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Lombardia tradizione itinerari

In Valtrompia lungo la via del ferro e delle miniere

Un affascinante itinerario alla scoperta degli antichi siti siderurgici bresciani 

borgo del maglio valtrompia
©facebook.com/AssociazioneCulturaleIlBorgoDelMaglio
Fucina di Borgo del Maglio
Il legame della Valtrompia con il ferro è viscerale. Sin da epoca romana gli abitanti della valle si dedicavano alle attività di estrazione, fusione e lavorazione di questo metallo che ha rappresentato a lungo una delle principali fonti di sostentamento per buona parte della popolazione locale. Miniere, fucine, forni fusori hanno lavorato alacremente per secoli in tutto il territorio della valle - la più piccola delle tre valli bresciane solcata dal fiume Mella e adagiata tra il massiccio cristallino delle Tre Valli e la Pianura Padana – della quale, inevitabilmente, hanno segnato profondamente il paesaggio lasciando tracce ancora oggi evidenti di ogni fase della lavorazione. L'attività siderurgica rappresenta, dunque, un vero e proprio patrimonio storico e paesaggistico per questa piccola valle bresciana, un patrimonio che, negli ultimi decenni, è stato strappato al degrado e all'abbandono, a cui rischiava di essere condannato dopo la progressiva chiusura degli stabilimenti, grazie ad un ambizioso programma di recupero che lo ha trasformato in una sorta di grande museo diffuso che tiene viva la memoria del fiorente passato produttivo che ha caratterizzato per secoli l'economia della valle. Per questo la Via del Ferro e delle Miniere è considerata l'itinerario più caratterizzante fra quelli percorribili in Valtrompia. Attraverso alcuni dei luoghi chiave che caratterizzavano l'attività siderurgica nella valle si ripercorre l'intera filiera che cominciava nei siti minerari dell'alta valle, proseguiva negli impianti di fusione situati in prossimità dei corsi d'acqua e si spostava, infine, nelle fucine della bassa valle dove avveniva la trasformazione del ferro principalmente in armi, specialmente tra il XVI e il XVIII secolo all'epoca della Repubblica Veneta, quando l'attività visse il periodo di maggiore lustro.

Valtrompia
 
Oggi grazie al Sistema Museale di Valle Trompia, alla Comunità Montana di Valle Trompia e al Comune e alla Provincia di Brescia i grandi impianti legati all'attività siderurgica nella valle si sono trasformati in un itinerario che attraversa la valle e che, grazie ad un affascinante percorso dedicato tanto ai singoli viaggiatori quanto alle scuole e ai gruppi, consente ai visitatori di tutte le età di scoprire in maniera coinvolgente tante interessanti informazioni sugli antichi mestieri dei minatori, dei maestri di forno e dei forgiatori triumplini. L'interessante viaggio lungo la Via del Ferro e delle Miniere ripercorre secoli di storia attraverso la ricostruzione della memoria del lavoro che trova, ancora una volta, nel ferro un importante elemento unificante dell'identità culturale e territoriale della valle.

A spasso nelle miniere

Grandi e piccini resteranno immediatamente conquistati dal viaggio nella Miniera Marzoli di Pezzaze, oggi trasformata in un interessante museo. Il sito estrattivo, che ha cessato la sua attività nel 1972 dopo quasi un secolo dall'apertura, accoglie i suoi visitatori nel Museo "Il mondo dei minatori e l'arte del ferro" dove si possono ammirare splendide sculture in ferro a soggetto naturalistico. Parte del percorso di visita, inoltre, si svolge a bordo del tipico trenino utilizzato dai minatori per raggiungere i cantieri di coltivazione del minerale. Ma quella di Pezzaze non è l'unica miniera da visitare lungo la Via del Ferro. Un'altra delle tappe più interessanti dell'itinerario è, infatti, quella della visita alla Miniera S. Aloisio-Tassara di Collio. L'itinerario di visita, allestito con pannelli informativi ed installazioni, ricostruisce il percorso del minerale dalla cernita fino all’ “arrostimento” e alla raccolta nei silos, coinvolgendo grandi e piccini in divertenti attività come a Miniera Avventura, un Parco Avventura che riproduce la filiera del minerale attraverso un percorso fatto di ponti tibetani, funi, passerelle e scale a pioli.

