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Pietra di Bismantova Purgatorio Appennini

Il Purgatorio? Si trova sugli Appennini

La Pietra di Bismantova, in provincia di Reggio Emilia, è la montagna del Purgatorio dantesco

Pietra di Bismantova
CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=131239
Pietra di Bismantova
Si staglia massiccia nel paesaggio dell’Appenino Emiliano, laddove i monti non sono ancora altissimi, e le pianure si alternano ai rilievi creando uno scenario iconico: ma la Pietra di Bismantova non è una montagna qualsiasi. Sia per il suo aspetto che per la sua celebre ‘interpretazione’ del Purgatorio dantesco. La Pietra di Bismantova è infatti un enorme sasso piatto, una sorta di altipiano sopraelevato in cima ad una rupe, dalla formazione geologica talmente particolare che prende il suo stesso nome: Formazione di Bismantova. Un unico massiccio, emerso dal mare (come tutta la catena appenninica) durante il Miocene inferiore, sul quale è ancora possibile ritrovare fossili di molluschi e altri antichissimi abitanti del Mediterraneo.

La sua forma piatta è così particolare, una roccia che svetta dalla circostante pianura, che Dante Alighieri vi si ispirò nel descrivere l’accesso al Purgatorio. Nella Divina Commedia infatti, vi sono alcuni versi dedicati alla Pietra di Bismantova (fra l’altro, è la prima testimonianza scritta di questo nome). Si trovano nel IV canto del Purgatorio, versetti 25-30, e recitano così:

Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su Bismantova e 'n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch'om voli;

dico con l'ale snelle e con le piume
del gran disio, di retro a quel condotto
che speranza mi dava e facea lume



Si dice che il sommo poeta visitò questi luoghi nel 1036, durante un viaggio da Padova alla Lunigiana. Secondo l’interpretazione secondo cui si tratta proprio di questo monte, Dante avrebbe immaginato i ‘gradoni’ che si percorrevano per salire al Purgatorio come il fianco scosceso della roccia. A quell’epoca infatti, la roccia doveva apparire ancora più nuda e brulla, a causa dell’intensivo disboscamento dell’area circostante. Negli ultimi decenni infatti l’abbandono dell’agricoltura locale e dell’impiego di risorse boschive ha permesso al monte di rinverdire, causando, a tratti, un’espansione della vegetazione che ha nascosto parte della roccia e dei suoi sentieri.

Che tuttavia non mancano, anche grazie ai lavori di manutenzione eseguiti dal Comune di Castelnovo né Monti, a cui la montagna appartiene, e all’ente Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano. È possibile fare del piacevole escursionismo, tra sentieri ben segnalati, e non manca chi predilige questa affascinante roccia per arrampicare. In questi territori quella che colloquialmente è chiamata ‘la Pietra’ non è solo una strana formazione geologica: gli abitanti di Castelnovo né Monti ne subiscono il fascino e il magnetismo da sempre, tanto che esiste una forma di ‘saudade’ locale, detta ‘al mal d’la Preda’, ovvero 'il mal di Pietra'. Ogni sentiero che la percorre, oltre al suo nome in codice escursionistico, ha un soprannome popolare che si lega alla storia, alle leggende e alle curiosità della montagna. Potete scoprire molti aneddoti e curiosità sul sito interamente dedicato alla Pietra di Bismantova.



Si tratta di luoghi abitati sin dall’età del Rame, e sono numerosi i reperti tornati alla luce. Ma dal punto di vista architettonico la montagna non offre più i castelli, le rocche e le fortificazioni di cui un tempo fu cornice. È comunque possibile visitare uno splendido monastero benedettino, suggestivamente incastonato nella roccia ai piedi della montagna. Si tratta dell’Eremo di Bismantova, situato dal lato opposto della Pietra rispetto a Castelnovo né Monti.

Questo paese è considerato il capoluogo dell’Appenino Emiliano, nonché punto nevralgico per la produzione del più celebre prodotto locale: il Parmigiano Reggiano DOP. La natura circostante e l’immensa tradizione gastronomica fanno di Castelnovo né Monti una località di attrazione turistica, particolamente amata da chi apprezza la ricchezza del territorio e lo stile di vita slow.



NEI DINTORNI
Vi abbiamo consigliato diverse opzioni di escursione da fare sull’Appenino Tosco-Emiliano. Qui trovate 5 percorsi particolari da fare anche d’inverno, e persino di notte. Mentre qui vi consigliamo 5 escursioni da fare a cavallo. Infine, qui trovate un itinerario che tocca i borghi più romantici dell’Emilia Romagna.

Infine, non dimenticate che a Roma c'è il Museo delle Anime del Purgatorio: scopritelo qui.
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