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Valchiavenna, le cascate dell'Acquafraggia care a Leonardo

Il loro magnifico doppio salto e le bellezze paesaggistiche hanno incantato Leonardo Da Vinci

cascate acquafraggia
Courtesy of ©Hkmaly /Wikimedia Commons CC BY SA 4.0
Cascate dell'Acquafraggia
Basta pensare al loro nome per avere un'idea dello spettacolo che ci si trova di fronte quando si raggiungono le cascate dell'Acquafraggia. Acqua Fraggia, infatti, che è il nome anche del bacino all'imbocco ovest della Val Bregaglia e del torrente che le genera, deriva dalla locuzione latina “aqua fracta” che richiama proprio l'immagine di un corso d'acqua impetuoso interrotto da numerosi salti. Ed è proprio così che si presenta il torrente che nasce dal pizzo di Lago ad oltre 3.000 metri di quota, in un luogo che rappresenta un importante spartiacque alpino da cui discendono fiumi che sfociano nel Mediterraneo ma anche nel Mare del Nord e nel Mar Nero. Nel suo percorso fino al Fondovalle, il torrente discende lungo due valli sospese, una a circa 2.000 metri di altitudine, l'altra a 1.000. E' per questo che il torrente dell'Acqua Fraggia forma le numerose cascate che gli sono valse questo nome. Le più spettacolari sono quelle lungo il corso più basso che formano uno scenografico doppio salto regalando scenari meravigliosi.

In questa zona della Valchiavenna i paesaggi sono davvero sorprendenti e le magnifiche cascate dell'Acqua Fraggia, che nei pressi Borgonovo di Piuro, in provincia di Sondrio, mostrano i loro salti più belli, ne rappresentano la massima espressione, tanto da aver incantato persino Leonardo Da Vinci che, nel suo Codice Atlantico, narra del suo passaggio per la “Valle di Ciavenna” e degli scenari creati dal corso del fiume Mera descrivendo come “Su per detto fiume si truova chadute di acqua di 400 braccia le quale fanno belvedere...”. Lo scenografico salto delle cascate è visibile sin dalla strada, ma è avvicinandosi ed addentrandosi nella vegetazione che le incornicia che si scopre l'autentico fascino di questa impetuosa massa d'acqua e del territorio in cui si snoda. 

Raggiungendo la sommità delle cascate, infatti, si può percorrere un suggestivo sentiero attrezzato immerso tra castagni, ginestre e rocce che consente di avvicinarsi al salto al punto da sentirsi all'interno di esso, tanto è il fragore delle acque e gli spruzzi che generano. Lo spettacolo è di quelli che non si dimenticano, grazie anche ai magnifici giochi di luce che creano i raggi del sole che si insinuano tra le acque. Durante la passeggiata ci si rende immediatamente conto di quanto il territorio che le ospita rivesta un particolare interesse dal punto di vista naturalistico. 

Geologicamente la zona è interessata dalla unità Tambò del pennidico medio, con gneiss biotitici, generalmente a grana fine. Dal punto di vista botanico, invece, si possono ammirare magnifici ontani, abeti bianchi oltre a numerosi esemplari appartenenti a specie della flora rupicale, tra cui la rara Oplimennus undulatifolia, l´erica arborea e, nel folto di un suggestivo castagneto alla base delle cascate, un esteso tappeto di Allium ursinum. Merita, infine, una particolare menzione una rara specie di felce, la pteris cretica, che qui trova la stazione europea più settentrionale grazie alla costante nebulizzazione offerta dall'acqua della doppia cascata.

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