Cerca nel sito
Mercatini Natale 2014 vacanze viaggi capodanno 2015
Prodotti tipici Italia ricette con Maccheroncini di Campofilone

Natale marchigiano con i maccheroncini di Campofilone

La prima e unica pasta italiana ad aver ottenuto il riconoscimento Igp è una specialità gastronomica di antica tradizione esaltata dal tipico sugo di carne

pasta all'uovo tipica delle Marche<br>
it.wikipedia.org
Maccheroncini di Campofilone
La tradizione pastaia di Campofilone inizia, secondo leggende popolari-gastronomiche parlate e scritte, sin dal 1400, dove in una particolare ricetta si citano i “Maccheroncini fini fini“. Mentre i primi documenti certi che si riferiscono a questa pasta denominata anche capelli d’angelo, risalgono al Concilio di Trento del 1560, dove viene menzionata con la dicitura “così sottile da sciogliersi in bocca”. La ricetta secolare è stata tramandata inalterata: l’impasto preparato con le migliori farine di grano duro e uova fresche, senza l’aggiunta di acqua, viene steso in sottili sfoglie e tagliato in fili sottilissimi disposti ad asciugare su caratteristici fogli di carta.

Leggi anche: OLIVE ASCOLANE, STREET FOOD MARCHIGIANO

LA TRADIZIONE L’arte dei Maccheroncini di Campofilone è nata nelle cucine e poi nei laboratori artigianali e da allora questi sottilissimi fili di velo dorato hanno sempre rivestito un’importanza particolare, discostandosi dai piatti di “tutti i giorni”, rappresentando il piatto per eccellenza, simbolo di bravura della padrona di casa, nei pranzi di festa. Inizialmente veniva degustato solo nelle ricorrenze delle feste principali e rappresentava un regalo prestigioso da donare ad illustri amici. Tradizione ed abilità mantenute per 600 anni, hanno dato luogo a commercio a imprese familiari, che hanno fatto conoscere Campofilone nel mondo. Già nel 1400 viene considerato un piatto prelibato e citato in una corrispondenza dell’Abbazia di Campofilone, ancora in alcuni documenti del Concilio di Trento e ancora riportato nei quaderni di ricette di alcune case nobili. Ma è con l’inizio del 1900 che a Campofilone alcune massaie e locandiere cominciarono a far degustare i Maccheroncini, il cui nome deriva da Maccheroni, termine generico con cui veniva individuata la pasta, e dalla caratteristica forma di fili lunghi e fini, dunque Maccheroncini. Nella prima Guida Gastronomica d’Italia del Touring Club Italiano Ed. 1931 si citano i Maccheroncini di Campofilone come prodotto tipico del borgo medioevale sito in Provincia di Fermo, documentando così l’esistenza di un legame forte tra la specialità gastronomica ed il suo paese di origine.

LA DENOMINAZIONE Nell’anno 2013 i “Maccheroncini di Campofilone” ottengono il riconoscimento I.G.P.. Nel documento disciplinare viene indicato il nome di Nello Spinosi, riconoscendogli di diritto la titolarità esclusiva del primo laboratorio artigianale per la produzione dei Maccheroncini a Campofilone.

LE CARATTERISTICHE I Maccheroncini di Campofilone si distinguono quindi dalle altre paste alimentari per la sottigliezza della sfoglia ed il taglio finissimo. Tali caratteristiche consentono al prodotto un ridottissimo tempo di cottura pari ad 1 minuto nell’acqua bollente o direttamente nel condimento senza necessariamente essere lessati. Vincenzo Spinosi con grande rigore ed assoluta fedeltà alla tradizione, utilizza ancora tutta la maestria artigianale tramandata dalla sua famiglia. Altra fondamentale caratteristica che dimostra l’unicità dei Maccheroncini di Campofilone è la percentuale di uova che viene utilizzata nell’impasto. Essa, infatti, è nettamente superiore rispetto a quella utilizzata in altre tipologie di paste alimentari. Tale proporzione unitamente al processo di essicazione lento determina un’elevatissima resa del prodotto. Questa capacità di resa dei Maccheroncini di Campofilone determina come conseguenza la capacità assorbente della pasta che trattiene una quantità di condimento superiore rispetto ad altre tipologie di pasta.

LA PRODUZIONE La zona di produzione della indicazione geografica protetta Maccheroncini di Campofilone è limitata al territorio amministrativo del comune di Campofilone sito in provincia di Fermo, Marche. I Maccheroncini di Campofilone IGP sono ottenuti dall’impasto di uova fresche e semola di grano duro o farina di grano tenero doppio zero. In ogni caso è vietata l’aggiunta di acqua. Non è consentito l’utilizzo di materie prime che contengano OGM.

FOTO: Le 10 imperdibili “città del Natale”

LA CULTURA La valenza dei Maccheroncini di Campofilone sta nell’aver conservato immutata nel corso degli anni la tecnica di lavorazione, mantenendo inalterata la sua semplice e particolare composizione, il particolare tipo di essicazione, nonché nel fatto che si tratta di un prodotto che richiede, per la sua realizzazione, particolari doti di abilità e esperienza, caratteristiche queste che ne fanno una pasta dalle qualità in termini di resa, di gusto, di leggerezza e di facilità di cottura del tutto particolari. Parlare dei Maccheroncini di Campofilone significa parlare dell’espressione più autentica della cultura del territorio campofilonese. La produzione artigianale di questa pasta è la manifestazione della tradizione popolare del borgo medioevale di Campofilone tramandata di generazione in generazione.

