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Cossano Belbo Museo Enologico Toso

Cossano Belbo, tuffo nella storia al Museo Enologico

L'intero ciclo di produzione dall'uva al vino e la storia dell'Azienda Toso sono protagonisti di un bel percorso espositivo nel cuore delle Langhe

Sala Museo
©Toso.it
Sala del Museo Enologico Toso
Chi conosce Beppe Fenoglio e la sua opera “I ventitré giorni della città di Alba” ha già sentito nominare Cossano Belbo, piccolo comune in provincia di Cuneo più volte citato nella raccolta dei racconti dello scrittore. Incastonato tra le meraviglie naturali dei paesaggi delle Langhe, il borgo ospita diversi ed interessanti edifici religiosi ma è, ovviamente, il settore vitivinicolo il protagonista, essendo la zona ricca di vigneti che danno origine a rinomate etichette come quelle del Moscato d’Asti, del Dolcetto d’Alba e del Furmentin. E proprio a Cossano Belbo sorge il Museo Enologico Toso, nato nel 2001 per volontà dell’omonima Azienda in appositi locali adiacenti agli stabilimenti.  Oltre alla produzione di vini e spumanti piemontesi tra cui il nuovo Asti Secco DOCG, un particolare spumante prodotto da uve Moscato, Casa Toso produce anche il Vermouth Gamondi, storico marchio di Acqui Terme, ed il Toccasana di Teodoro Negro, l’amaro più tipico delle Langhe.

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Il Museo documenta, attraverso l’esposizione di attrezzi agricoli e di cantina, l’intero ciclo di produzione dall’uva al vino. Gli oggetti sono stati selezionati e catalogati con estrema cura dalla Famiglia Toso per raccontarle al pubblico di oggi, interessato non solo ai sapori ma anche ai saperi di un tempo. Riuscendo ad interpretare la materia prima, conoscendo i processi produttivi e avendo ben chiari gli obbiettivi finali anche il visitatore si fa portatore della tradizione enologica del territorio oltre che della storia aziendale della cantina di famiglia. Il museo è articolato in tre sale e la visita inizia dalla grande Sala Inferiore, dove spiccano le macchine e gli attrezzi impiegati dall’azienda agricola da metà Ottocento in poi, in particolare per i lavori in vigna e in cantina. Segue la Sala Superiore con una grande varietà di attrezzi del mestiere: dai numerosi esemplari di macchine irroratrici manuali per i trattamenti antiparassitari ai tanti cavatappi e alle etichette risalenti alle varie epoche di Casa Toso. A questi si aggiungono gli oggetti e strumenti della vita contadina di tutti i giorni come i ferri da stiro, la filatrice per la lana, gli stampi per i biscotti, le pentole, le padelle e diversi altri utensili della casa agricola dei decenni passati.

C’è poi una zona particolarmente interessante, quella dedicata alla produzione del Vermouth, dove tutto si muove al centro della Sala attorno al Tavolo dell’erborista, che accoglie le principali essenze utilizzate nella lavorazione del Vermouth e dei liquori. Alle pareti, una ricca esposizione di vecchie bottiglie di Vermouth Toso. Al termine della visita al Museo Enologico è d’obbligo degustare i prodotti della cantina nell’attigua Enobottega, che si possono anche acquistare. Una volta usciti si è consapevoli dell’importante messaggio offerto dal Museo: “in un mondo in cui robot e informatizzazione sono entrati a pieno titolo anche nel ciclo di lavorazione della cantina, è fondamentale continuare a ricordare le fatiche sostenute, in un passato non così lontano, da chi è venuto prima di noi: è da quell’impegno costante e quotidiano che è iniziato il progresso di oggi”. L’esigenza di istituire questo spazio dedicato alla storia del vino non è stato dettato da una vena nostalgica ma piuttosto per confermare quanto sia importante sapere da dove si è partiti. 

Chi si trova ad assaporare tutta la bellezza delle Langhe può andare alla scoperta degli altri borghi che ne puntellano le colline, tra questi c'è anche Mombaldone, vicino Asti. Scopri di più
E empre per rimanere incantanti dai meravigliosi panorami vale la pena percorrere la Strada Romanica di Langhe e Roero, tra scorci suggestivi e degustazioni. 
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