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Isola d'Elba, minerali e gioielli dalle viscere della terra

Sull'isola toscano si trovano oltre 150 tipi di minerali dai quali vengono ricavati splendidi gioielli

gioielli
Courtesy of facebook.com/La-Piccola-Miniera-153105021560176
Gioielli della Piccola Miniera
Con oltre 150 varietà di minerali presenti nel suo sottosuolo, si può affermare, senza rischiare di cadere in errore, che l'Isola d'Elba racchiuda un vero e proprio “cuore di pietra”. Un cuore di pietra che batte, però, intensamente e che è in grado di scaldare quello dei viaggiatori che la raggiungono e che scelgono di non soffermarsi soltanto sulla bellezza delle spiagge, sulle sfumature del suo mare e sui paesaggi dal fascino selvaggio. Esplorando l'isola, infatti, si scoprirà che nelle viscere della terra sono custoditi autentici tesori che fanno la gioia degli amanti della geologia, delle escursioni ma anche della storia e dell'artigianato. Il rapporto tra gli isolani e le risorse del sottosuolo elbano risale, infatti, alla notte dei tempi. Basti pensare che l’UNESCO ha inserito le aree minerarie elbane nella lista provvisoria dei siti geologici del World Heritage e si pensa che sull'isola si estraesse e si lavorasse il metallo, in particolare il ferro, sin dal III millennio a.C. Con certezza si sa, invece, che l'Elba fosse particolarmente preziosa per gli Etruschi che sul suo territorio realizzarono diversi forni fusori le cui abbondanti esalazioni, ben visibili dal mare, valsero all'isola l'appellativo di Aethalia (“fuligginosa”) attribuitole dai navigatori greci colpiti dalla grande cappa di fumo che si levava durante la fusione. E se a lungo la vita di numerosi Elbani è stata legata al ferro, allo stesso modo, in diverse zone dell'isola, molti abitanti si sono dedicati all'estrazione del granito, utilizzato tra l'altro per la realizzazione delle colonne del Pantheon di Roma, e di altre pietre dure che, ancora oggi, ispirano artigiani e orafi per la realizzazione di splendidi gioielli e oggetti ornamentali.

Isola d'Elba
Un concentrato di tesori

C'è solo l'imbarazzo della scelta di magnifiche pietre dalle forme e dalle sfumature più disperate che si celano nel sottosuolo dell'isola. Sul versante orientale, ad esempio, non è difficile scovare splendida ematite, i cui campioni elbani, che si presentano sia in cristallizzazioni lamellari che a rosette, sono considerarti particolarmente pregiati; limonite, dalle magnifiche sfumature giallo-marroni; pirite, autentico emblema dell'Isola d'Elba, nota anche come “oro degli stolti” per il suo aspetto metallico simile, talvolta, all'oro; ilvaite, con i suoi grandi cristalli prismatici; e magnetite, il minerale con il più alto tenore in ferro, particolarmente abbondante sul promontorio del Calamita dove la magnetite magnetopolare (dagli effetti simili a quelli di un magnete) manda letteralmente in tilt gli aghi delle bussole giustificando inequivocabilmente la scelta del nome attribuito all'altura. Sullo stesso versante sono, inoltre, presenti alcuni minerali del rame – del cui sfruttamento si hanno notizie sin dalla protostoria, come testimoniato dall'opulenza del sepolcreto della Grotta di San Giuseppe, vicino a Rio Marina – tra i quali spiccano ossidi come la cupirite, solforati come la calcopirite, silicati come la crisocolla, e carbonati, come le famose malachite e azzurrite dalle incantevoli iridescenze verdi e azzurre.

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Il versante occidentale non si rivela meno ricco di tesori. Sebbene, infatti, questa zona non sia mai stata oggetto di sfruttamento delle risorse minerarie - che nella granodiorite del Monte Capanne erano presenti in scarsa quantità – la bellezza dei cristalli e dei minerali custoditi nei filoni pegmatitici sulle sue pendici è davvero sorprendente. Come quella dei cristalli prismatici di tormalite (di cui l'elbaite è la varietà più famosa), con le loro sfumature che spaziano dal nero al trasparente, dal rosa al verde. Proprio su questo versante, inoltre, si trova un minerale considerato tra i più belli dell'intera isola: il berillo, che assume colorazioni che variano dal biancastro, all'azzurro (acquamarina) fino al rosato (morganite). Il minerale più comune dei filoni pegmatitici è, invece, l'ortoclasio che con le sue tonalità delicate, che vanno dal bianco avorio al rosa violaceo, crea un magnifico contrasto che valorizza i cristalli pegmatitici più variopinti. Particolarmente abbondante sul promontorio granitico del Monte Capanne è, invece, il quarzo dal quale ha origine la quarzite che, a seguito di lunghi processi di erosione e scivolamento a valle, ha formato, nel suo stato sabbioso, le spiagge di Cavoli, Seccheto e Fetovaia.