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Dalle miniere ai forni fusori

Abbandonati i siti di estrazione, il minerale giungeva nei forni. Proprio per questo la Via del Ferro prosegue il proprio percorso accompagnando i visitatori nell'antico forno fusorio di Tavernole, situato a nord dell'abitato lungo il greto del fiume, in prossimità di un ponte ogivale. Le prime testimonianze dell'attività del forno risalgono agli Annali di Pezzaze del XV secolo. Ma sono numerosi i documenti che ne dismostrano l'intensa attività produttiva. Proprio qui, infatti, confluivano i minerali di ferro estratti nelle miniere di Collio, Bovegno e Pezzaze che, una volta trasformati in barre, venivano trasferiti nei centri di trasformazione di media valle dove si producevano archibugi e armi bianche. Rilevato alla fine del XIX secolo da Francesco Glisenti, il forno rimase attivo sino ai primi anni dello scorso secolo.

I segreti della forgiatura

Dopo essere passato per i forni fusori, il minerale era, infine, pronto per la forgiatura che avveniva nelle fucine situate in bassa valle. I viaggiatori che percorrono la Via del Ferro resteranno certamente colpiti dal suggestivo Borgo del Maglio, situato sul confine meridionale del territorio di Ome, in località “La Grotta”, ai piedi del pendio boscoso del Monte Delma. L'abitato è solcato dalla Roggia Molinara che azionava un mulino da cereali, oggi fermo, e un maglio da ferro, oggi riattivato, entrambi risalenti, probabilmente, già al XV secolo. Visitando il Maglio Averoldi, trasformato in una fucina-museo, si può assistere ancora oggi ai processi di lavorazione del ferro. Per apprendere tutti i segreti della forgiatura, si può proseguire il proprio itinerario alla volta del Museo I Magli di Sarezzo, allestito all'interno di un'antica fucina dove i pezzi di ferro semilavorati, chiamati billette, venivano trasformati in attrezzi da lavoro. Qui i più piccini troveranno pane per i propri denti grazie alle attività proposte dalla Fucina Ludoteca del Ferro dove i bambini potranno dare libero sfogo alla propria fantasia giocando e scoprendo divertendosi tante curiosità sul ferro. Nella Fucina del Suono potranno produrre suoni ritmici legati al rumore del maglio, nella Fucina del Colore potranno giocare e fare divertenti esperimenti legati alle differenti tonalità che il ferro assume durante i vari processi di lavorazione, nella Fucina della Qualità potranno scoprire gli effetti del magnetismo con giochi ed esperimenti, e nella Miniera potranno esplorare le gallerie di una miniera riprodotte a grandezza naturale, all'interno delle quali potranno sperimentare esperienze percettive, uditive e tattili.

Borgo del Maglio (facebook.com/AssociazioneCulturaleIlBorgoDelMaglio)
 
E per poter vedere il prodotto finito, l'appuntamento è al Museo delle Armi e della Tradizione Armiera di Gardona Valtrompia dove si potrà ricostruire la storia dei grandi armaioli locali e l'evoluzione dei processi tecnologici e della vita economica e sociale tra XV e il XX secolo attaverso l'esposizione dei prodotti della forgiatura, tra cui armi bianche, armature ed armi da fuoco. Al secondo piano dell'edificio è stata allestita una sezione didattica in cui, attraverso filmati e modelli, ripercorrere i processi tecnologici di lavorazione delle armi. Nel sottotetto, infine, un laboratorio didattico riproduce gli arredi di un'antica officina armiera.

Scopri un'altra antica tradizione della Valtrompia. Vi abbiamo parlato qui del Nostrano Valtrompia DOP,il formaggio per eccellenza della valle bresciana.

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