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Cosa c'è da sapere sulla tarsia lignea di Sorrento

L'intarsio è una tecnica antica che a Sorrento ha raggiunto livelli di grande pregio

intarsio
©PhilipCacka/iStock
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Quella della tarsia sorrentina è un'arte antica che vede cimentarsi i Maestri Artigiani locali in una complessa e meticolosa lavorazione del legno attraverso la quale vengono plasmati oggetti di elevato pregio caratterizzati da ricche decorazioni.

LA TRADIZIONE
Quella dell'intarsio del legno e della pietra è una tecnica antica che fece la prima comparsa nei monasteri benedettini nel corso del VI e VII secolo per poi cominciare a diffondersi nel corso del XIV e, ancor di più in epoca rinascimentale. Sebbene la tarsia sorrentina vanti, dunque, origini ben più antiche, fu in epoca ottocentesca che raggiunse i livelli di massimo splendore e rinomanza anche al di fuori dei confini locali. In quel periodo, infatti, la Costiera era meta di artisti di ogni provenienza che percorrevano il Grand Tour e che sceglievano di soggiornare anche per lunga periodi nell'assolata penisola sorrentina. La loro presenza contribuì, allo stesso tempo, ad aumentare la richiesta di manufatti e a portare nuove influenze, nuove ispirazioni e nuova linfa alle tecniche dell'intarsio che gli artigiani locali seppero ben interpretare ed interiorizzare facendo della tarsia lignea sorrentina una tradizione conosciuta ed apprezzata anche in ambito europeo.

LE CARATTERISTICHE
L'arte dell'intarsio consiste nel creare disegni e motivi geometrici e complesse decorazioni applicando sulle superfici da decorare sottili lastre lignee lavorate dalle sapienti mani dell'artigiano che le alterna ad ulteriori lamine di altri tipi di legno o di altri materiali come l'avorio o la madre perla per creare le sfumature e chiaroscuri che delineano il disegno che, talvolta, viene arricchito anche mediante l'innesto di metalli o pietre dure. Nel corso del tempo, nella penisola sorrentina si diffuse notevolmente anche la tecnica dell'ebanisteria che prevedeva, invece, l'utilizzo del solo legno per creare mosaici, disegni e decori. Entrambe le declinazione della tarsia lignea sorrentina diedero vita a manufatti di grande pregio che spaziavano dai cofanetti sino ai cassoni nuziali ed ai mobili oltre una vasta gamma di oggettistica che attirò notevolmente l'attenzione di collezionisti ed appassionati.

IL TERRITORIO
L'Italia, sin dalle origini dell'introduzione della tecnica dell'intarsio, ha dato vita ad una produzione molto apprezzata sebbene concentrata, soprattutto agli inizi, in poche realtà territoriali, tra le quali spiccavano la Toscana, specialmente nelle zone di Siena, Pisa e Firenze, il Piemonte, l'Emilia Romagna, il Veneto ed il Napoletano. La tarsia sorrentina, però, seppe ricavarsi un ruolo di spicco nella produzione italiana e non solo anche grazie alle particolari tecniche sviluppate dagli artisti locali, tra cui quella del mosaico, e alle originali scelte di materiali che spesso ricadevano sui legnami tipici della vegetazione locale. Non a caso nel 1886 a Sorrento venne istituita la “Regia Scuola d’Arte applicata all’Intarsio e all’Intaglio”. Persino lo statunitense Smithsonian Institute ha mostrato particolare interesse per questa tecnica tanto da dedicarle diversi spazi ed approfondimenti.

GLI INDIRIZZI
Ma c'è un luogo in cui più di tutti bisognerebbe recarsi per scoprire e ripercorrere la storia della tarsia sorrentina. Si tratta del Museo Bottega della Tarsia Lignea, allestito tra le sale del settecentesco Palazzo Pomarici Santomasi in via di S. Nicola 28. Al suo interno è possibile ammirare una ricchissima collezione dedicata a questa arte che comprende mobili, oggetti, attrezzi, stampe, quadri, foto e documenti d'epoca. Il percorso di visita è articolato in diverse sezioni tematiche, da quella dedicata alla “Tarsia in Italia tra il '400 e l'800”, a quella che ricostruisce “Sorrento nell'800”, sino a quella, invece, dedicata proprio alla “Tarsia sorrentina nell'Ottocento”.

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