Pirite
 
A caccia di minerali

Chi desidera scoprire l'affascinante “cuore di pietra” dell'Isola d'Elba può intraprendere un piacevole itinerario sul Monte Calamita, lungo la candida strada che, partendo dall'abitato di Capoliveri, giunge sino al cuore delle miniere che custodiscono le famose rocce ricche di magnetite che fanno schizzare gli aghi delle bussole. Raggiungendo, invece, le ex miniere di Rio Marina si può salire a bordo di un trenino che attraversa le cave abbandonate o ci si può soffermare a cogliere bellissimi campioni di pirite dalle sfumature dorate ed ematite dalle tonalità argentee. Spostandosi sul versante opposto, dove è il granito a dominare il paesaggio, si può imboccare il sentiero per i Mostri di Pietra e scoprire alcune delle formazioni più suggestive e particolari dell'isola. Per conoscere ed approfondire la storia del profondo rapporto che, sin dall'antichità, ha legato gli abitanti dell'isola ai suoi splendidi minerali, l'appuntamento è, invece, al Museo Civico Archeologico del Distretto Minerario, nel comune di Rio dell'Elba. Qui, nelle diverse sezioni dell'esposizione, si potrà ammirare una ricca collezione archeologica che, attraverso una rappresentativa selezione di manufatti, mostra il lungo processo di evoluzione delle diverse tecniche di estrazione e lavorazione dei metalli.

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I manufatti più antichi risalgono niente meno che al III millennio a.C., alcuni dei quali provenienti dalla grotta di San Giuseppe. In base alle ricostruzioni storiche degli studiosi potrebbero rappresentare una interessante testimonianza lasciata da un'antica popolazione assimilabile alla cosiddetta “cultura del Rinaldone”, sebbene non esistano ulteriori prove legate all'esistenza di questa comunità. Numerosi anche i reperti di epoca etrusca mentre i più recenti risalgono al Medioevo. Un'altra sezione del Museo è dedicata, invece, all'esposizione della collezione dei Minerali Elbani della Gente di Rio che comprende campioni raccolti sull'isola, soprattutto nella zona del versante orientale, da parte di alcune famiglie, molte di minatori, che li hanno donati al Museo. Ma l'intero paese di Rio dell'Elba si presenta come una sorta di museo a cielo aperto. Passeggiando per le sue strade non è raro imbattersi in cartelli informativi che descrivono la vita nella comunità dei minatori. A lungo, infatti, l'economia dell'isola si è basata proprio sulle attività legate all'estrazione ed alla lavorazione del ferro e dei minerali del sottosuolo elbano. Basti pensare che l'ultima miniera dell'Isola d'Elba ha cessato la propria attività soltanto nel 1981.

Minerali e cristalli della Piccola Miniera (facebook.com/La-Piccola-Miniera-153105021560176)
Viaggio nella Piccola Miniera

Ma per chi desiderasse portarsi letteralmente a casa un pezzo di isola, anzi, un bellissimo pezzo, per adornare il proprio corpo o la propria casa, l'appuntamento è nelle numerose botteghe e gioiellerie specializzate nella lavorazione e nella vendita di oggetti ornamentali realizzati con i minerali e le pietre dell'isola. Un gioiello impreziosito da un pezzettino del magnifico “cuore di pietra” dell'Elba sarà davvero un regalo speciale. Per fare incetta di splendide creazioni ottenute dai minerali elbani e, perchè no, concedersi un piccolo viaggio alla scoperta del mondo sotterraneo delle miniere, un appuntamento da non perdere è quello con la Piccola Miniera di Porto Azzurro dove, sulla strada provinciale per Rio Marina, si potrà salire a bordo di un piccolo trenino ed ammirare una fedele ricostruzione di una galleria mineraria, con tanto di macchinari originali per l'escavazione, cantieri di coltivazione di pirite ed ematite e spazi destinati ai momenti di pausa dei minatori. I graziosi vagoncini attraverseranno deliziose grotte adornate di stalattiti e stalagmiti di carbonato di calcio, quarzi di silicio, eurite, a dimostrazione della ricchezza del sottosuolo elbano. Al termine del percorso si potrà visitare il museo minerario ed il laboratorio di taglio, nel quale prendono forma gli splendidi gioielli artigianali esposti presso il negozio soprastante dove si avrà l'imbarazzo della scelta di monili da ammirare ed acquistare come ricordo indimenticabile di questo viaggio sorprendente.

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