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Miele della Lunigiana DOP

Tra le verdi colline della Lunigiana

Incastonata tra le Alpi Apuane e l'Appennino Tosco Emiliano, questa terra offre itinerari enogastronomici alla scoperta di prodotti eccellenti come il Miele DOP

Toscana, vallata<br>
Thinkstock
Valle Lunigiana
La specializzazione del miele in Lunigiana non ha eguali in tutta Italia ed è utilizzato abitualmente nelle attività di tutti i giorni come ingrendiente nelle ricette, materiale per fabbricare le candele e alternativa ai medicinali. Il territorio è vocato per l' apicoltura per l'assenza quasi assoluta di sostanze inquinanti, per la favorevole successione di fioriture e per la presenza di essenze vegetali pregiate.

LA TRADIZIONE Già nel ‘500 l’apicoltura era considerata un’attività produttiva da reddito, tanto da prevedere una tassa per ogni alveare posseduto. L’apicoltura sembra essere nella zona un’attività specialistica in quanto era diffusa la pratica della conduzione degli apiari per conto terzi (quos tenet abeo), promossa prevalentemente dalle famiglie ricche di Pontremoli con forme d’affitto o altro, agli abitanti dei paesi circostanti. L’importanza e lo spazio dell’apicoltura all’interno delle attività rurali in Lunigiana è confermata anche negli estimi successivi a quelli del 1508. Il miele veniva usato come dolcificante, come materia prima per dolci e come medicinale; la cera come materia prima per la costruzione di candele. Per nessuna altra zona della Toscana si usano per l’apicoltura gli stessi termini positivi che si usano per il Pontremolese.

LA DENOMINAZIONE La denominazione di origine protetta "Miele della Lunigiana" è riservata a due tipologie: miele di acacia e miele di castagno.

LE CARATTERISTICHE Il miele di acacia della Lunigiana si mantiene a lungo liquido e limpido, può tuttavia presentarsi torbido per non aver raggiunto una cristallizzazione completa. Il colore è molto chiaro, da pressoché incolore a giallo paglierino. L'odore è leggero, poco persistente, fruttato, confettato, simile a quello dei fiori. Il sapore è decisamente dolce, con leggerissima acidità e privo di amarezza. L'aroma è molto delicato, tipicamente vanigliato, poco persistente e privo di retrogusto. La consistenza è sempre viscosa, in funzione del contenuto d'acqua. Il miele della Lunigiana di castagno si mantiene per lungo tempo allo stato liquido, può tuttavia presentare una cristallizzazione molto ritardata e incompleta. Il colore è ambra scuro, spesso con tonalità rossastra. L'odore è forte e penetrante; il sapore persistente con componente amara più o meno accentuata e retrogusto dai caratteri simili a quelli dell'odore.

LA PRODUZIONE Una volta estratto dall’alveare, il miele deve essere illimpidito tramite i passaggi di centrifugazione, decantazione e filtrazione; infine si procede al confezionamento. Si conserva a lungo, avendo cura di tenerlo lontano da fonti di luce e calore.

LA CULTURA Era regola che il proprietario di uno sciame avesse a disposizione 24 ore di tempo per il recupero, dopodiché il proprietario del terreno, su cui eventualmente si fosse fermato lo sciame, aveva la possibilità di recuperarlo ed entrarne in possesso. A testimonianza dell’importanza e del diffuso uso del miele nella zona va ricordato che nei ricettari di pasticceria del Capellini (1850), in cui sono raccolte le varie ricette originarie, e che ancora oggi sono un punto di riferimento per gli operatori del settore, il miele figura come un ingrediente fondamentale dei dolci tipici della Lunigiana. Il Miele della Lunigiana DOP va conservato in luoghi riparati dalla luce e dal calore: non necessita di particolari altre precauzioni, essendo un prodotto che per le proprie caratteristiche si conserva molto a lungo.

