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Grotta di Bossea, la più antica cavità turistica d'Italia

La magnifica cavità piemontese è stata la prima in Italia ad aprire ai visitatori

grotta di bossea
Courtesy of facebook.com/grottadibossea.corsaglia
Grotta di Bossea
Riscoprire le bellezze della natura, anche, e soprattutto, le più nascoste. E' difficile immaginare un modo più piacevole per trascorrere la Fase 2 e la Fase 3 e recuperare un po' di ottimismo e gioia di vivere e di viaggiare. La ricerca di un posto nel nostro Paese in grado di sorprendere ed entrare nel cuore di ogni viaggiatore non si rivelerà difficile. Sono davvero tantissimi i luoghi meravigliosi da scoprire. Chi non lo avesse ancora fatto, ad esempio, o chi lo avesse già fatto e volesse rivivere ancora una volta quelle stesse emozioni, potrebbe scegliere di esplorare la prima grotta italiana ad aver aperto ai turisti nel lontano 1874. Una meraviglia piemontese considerata una tra le più belle ed interessanti grotte turistiche italiane. Si tratta della Grotta di Bossea, dichiarata Riserva Naturale, pronta a riaprire al pubblico dal 1 giugno in tutto il suo splendore. Purchè si indossi la mascherina. Prenotando una visita, ci si garantirà la possibilità di scoprire un meraviglioso mondo sotterraneo che, in quasi 150 anni di accesso ai turisti, ha regalato scenari meravigliosi, quasi surreali, suoni ora melodiosi ed ovattati ora fragorosi e scroscianti e, perchè no, una certa frescura che, per chi la esplora durante la stagione estiva, è sempre ben accetta. Tra formazioni rocciose, acque limpide e tante curiosità da scoprire durante il percorso di visita, queste cavità piemontesi a Frabosa Soprana (CN) regaleranno un paio d'ore di piacevole evasione oltre che di emozionante contatto con la natura più profonda del nostro territorio.

Grotta di Bossea (Courtesy of facebook.com/grottadibossea.corsaglia)
 
La prima grotta turistica d'Italia

Adagiata tra Prato Nevoso e il Torrente Corsaglia, la Grotta di Bossea si è svelata per la prima volta agli speleologi nel corso della prima metà del XIX secolo. Le prime esplorazioni, condotte da Domenico Mora, si spinsero sino al Lago di Ernestina, al culmine della parte inferiore della cavità. Successivamente, nel 1874, il prof. Don Bruno di Mondovì "conquistò" anche il livello superiore della grotta oltrepassando la cascata e raggiungendo il canyon del torrente. Nello stesso anno la Grotta aprì ai visitatori, per la prima volta tra tutte le grotte italiane, offrendo l'opportunità di ammirare in sicurezza le meraviglie che si celano nel sottosuolo. Nel corso del secolo successivo, ed in particolare a cavallo tra 1948 e il 1949, le spedizioni di Loser, Muratore e Cappello completarono l'esplorazione dei rami principali della grotta inoltrandosi nelle estese gallerie fossili sovrastanti il torrente Mora e sino al Lago Loser. Ma le sorprese non erano ancora finite perchè nei decenni successivi il Gruppo Grotte Milano, il gruppo Speleologico Piemontese, e soprattutto, il Gruppo Speleologico Alpi Marittime, nel corso delle loro esplorazioni scoprirono un chilometro di nuove gallerie distribuite su più livelli. Nello stesso periodo, infine, gli spelo-sub del G.S.A.M e dello CSARI di Bruxelles si inoltrarono in circa 250 metri del sifone terminale raggiungendo i 54 metri di profondità. Il 1948 fu un anno importante per le Grotte di Bossea anche dal punto di vista turistico. L'itinerario di visita venne rinnovato e le cavità furono dotate del primo impianto di illuminazione che rendeva più agevole il percorso.

Ami esplorare le grotte? Leggi qui per scoprire altri 5 itinerari che si snodano attraverso magnifici mondi sotterranei nel sottosuolo italiano

Grotta di Bossea (Courtesy of facebook.com/grottadibossea.corsaglia)
 
