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Chiavenna si scopre anche in biciletta

Patria del cicloturismo, la Valchiavenna racchiude rilassanti località a partire da quella da cui prende il nome

Veduta di Chiavenna
©Valtellina.it
Chiavenna, veduta panoramica
Con la sua natura incontaminata e i paesaggi mozzafiato incorniciati dalle vette più alte delle Alpi, la Valchiavenna è una destinazione ideale per le vacanze rigeneranti ed attive tra aria pulita e infiniti prati verdi. Qui la sicurezza di ogni individuo è al primo posto, tanto che è stato elaborato il progetto "Valchiavenna, una valle sicura", un programma articolato in vari step con tutte le informazioni sulle nuove norme di igiene e comportamentali, la messa in sicurezza, le santificazioni degli ambienti di lavoro e la formazione di operatori pronti a gestire le varie situazioni in maniera ottimale. Le diverse realtà hanno potuto certificarsi e promuoversi quindi con un marchio che ne certifica la sicurezza, con l’obiettivo finale di diffondere un senso di attenzione e consapevolezza. Ecco, dunque, un luogo perfetto non solo per trascorrere le vacanze staccando completamente la spina, ma anche sicuro. Chi ama le due ruote, poi, trova in Valchiavenna un’ampia offerta e numerosi itinerari adatti a tutti, per andare alla scoperta della valle pedalando, dai fondovalle fino al Passo dello Spluga a quota 2115 metri di altitudine. 

Pista ciclabile

Iniziando con la ciclabile della Valchiavenna si percorre un itinerario lungo circa 40 chilometri con  punto di partenza a Colico, un paese alle porte della Valchiavenna e Valtellina, terminando al confine con la Svizzera: si tratta di un sentiero asfaltato adatto a tutti, sia grandi sia piccoli, grazie al quale si possono scoprire i luoghi più iconici della valle e gli antichi borghi che la rendono così unica. Come Chiavenna, località principale della Valchiavenna nonché Città Slow e bandiera arancione del TCI, il borgo di Piuro con i suoi scavi archeologici, le imponenti cascate dell’Acquafraggia (ne abbiamo parlato qui) con destinazione finale Val Bregaglia.

Scopri la Valchiavenna in versione romantica

Chiavenna già dal nome (dalla parola “chiave”) rende l’idea di quanto sia da sempre importante nella provincia di Sondrio con la sua postazione chiave per le comunicazioni con il bacino del Reno. Il grazioso paese è una realtà piacevole e tranquilla, che sorge sui depositi di frana che in passato diedero origine alla formazione dei crotti (scopri di più sui crotti leggendo qui) e delle marmitte dei giganti, grandi e profonde buche dalle forme più strane scavate nei sassi dall’azione dell’acqua chiamate “marmitte”, ovvero grosse pentole. Il centro storico è molto caratteristico e vi si possono ancora ammirare edifici in pietra e vie rimaste quasi intatti sin dal Cinquecento, tra strade acciottolate, case semplici ed eleganti palazzotti dai portali decorati e fontane in pietra ollare. Da Piazza Martiri della Libertà, che si trova davanti alla stazione ferroviaria, parte Via Matteotti che porta all’ex convento delle Agostiniane risalente al 1644 ma soppresso con le leggi napoleoniche. Palazzo Pretorio, con le pareti esterne ed interne decorate dagli stemmi delle storiche famiglie della zona, si erge sulla vicina Piazza San Pietro, dal nome dell’omonima chiesa con il bel campanile che era utilizzato come torre civica di Chiavenna. 

Scorcio di Chiavenna

Di grande interesse è anche la Collegiata di San Lorenzo, un complesso risalente al V secolo che si sviluppa attorno alla cattedrale, caratterizzato da un vasto chiostro porticato, abbellito da affreschi, che regala scorci suggestivi e molto originali. Ristrutturata a più riprese nel corso dei secoli, la collegiata conserva una parte delle originarie mura periterai romaniche, mentre il campanile è stato terminato nel 1603. L’interno, suddiviso in 3 navate, si presenta con pregevoli affreschi settecenteschi ed ospita un prezioso altare in marmi policromi. Nella parte sud della chiesa si trova la piazzetta della canonica su cui si affaccia il Museo del Tesoro di San Lorenzo che custodisce diverse opere d’arte e di oroficeria tra cui un prezioso pezzo d’argenteria di età medievale conosciuto come la Pace di Chiavenna e considerato tra i più importanti d’Europa.

La Collegiata di San Lorenzo

Costeggiando da qui il Parco Paradiso si raggiunge la Piazza Castello con il Castello di Conti Balbiani e Palazzo Salis: il primo era la dimora dei conti, feudatari della Valchiavenna nel Quattrocento ed è oggi sede della Comunità Montana della Valchiavenna, il secondo è una dimora storica della Valtellina realizzato nella metà del Settecento e dotato di una facciata monumentale in verde e grigio, dal disegno originale, che corrisponde al locale di rappresentanza più interessante del palazzo, la sala dei balli o teatrino. La sala è infatti decorata con quadrature rosa e verde chiaro, foglie, fiori specchiere e camini e sovrastata da una balconata e da un soffitto affrescato che creano nell’insieme un effetto di grande profondità e luminosità.

Palazzo Salis, la faciata esterna 

Poco fuori paese, confinante con il comune di Piuro, si trova Palazzo Vertemate Franchi, bellissimo esempio di residenza nobiliare locale che è possibile ammirare con un tour guidato. Situato lungo il pendio del monte, il palazzo vanta una vasta area terrazzata e coltivata a vite, tutta cinta da mura, che, con la sua superficie di 7.000 metri quadri, risulta essere il più vasto vigneto cinto da mura di tutta la Valtellina. Il giardino, scenografica terrazza sui vigneti e il panorama circostante, è di grande interesse nono solo per la veduta panoramica sulla valle ma anche perché vi si ammira con tutta tranquillità la facciata del palazzo abbellito dai grandi alberi di limoni che, in passato, erano simbolo di ricchezza. Il cortile più interno è impreziosito da un caratteristico giardino all’italiana, ma le sale interne del palazzo non sono di meno fascino considerando gli affreschi, i mobili e gli accessori d’epoca, gli sbalorditivi intagli in legno che rivestono le pareti e i soffitti, i bassorilievi e le sculture che lasciano meravigliati per la loro complessità. Cosi come stupiscono alcune caratteristiche curiose di stanze come quella appartenuta al vescovo, con il soffitto a cupola con rosone circolare, apribile, che si dice servisse per calare belle fanciulle durante la notte per far compagnia all’ospite.
Sala interna di Palazzo Vertemate 
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