva. La seconda sala, una delle più interessanti, approfondisce il legame della metallurgia locale con gli Etruschi che per primi seppero sfruttare al meglio le risorse offerte dal territorio, come testimoniato dai reperti archeologici rinvenuti nei siti di Rondelli e Valle Petraia, alcuni dei quali - tra cui uno dei forni accuratamente prelevato dal terreno e restaurato - sono custoditi proprio in questa sala.

Forno etrusco (©Giovanni Casalini/CC BY SA 3.0)
 
La terza sala celebra, invece, tutti quegli uomini che hanno reso possibile l'ascesa di Follonica nel campo della metallurgia nel corso del XIX e XX secolo. La ricostruzione di un ufficio amministrativo consente di approfondire la storia di dodici lavoranti dello stabilimento mediante un gioco interattivo che permette ai visitatori di scegliere tra alcuni fascicoli accatastati quello del lavorante del quale vogliono ascoltare la biografia narrata in un filmato. Una mappa interattiva di Follonica, invece, permette di conoscere, girando una ruota, la storia dei principali edifici della città. Nella quarta sala sono i flussi ad essere scelti come chiave di lettura del successo di Follonica nel campo della metallurgia. La città viene, infatti, considerata un importante centro di snodo in cui confluirono uomini, provenienti da diverse zone d'Italia, tecnologie e materie prime. L'ultima sala è dedicata, infine, alla ghisa nel mondo. I visitatori, accomodatisi all'interno della ricostruzione di una carrozza Centoporte, vedranno scorrere sugli schermi installati al posto dei finestrini del treno le immagini di alcune delle più interessanti architetture in ghisa del mondo come l'Iron Bridge di Coalbrookdale in Inghilterra, il Pont des Arts di Parigi, il Nationaldenkmal di Kreuzberg in Germania, il Great Conservatory di Chatsworth, le Galeries royales Saint-Hubert di Bruxelles, il Crystal Palace di Londra, l'Haughwout Building e il Bow Bridge di New York.

Piano seminterrato: la produzione

Il percorso di visita si conclude al piano seminterrato, dedicato alla produzione. Quello che conduce i visitatori direttamente nel cuore del Forno di San Ferdinando. Camminando lungo una passerella si riscoprono antichi spazi riportati al loro originario splendore grazie ad un'accurata opera di restauro, come il vecchio carbonile e la bocca del forno. I rumori delle fonderie accompagnano l'esplorazione mentre sulle pareti si possono ammirare le interessanti proiezioni che descrivono il lavoro di una fonderia moderna. La ricostruzione di una grande ruota idraulica aiuta a comprendere come venisse utilizzata l'energia idraulica per il funzionamento della macchina soffiante che alimentava la fusione, mentre la vista dal basso dell'installazione artistica dell'altoforno crea un colpo d'occhio di grande impatto visivo. I visitatori verranno, inoltre, coinvolti in un simpatico Fusion Game nel quale dovranno calibrare alla perfezione il caricamento del forno con minerali ferrosi, carbone ed additivi ed individuare il giusto volume di aria calda da soffiare per ottenere una ghisa perfetta. Il viaggio si conclude con un'ultima installazione interattiva che accompagna i visitatori alla scoperta degli ultimi anni di attività della fonderia narrati dalle voci dei lavoratori dell'ultima generazione che condividono anche alcune considerazioni sulla Follonica contemporanea.

Piano seminterrato (©Giovanni Casalini/CC BY SA 3.0)
 
E per scoprire con i propri occhi come la metallurgia e l'attività mineraria abbiano segnato profondamente, nel corso dei millenni, il territorio della Maremma, vale la pena concedersi un'escursione alla scoperta del Parco Nazionale Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane del quale il MAGMA rappresenta una delle Porte. Nei locali della biglietteria del museo, infatti, è ospitato un desk di accoglienza e infopoint anche per l’organizzazione di itinerari o visite guidate, oltre ad un centro di documentazione informatizzato.

Le Colline Metallifere si estendono anche sino alla provincia di Pisa, Siena e Livorno. Leggi qui per saperne di più sui paesaggi dal fascino surreale delle fumarole di Sasso Pisano, nel comune di Castelnuovo di Cecina (PI)

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