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Collezione Peggy Guggenheim Venezia

A Venezia rinasce la Peggy Guggenheim Collection

Aumenta il numero di giorni utili per scoprire la Collezione Peggy Guggenheim

Palazzo Venier dei Leoni
© Collezione Peggy Guggenheim- Ph: Matteo De Fina
Palazzo Venier dei Leoni, Venezia. Sulla terrazza sul Canal Grande: Marino Marini, L’angelo della città, 1948
Dal mese di luglio, il museo che raccoglie principalmente la collezione d'arte personale di Peggy Guggenheim ex-moglie dell'artista Max Ernst e nipote del magnate Solomon R. Guggenheim rinasce grazie alla riapertura dei suoi cancelli dopo il lockdown. Dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 18 è così possibile visitare la Peggy Guggenheim Collection, il museo che ha sede in Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande di Venezia noto anche come il palazzo non finito. Iniziato nel 1748 su progetto dell'architetto Lorenzo Boschetti, l'edificio venne acquistato dalla stessa Peggy alla fine del 1949 come luogo ideale per conservare la sua collezione ma anche come abitazione privata. Ricordiamo infatti che poco prima del ’48 la celebre Mecenate decise di chiudere la sua galleria- museo a New York per trasferirsi definitivamente in Laguna.

Peggy Guggenheim
Peggy Guggenheim nella biblioteca di Palazzo Venier dei Leoni, Venezia, fine anni '60. Foto Archivio Cameraphoto Epoche. Fondazione Solomon R. Guggenheim, Venezia, Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005.
 
LA COLLEZIONE D'ARTE DI PEGGY GUGGENHEIM 
 
Era, infatti, il 1948 quando Peggy Guggenheim venne invitata con la sua collezione alla XXIV Biennale di Venezia. La rassegna fu l'occasione ideale per presentare per la prima volta in Europa le opere della nuova generazione di artisti americani come Arshile Gorky, Robert Motherwell, Mark Rothko e Clyfford Still. A questa partecipazione fece poi seguito la prima mostra di scultura contemporanea che Peggy organizzò a Palazzo Venier dei Leoni, dove nel percorso espositivo era possibile ammirare “Testa e conchiglia” di Jean Arp, l'opera fondante della collezione. Da questo momento fino alla data della sua scomparsa avvenuta nel 1979, gli anni che Peggy trascorrerà saranno scanditi da mostre ed eventi che segnerannno la storia dell'arte.
 
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Attualmente il museo espone la collezione personale della Mecentate, che comprende capolavori del Cubismo, Futurismo, Pittura Metafisica, Astrattismo europeo, scultura d'avanguardia, Surrealismo ed Espressionismo Astratto americano, di alcuni dei più grandi artisti del XX secolo.
Fra le opere esposte è possibile ammirare “Il poeta, Sulla spiaggia” di Picasso, “Il clarinetto” di Braque, “Uomini in città” di Leger, “Mare=Ballerina” di Severini, la “Composizione n. 1 con grigio e rosso” di Mondrian, “Il bacio” di Ernst, “L'impero della luce” di Magritte e “l'Arco di Petali” di Calder”.

ingresso di Palazzo Venier dei Leoni
L’ingresso di Palazzo Venier dei Leoni. In primo piano, alla parete: René Magritte, L’impero della luce (L’Empire des lumières), 1953–54; al centro: Alexander Calder, Arco di petali (Arc of Petals), 1941. © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Photo Matteo De Fina
 
Fra le altre tele esposte segnaliamo “Alchimia” di Jackson Pollock al quale Peggy organizzò la sua prima personale in Europa, al Museo Correr di Venezia nel 1950. Negli stessi anni la Mecenate sviluppò un certo interesse sia per l’arte del gruppo CoBrA sia per l’arte britannica. Nella collezione sono così presenti i lavori di Pierre Alechinsky, Karel Appel e Asger Jorn. Per quanto riguarda l’arte inglese sono presenti Kenneth Armitage, Francis Bacon, Alan Davie, Henry Moore, Ben Nicholson e Graham Sutherland. Non manca nella Collezione anche l'Arte cinetica e la Optical art, genere che interessò particolarmente Peggy Guggenheim nel corso degli anni ’60.

quadro alchimia
La Collezione Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni, Venezia. Jackson Pollock, Alchimia (Alchemy), 1947. © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Photo Matteo De Fina
 
LA COLLEZIONE SCHULHOF
 
Alla collezione personale della Mecenate, si aggiungono inoltre i capolavori della  Collezione Schulhof. Si tratta di circa 80 opere di arte italiana, europea e americana del secondo dopoguerra donate al museo nel 2012 da Hannelore B. Schulhof (1922–2012) e dal marito Rudolph B. Schulhof (1912–1999). La collezione è stata ordinata sulla base degli sviluppi formali dell’arte del periodo postbellico e segue i passaggi tra i movimenti e gli stili che si sviluppano a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale fino agli anni ’80 del Novecento. Così, l’immaginario astratto, inteso come ricerca sul colore, sulla forma e sullo spazio e le loro interrelazioni, caratterizza il linguaggio artistico del dopoguerra e diviene il caposaldo della Collezione Schulhof. 

Collezione Peggy Guggenheim
La Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Da sinistra: sullo sfondo, Anish Kapoor, Senza titolo, 2007, prestito a lungo termine alla Collezione Peggy Guggenheim; Alexander Calder, Mucca (La Vache), 1971, Fondazione Solomon R. Guggenheim, Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof, lascito Hannelore B. Schulhof, 2012; Maurizio Nannucci, Changing Place, Changing Time, Changing Thoughts, Changing Future, 2003, collezione privata, Stetten, Germania, prestito a lungo termine alla Collezione Peggy Guggenheim. © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Photo Matteo De Fina

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DA NON PERDERE
 
Ricordiamo che nel Giardino delle Sculture Patsy R. e Raymond D. Nasher, come negli altri spazi all'aperto del museo, sono esposte non solo le opere della Collezione Peggy Guggenheim, ma anche prestiti a lungo termine provenienti da altre fondazioni e collezioni private. E' il caso di sculture realizzate da Marini, Nannucci, Kapoor. E poi ancora Arp, Duchamp-Villon, Giacometti, Gilardi, Goldsworthy, Minguzzi, Mirko, Merz, Moore, Paladino, Richier, Takis. La mostra temporanea “Migrating Objects. Arte dall’Africa, dall'Oceania e dalle Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim” che mette in luce un episodio meno conosciuto ma decisamente significativo del collezionismo di Peggy Guggenheim, rimane momentaneamente chiusa al pubblico.

Collezione Peggy Guggenheim
Migrating Objects. Arte dall’Africa, dall'Oceania e dalle Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim. A cura di Christa Clarke, R. Tripp Evans, Ellen McBreen, Fanny Wonu Veys, con Vivien Greene. Collezione Peggy Guggenheim, 15 febbraio–14 giugno 2020. Photo Matteo De Fina © Collezione Peggy Guggenheim, Venice.
 
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