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Capodimonte, alla scoperta del bosco nella reggia della ceramica

Il Real Bosco di Capodimonte è il più grande polmone verde della città di Napoli

napoli real bosco capodimonte
Courtesy of ©facebook.com/museodicapodimonte
Real Bosco di Capodimonte
Nota soprattutto per le pregiate ceramiche che hanno reso la tradizione partenopea una vera e propria eccellenza del settore, la Reggia di Capodimonte, oltre ad essere "la casa" delle manifatture in ceramica è il polmone verde per eccellenza della città di Napoli. La reggia è, infatti, circondata da un magnifico parco che con i suoi oltre cento ettari di estensione, infatti, è il più vasto spazio verde della metropoli campana ed, oltre ad offrire un luogo di pace e di quiete per rilassarsi dal trambusto della città, rappresenta anche un sito pieno di storia e di grande rilevanza naturalistica. Progettato nel 1734 dall'architetto Ferdinando Sanfelice, il giardino fu riserva di caccia di Carlo di Borbone fin dal 1735 per poi essere aperto al pubblico da Ferdinando I.

Nel corso del tempo il bosco venne abbellito ed ampliato fino a raggiungere l'attuale aspetto, frutto dell'intervento del botanico Denhardt che nel XIX secolo trasformò i giardini in base alle tendenze dell'apoca conferendo al parco un aspetto "romantico" dalle suggestioni inglesi. Il bosco è percorso da cinque viali principali che si snodano in molteplici bivi e diramazioni che conducono ai diversi edifici storici che lo punteggiano, dal Museo di Capodimonte, al Casino dei Principi sino al Palazzo Palazziotti, le scuderie e la chiesa di San Gennaro.

Si accede al Real Bosco di Capodimonte dopo aver attraversato i giardini del Palazzo Reale dal quale si raggiungono Porta Milano, Porta di Mezzo e Porta Santa Maria. Al suo interno si possono ammirare oltre 400 alberi secolari tra cui olmi, tigli, cipressi, querce, pini e castagni, oltre a vere e proprie rarità botaniche dal fascino esotico che, dopo l'installazione, non hanno avuto problemi ad acclimatarsi e a proliferare nel territorio del bosco.

A causa della tempesta dello scorso 28 ottobre l'accesso ad una parte del giardino è stata, purtroppo, interdetta. Grazie alle parziali riaperture del 23 novembre e del 23 dicembre sono state riaperte le porte e rese nuovamente accessibili l'area delle praterie adiacenti il Cellaio e l’Istituto ad indirizzo raro G. Caselli, quella cosiddetta del "Parco", ovvero lo spianato adiacente la Reggia e il Giardino dei Principi, per un totale di 38 ettari. La parte meridionale del bosco, invece, è ancora in attesa di essere riaperta.

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