Leggi anche: CENONI LOW COST: ECONOMIA E PANCIA PIENA (Stile.it)

IN CUCINA I maccheroncini di Campofilone sono il tipico primo piatto marchigiano del Natale. Vanto del paese di Campofilone in provincia di Ascoli Piceno, che dedica loro una sagra molto nota in tutta Italia. Nelle campagne, in ottemperanza al mantenimento del gusto antico, i maccheroncini si presentano molto scuri, ricoperti da un condimento ricco di rigaglie, cosparsi di cacio pecorino, velati di pepe nero o peperoncino rosso.  Il sugo originale per condire i maccheroncini si prepara utilizzando un misto di carne di vitello, di maiale e di pollo, a cui si può aggiungere anche un osso di manzo per rendere il sugo ancora più saporito.

Ricetta Maccheroncini di Campofilone al sugo. Ingredienti per 8 persone: 1 kg farina di semola di grano duro - 10 uova - 200 gr. macinato di carne di vitello - 200 gr. macinato di carne di maiale - 200 gr. rigaglie di pollo - 1 osso di manzo - 1 cipolla - 1 costa di sedano - 2 carote - 1 kg polpa di pomodoro - 1 bicchiere vino bianco - olio evo, sale e pepe. Per la sfoglia: Su un ripiano, disponete la farina a fontana, mettendo al centro le uova e cominciando ad impastarle piano piano con una forchetta. Quando avrete incorporato tutte le uova, aggiungete un pizzico di sale e impastate la pasta con vigore e forza. Quando l'impasto sarà solido e omogeneo, stendetelo sul piano di lavoro in modo da ottenere una sfoglia sottile che taglierete a fettine sottilissime, come i capelli d'angelo. Per il ragù: in una pentola capiente, preparate un soffritto di cipolla, carota e sedano. Appena sarà tutto rosolato aggiungete tutta la carne e l'osso, fate rosolare, versate il vino bianco e appena evapora un po' regolate di sale e pepe. Una volta evaporato tutto il vino, aggiungete la polpa di pomodoro. Mandate avanti la cottura per almeno due ore. A cottura ultimata potete aggiungere un po' di basilico fresco. I maccheroncini vanno cotti in acqua bollente salata. Appena saranno pronti, ricopriteli di abbondante sugo e di una manciata di pecorino. Servite caldo.

Leggi anche: MONTEFELTRO, LE STRADE BELLE

IL TERRITORIO Campofilone è immerso nel verde della collina Marchigiana, situato sulla destra del fiume Aso, a soli 3 KM dal mare. Giulio Amadio nella Toponomastica Marchigiana ne farebbe risalire il nome “Campus Fullonus” a un possesso o uno stabilimento di tintori o lavandai dell'età liburnica (VII sec. a.C); dai ritrovamenti di tombe Picene e altri reperti archeologici conservati nel museo di Ancona, si può anche indicare la presenza Picena già nel VII-VI secolo a.C. Come dimostrano due monumentali reperti di età imperiale (un serbatoio idrico a pianta longitudinale e un tratto di consolare adriatica a spina di pesce), la presenza romana ben si radicò e articolò sul territorio. In epoca repubblicana (III sec. a.C.) Campofilone era passo obbligato per quanti dalla vicina colonia di Cupra si recavano alla colonia di Fermo e viceversa. Il centro storico nasce intorno ad una importante e ricca Abbazia benedettina dedicata a San Bartolomeo Apostolo, che viene costruita sui resti di una villa romana e di un tempio pagano, e da questa si sviluppa l'incasato che intorno al XIII sec. d.C. diventò libero comune sottoposto dal XIV sec. d.C. alla giurisdizione di Fermo. Infatti lo stemma del paese, il leone rampante con la spada e la fascia dorata su tre montiin campo azzurro, simboleggia il potere comunale nell'amministrare la giustizia (la spada) insieme all'ordine religioso(tre monti in campo azzurro) e la divisione e la responsabilità nel rispetto compiti dei due poteri (fascia dorata). DA VEDERE NELLE MARCHE: VAI ALLA GUIDA

Altre ricette
Brovada
Pizza sette sfoglie di Cerignola
Baccalà alla vicentina
Cappone ripieno

Leggi anche:
Le Marche dell’immensa Virna Lisi
Ancona, suggerimenti per una visita
Marche: la preferita di Michelangelo
Urbino capitale del viver sano

*****AVVISO AI LETTORI******  
Segui le news di Turismo.it su Twitter e su Facebook
Saperne di più su Mercatini Natale 2014 vacanze viaggi capodanno 2015
Correlati per regione
Seguici su:
Altri luoghi da visitare
Chi siamo | Privacy | Cookie Policy | Copyright © 2019 GEDI Digital S.r.l. Tutti i diritti riservati