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Molise, Natale nella terra degli zampognari

Le origini del suono etnico più tipico del Natale conducono a Scapoli, "capitale italiana delle zampogne" e uno dei Borghi d'Eccellenza d'Italia

L'arte della zampogna<br>
Courtesy of©FrancoCappellari
L'arte della zampogna
Oltre agli strumenti tradizionali come il pianoforte e il violino c'è di più: cara all'imperatore romano Nerone, la zampogna rappresenta l'emblema della storia e della cultura molisana, un vero e proprio simbolo etnico ancora utilizzato in innumerevoli realtà come Scapoli, in provincia di Isernia, uno dei Borghi d'Eccellenza d'Italia, rinomato come "la capitale italiana delle zampogne". Qui infatti lo strumento viene usato tanto nella narrazione di racconti cari alla tradizione, canti popolari, poesie dialettali e proverbi così come durante le festività natalizie.

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LA TRADIZIONE Sono antiche le origini di questo strumento musicale che, un tempo, era il compagno prediletto dei pastori dell'Italia centromeridionale che si tenevano compagnia suonando. Non si ha modo di definire con certezza la data che riguarda la nascita e lo sviluppo di questo strumento musicale ma, ciò che si può affermare, è invece il suo abbondante uso ai tempi dei Sanniti e dei Romani: secondo una leggenda infatti, la zampogna fu la chiave di volta di Giulio Cesare quando, nel 55 a.C., sconfisse i Britanni mettendoli in fuga spaventando, con il suo suono stridulo, i cavalli del nemico. Un tempo gli zampognari erano dei veri e propri cittadini del mondo: non conoscevano limiti geografici e si spostavano, a piedi, per cercare fortuna servendosi semplicemente del loro bene più prezioso, la musica. In prossimità dell'arrivo del Natale si dedicavano alle novene, un rituale religioso della durata di nove giorni che li vedeva bussare di casa in casa per suonare un brano musicale detto anche "Pastorale" o "Pastorella".

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Ogni visita era seguita da piccoli omaggi: un cucchiaio di legno e un santino raffigurante Gesù Bambino, una sorta di patto che impegnava lo zampognaro a tornare a suonare nello stesso luogo per i nove giorni successivi. Con l'avvento dell'era moderna e l'introduzione nel mercato di innovativi strumenti, la zampogna ha attraversato un periodo di crisi ma, al fine di non perdere quest'usanza, è nato il Circolo della Zampogna, il cui intento è quello di tutelare l'antico strumento che non è rimasto rilegato alla musica povera bensì il suo valore ha una portata maggiore attestato dalla presenza in concerti e occasioni più prestigiose. Non è tutto, il Circolo punta anche a valorizzare Scapoli e favorire lo sviluppo turistico e culturale del territorio incentivandone la visibilità a livello nazionale ed internazionale.

LE CARATTERISTICHE La zampogna è un aerofono a sacco nato dalle abili mani degli artigiani scapolesi che, da sempre, tramandano i segreti del mestiere, gelosamente, di generazione in generazione e di bottega in bottega. Gli elementi che la contraddistinguono sono principalmente due: il mono impianto che vede la presenza delle canne sonore in un medesimo blocco di legno nonché il doppio chanter, ovvero la presenza di due canne per la modulazione del suono e due bordoni. Questa tipologia di strumento è conosciuta come zampogna a chiave di cui non esiste un unicum, anzi, si costruiscono più tipologie, contraddistinte da numeri convenzionali; le più rinomate sono il modello 25 e 28. Interessante anche la zampogna zoppa caratterizzata dalla presenta del chanter maggiore anche se, ormai, è quasi del tutto assente in Molise mentre, la scupina, tipica delle serenate e delle festività, si distingueva per la presenza di due chanter, un bordone ed ance tutte semplici. Per quel che concerne i materiali, sono tutti naturali, gli elementi in legno sono realizzati servendosi di selezioni dalle comprovata sonorità come olivo, acero, sorbo, prugno, ciliegio, albicocco e, ovviamente, ebano. La sacca invece, viene realizzata con pelle di pecora al fine di immagazzinare l'aria che, spinta nella cannula centrale, permette alla zampogna di avere il tipico aspetto pastorale e, allo stesso tempo, di emettere il tipico stridente suono.

IL TERRITORIO A partire dal 1975 la zampogna dà appuntamento al Festival Internazionale della Zampogna di Scapoli, un evento estivo che, nel mese di luglio, ravviva le vie del paese regalando tre giorni di tradizione e divertimento in compagnia di musicisti e cultori della zampogna provenienti da ogni angolo d'Europa, una ghiotta occasione per sperimentare anche le delizie della gastronomia locale come i famosi "Ravioli alla scapolese". Nel cuore del borgo antico di Scampoli, centro di produzione dello strumento, si trova il Museo Internazionale della Zampogna "Pasquale Vecchione", inaugurato nel 2002,  al cui interno, in uno spazio che si articola in tre piani, si possono ammirare zampogne, ciaramelle e cornamuse locali, italiane e straniere, oltre ad una sala insonorizzata per l'accordatura delle zampogne, la riproduzione di un'antica bottega artigiana e, non il ultimo, un Presepe napoletano realizzato dai maestri d'arte Capuano di Napoli.

INDIRIZZI Tra i nomi che hanno segnato la storia del folklore locale spiccano quello di abilissimi maestri che, ancora oggi, si prestano alla costruzione di questi iconici strumenti nella loro roccaforte, Scampoli: si ricorda Zampogne e Ciamarelle Molisane, in Via Fontecostanza di Umberto Di Fiore e Luigi Ricci o ancora La Tradizione che continua di Fabio Ricci. Nel centro storico, Franco Izzi attende nella sua bottega dove, su prenotazione, è possibile effettuare visite guidate nonché assistere ad un piccolo concerto.

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