IN CUCINA E’ un ingrediente base di ricette tipiche locali, utilizzato soprattutto per confezionare dolci. Oltre a essere servito come accompagnamento ai formaggi toscani stagionati e saporiti, trova numerosi altri impieghi nella cucina salata: il miele di acacia, per esempio, si può unire a gamberi sgusciati, saltati in padella o in umido di pomodoro; il millefiori si può aggiungere alla caponata di melanzane o alla peperonata; il miele di castagno, infine, condisce ottimamente il maiale in spezzatino e, volendo, può essere diluito in una tazzina di aceto di vino bianco. Il Miele di Acacia di Lunigiana è considerato il miglior miele per i bambini e per le persone che soffrono di stitichezza, mentre quello di castagno ha ottima valenza per le persone anemiche, per migliorare la circolazione sanguigna e per gli sportivi.

IL TERRITORIO La provincia di Massa-Carrara, situata al confine con la Liguria e l’Emilia Romagna, è caratterizzata da un’ampia zona costiera ricca di strutture ricettive e di stabilimenti balneari moderni ed attrezzati. A due passi dal mare, le Alpi Apuane sono un paradiso per gli appassionati di natura e di escursionismo, sia estivo che invernale, ed offrono la possibilità di pernottamento in confortevoli rifugi. Uniche al mondo, nel cuore di queste montagne, le spettacolari cave di marmo bianco si aprono come una visione lunare davanti agli occhi dei visitatori: entrando nel cuore della montagna, si può toccare con mano il prezioso materiale lapideo prediletto da artisti come Michelangelo e Canova. La città di Massa, adagiata tra verdi colline ai piedi delle Alpi Apuane presenta un centro storico comprendente la parte medievale con stradine strette e tortuose e la parte cinquecentesca, realizzata dai Cybo Malaspina, signori della città dal sec. XVI. Tra i monumenti di particolare rilievo spiccano il Duomo e il Palazzo Ducale dei Cybo Malaspina (secc. XVI-XVII). Altro centro di particolare rilievo storico e artistico è Carrara, nota a livello internazionale come la città del marmo, circondata dal bianco baluardo delle Alpi Apuane dove si svolge l’intensa attività di estrazione e lavorazione della pietra. Oltre a pregevoli monumenti come il Duomo dalla facciata romanico-gotica, la cinquecentesca residenza dei Cybo-Malaspina e il maestoso Palazzo delle Logge, Carrara offre la possibilità di effettuare un interessante percorso alla scoperta del marmo, attraverso la visita del Museo Civico del Marmo e dei laboratori artistici presenti nella città. L’itinerario continua poi fuori città per la visita delle impressionanti cave, tra cui la Cava Museo di Fantiscritti. In località Campocecina si possono ammirare la Cava dei Poeti, sulle cui pareti, in occasione della Biennale del 2002, sono state scolpite frasi di uomini illustri e famosi poeti e il Parco della Memoria. La Lunigiana offre un singolare itinerario alla scoperta di suggestivi borghi, a cominciare da Fosdinovo, dominato dal castello medievale. Ad Aulla si possono visitare la maestosa Fortezza della Brunella, costruita agli inizi del XIV secolo, che prende il nome dal suo particolare colore, e il Museo di Storia Naturale. Attraverso il Passo del Cerreto si giunge a Fivizzano, con le antiche mura e il Museo della Stampa. Da non perdere, nei pressi di Filattiera la Pieve del Sorano, un prezioso monumento romanico dalla suggestiva abside, immerso in un ambiente incontaminato. In alta Lunigiana si trova Pontremoli, con un notevole patrimonio artistico: dal magnifico Castello del Piagnaro, che ospita il Museo delle Statue Stele, al Duomo, ai vicoli caratteristici del borgo. Infine, tra natura rigogliosa e fitti boschi sorge Zeri, famoso per la sua gastronomia, tra cui il caratteristico agnello zerasco.
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