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Fabriano cosa vedere

Fabriano, le sorprese che non ti aspetti

Conosciuta in tutta Europa come la Città della Carta, la bella località  marchigiana si scopre camminando

Piazza del Comune
©iStockpohoto
Fabriano, scorcio di Piazza del Comune
Nata praticamente insieme all’industria della carta e sviluppata maggiormente tra il XIV e XV secolo, Fabriano è una di quelle città che vale la pena scoprire perché non intaccata dal turismo di massa. E’ molto piacevole, quindi, lasciarsi ispirare per una bella passeggiata al centro, dove vicoli e viuzze portano a piazze che si rincorrono una dietro l’altra. Imprescindibile una prima tappa al Museo della Carta e della Filigrana, dove si percorrere un viaggio storico della carta partendo dalla fabbricazione a mano fino all’esposizione delle filigrane. Al museo, oltre alla possibilità di lavorare la pasta come facevano i mastri cartai fabrianesi nel XIII secolo, si imparano curiosi dettagli, come l’esistenza della carta fatta con i carciofi, e si possono vedere le banconote più rare del mondo. Il museo è ospitato nel complesso dell’ex convento di San Domenico ed è interessante anche per l’accostamento della tradizione artigianale ed industriale alla sperimentazione delle nuove tecnologie e delle nuove forme espressive legate al mondo della carta. Il Museo della Carta non è quindi solo storia, ma anche attività pratica grazie ai diversi laboratori e alla possibilità di carpire i segreti dei macchinari ancora funzionanti. I bambini, oltre che all’interno del museo, possono scoprire il bellissimo parco antistante con diverse aree giochi. Scopri qualcosa in più sulla carta a Fabriano cliccando qui



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La scenografica Piazza del Comune, di forma quasi triangolare, ospita i più importanti palazzi cittadini come quello del Podestà, tutto in pietra bianca, che risulta essere uno dei più alti esempi di stile gotico nelle Marche, particolare per la sua tipologia a ponte data dalla colmata del fiume che vi scorreva sotto. Di fronte di trova la fontana Sturinalto, costruita nel 1285 su base ottagonale, e accanto il Palazzo del Comune databile al XVI secolo. A metà del Quattrocento è stato invece costretto il Loggiato di San Francesco, per collegare l’imponente chiesa omonima alla Piazza del Comune: prolungato nel Seicento con l’aggiunta di sette arcate alle originali 12, venne collegato nel 1790 al continuo Palazzo del Comune. Le 19 alte arcate sulla piazza scoscesa donano uno straordinario effetto prospettico. A completare la bella cornice della piazza il settecentesco Teatro Gentile, uno dei più eleganti della regione. 



Proseguendo per il centro storico si incontra la Cattedrale di San Venanzio che custodisce le Cappelle Giottesche, particolari perché di difficile accesso: alla Cappella di San Lorenzo si arriva passando attraverso uno stallo aperto nel coro ligneo dell’abside. Qui si ammirano affreschi dedicati alla vita di San Lorenzo e uno dove sono raffigurati la Madonna con Bambino e San Venanzio. Dalla sagrestia della Cattedrale si accede alla Cappella della Santa Croce divisa in due stanze, decorate anch’esse con affreschi. Le opere sono di Allegretto Nuzi che, insieme al Maestro di Campodonico, è un personaggio chiave nella pittura del Trecento a Fabriano in quanto divulgatori dei canoni giotteschi in questa zona delle Marche.  Anche il Complesso di San Domenico, frutto dell’unione tra la Chiesa di San Domenico e quella di Santa Lucia, presenta decorazioni e affreschi di Allegretto di Nunzio. 



Particolarmente interessanti sono il Museo del Pianoforte Storico e del Suono e il Museo dei Mestieri in Bicicletta. Il primo offre la possibilità di fare un vero viaggio nella storia grazie all’esposizione di ben 18 pianoforti storici da fine Settecento ai primi del Novecento che raccontano in modo ravvicinato musiche e compositori. La peculiarità di questo museo è il fatto che tutte le visita guidate si trasformano in brevi concerti dal vivo con costumi d’epoca. Il secondo museo fa perno sulla tradizione contadina di una volta, quando i problemi della quotidianità si risolvevano con sforzo e fatica. E’ uno spaccato di storia italiana a partire dagli Anni Venti fino agli Anni Sessanta, con le 87 biciclette della collezione tutte originali che raccontano la vita di arrotini, barbieri, lattai, contadini, calzolai fino anche ai parroci che usava la bicicletta attrezzata per la benedizione. 



Lungo Corso della Repubblica il Museo Farmacia Mazzolini e Giusepucci, dedicato ad una delle farmacie storiche più importanti in Italia, è interamente intagliato nel legno con straordinari arredi realizzati nel 1896 dal perugino Adolfo Ricci, che raffigurano i più grandi scienziati e le più grandi scoperte del XIX secolo. Al suo interno conserva la collezione originale di porcellane di manifattura Ginori e vetri. Altra tappa da non perdere è quella alla Pinacoteca civica “Bruno Molajoli”, che si compone di due collezioni: quella storica con opere di arte sacra e quella di arte moderna e contemporanea intitolata “La casa di Ester”, frutto di una donazione privata effettuata da Ester Merloni. Sono due sale che espongono opere di alcuni degli artisti più importanti del Novecento italiano da Burri a De Chirico, da Fontana a Manzù. Annessa alla Pinacoteca il Museo Guelfo è dedicato alla collezione di Guelfo e Marisa Bianchini, nel quale sono esposte opere dello stesso artista fabrianese e una collezione grafica di artisti tra i più famosi al mondo tra cui Dalì, Mirò, Chagall, De Chirico Arnaldo Pomodoro. 

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