Un mondo di sorprese nelle viscere della terra

A seguto delle numerose spedizioni che si sono addentrate nelle cavità piemontesi, si è, dunque, scoperto che la Grotta di Bossea si sviluppa su più livelli, per una lunghezza complessiva di circa 2 chilometri ed un dislivello di circa 700 metri. Convenzionalmente viene suddisiva in due zone, una inferiore, caratterizzata da spazi ampi di notevoli dimensioni, ed una superiore costituita da strette gallerie distribuite su livelli sovrapposti. Le due aree sono separate dalla cascata del Lago di Ernestina. Ma sono state numerose le scoperte che hanno accompagnato le diverse esplorazioni. Percorrendo cavità e gallerie, infatti, gli esploratori hanno riscontrato la presenza di una ricca fauna di animali cavernicoli che popolano la grotta. Ad oggi sono state individuate ben 57 specie, quasi tutte di piccole dimensioni, di cui 10 endemiche. Nella grotta, dunque, dimorano animali, come il Diplopode Plectogona Bosseae, il Palpigrado Eukoenenia strinati ed il Ragno Troglohyphantes Pedemontanum, che non vivono in nessun altro Paese del mondo, a dimostrazione della ricca biodiversità che caratterizza questo affascinante mondo sotterraneo. Una tale varietà è la conseguenza della particolare posizione delle grotte che costituiscono delle isole per le barriere geografiche e geologiche che separano un massiccio calcareo dall’altro. Ogni cavità, pertanto, rappresenta un sorta di piccolo microcosmo a sè. Ma non è finita, perchè sin dalle prime esplorazioni, gli speleologi si sono resi conto dell'importante valore di queste grotte anche dal punto di vista paleontologico. Al loro interno, infatti, sono stati rinvenuti resti ossei appartenenti ad esemplari di Orso Speleo, noto anche come Orso delle Caverne, una specie di grandi dimensioni – si stima che i maschi potessero raggiungere i 3 metri di altezza e una tonnellata di peso - vissuta in tutta l'Eurasia nel corso dell'Era Quaternaria e presente in queste zone fra gli 80.000 e i 12.000 anni fa. Gli orsi si rifugivano, probabilmente, nella grotta per trascorrere il letargo invernale e, forse, anche per partorire. Oggi, nella Sala dell'Orso, è possibile ammirare la ricostruzione completa di uno scheletro di Orso delle Caverne.

Grotta di Bossea (Courtesy of facebook.com/grottadibossea.corsaglia)
 
Chi sceglierà di addentrarsi in questo magnifico dedalo di cavità, torrenti e gallerie, dunque, si troverà al cospetto di autentiche meraviglie fatte di imponenti colonne stalagmitiche, fantasiose stalattiti, concrezioni calcaree, macigni ciclopici e scroscianti torrenti e laghi sotterranei. Questo suggestivo viaggio nel sottosuolo piemontese prende il via percorrendo una tortuosa galleria al termine della quale, dopo circa cento metri di cammino, si apre un ambiente di proporzioni mastodontiche nel quale risuona il frastuono delle acque di un fiume sotterraneo. Salendo una serie di gradini, si parano davanti agli occhi altri enormi ambienti, ancora più imponenti, adornati da stalattiti, stalagmiti e colonne formate da un millenario stillicidio. Le concrezioni più spettacolari fanno bella mostra di sè in un salone dalle dimensioni maestose che raggiunge una lunghezza di circa 150 metri ed un'altezza di 50-60. Qui, grandiose, si svelano agli occhi dei visitatori formazioni dal fascino surreale come il Missile, una gigantesca stalagmite alta più di dieci metri che un cedimento del pavimento ha fatto inclinare di 45°, il Torrione Sella, un torrione stalagmitico che somiglia a una collina, ed il Buddha, un’imponente colata mammellonare alta almeno 25 metri. Proseguendo lungo il sentiero di visita, attraverso un canyon oltrepassato da una passerella, si giunge finalmente alla cascata che si tuffa, fragorosa, nelle limpide acque dai riflessi color smeraldo del sottostante Lago di Ernestina. Sulla via del ritorno si lambisce la sommità del Torrione Sella e, ridiscendendo lungo un sentiero panoramico differente da quello del percorso di andata, si scoprono altri magnifici scenari.

Vuoi scoprire altri magnifici scenari piemontosi? Raggiungete la magnifica cascata dello Stroppia prima che "scompaia" con il caldo estivo. Ve ne abbiamo parlato qui

Grotta di Bossea (Courtesy of facebook.com/grottadibossea.corsaglia)
Un laboratorio sotterraneo

Ma le Grotte di Bossea sono anche un luogo di scienza. Nelle viscere del sottosuolo piemontese, infatti, si cela anche un sofisticato laboratorio carsologico sotterraneo gestito dalla Stazione Scientifica di Bossea (CAI di Cuneo) e dal Dipartimento Geo-risorse e Territorio del Politecnico di Torino, con la collaborazione del dipartimento di Cuneo dell’ARPAdel Piemonte e della Sezione Radiazioni dell’ARPA Valle d’Aosta. Con le loro sofisticate strumentazioni allestite all'interno delle cavità, le due sezioni, quella Idrogeologica Carsica e quella Meteorologica ipogea si dedicano allo studio delle circolazioni idriche nelle rocce carbonatiche, dell’organizzazione e dell’evoluzione degli acquiferi carsici, dei processi speleo genetici e litogenetici, dei costituenti atmosferici, del microclima e del bilancio energetico dell’ambiente sotterraneo. All'interno della Grotta è stato, inoltre, inaugurato un centro di ricerche climatologiche per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici nel sottosuolo. Il Centro è nato dall'integrazione tra le attività del Laboratorio carsologico sotterraneo e il nuovo "cc-paleo-lab" costituito nell'ambito del progetto "cambiamenti_climatici@polito". La strumentazione consiste prevalentemente in una serie di strumenti per il monitoraggio delle dinamiche atmosferiche e di sensori per il rilevamento delle temperature della roccia-aria-acqua, installati in cinque stazioni di misura dislocate in diverse zone della grotta.

La Grotta di Bossea è una vera perla piemontese. Per avere maggiori informazioni sulle modalità di visita e sugli eventi tematici organizzati all'interno di queste splendide cavità, consultate il sito ufficiale cliccando su www.grottadibossea.com e la pagina Facebook della Grotta di Bossea

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