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La Svezia invisibile di Mr.Ove

Torniamo in Scandinavia per una storia da bestseller che potremmo ritrovare agli Oscar.

Academy 2
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Dopo la Danimarca di Alicia Vikander e Tom Hooper avevamo dovuto attendere parecchio, ma con il recente L'uomo di neve di Michael Fassbender siamo arrivati in Norvegia… Una nuova vita per la Scandinavia cinematografica, un trend che sembra confermato dalle scelte dello svedese Hannes Holm, regista di Lidingö che ha già scelto Malmö per il suo prossimo progetto (televisivo, ispirato al romanzo di Mikael Bergstrand) Delhis vackraste händer e che troviamo nelle nostre sale con il Mr. Ove adattamento del best-seller di Fredrik Backman 'L’uomo che metteva in ordine il mondo' che si era aggiudicato le nomination ai premi Oscar per il Miglior film straniero e il Miglior make up, oltre a vincere l’EFA come Miglior commedia europea.

"Una storia universale - come il regista presenta uno tra i 5 film più popolari in Svezia, dove ha conquistato un milione e mezzo di spettatori - che ruota intorno al personaggio di Ove", un burbero cinquantanovenne che continua a sorvegliare con piglio poliziesco il proprio comprensorio. Mandato in pensione dalla Saab dopo 43 anni di lavoro, senza più nulla da fare, finisce per causare ancora più ostilità nel vicinato. Ogni mattina alle 6.30 Ove si alza per condurre la sua ispezione e assicurarsi che le regole siano rispettate, che tutto sia in ordine. Ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ma l’arrivo di Parvaneh, la nuova vicina di casa iraniana, trasferitasi con tutta la famiglia ad abitare nella casa di fronte, aprirà poco per volta la mente di Ove, restituendocelo…

"Nel personaggio di Ove possiamo tutti riconoscere qualcuno che conosciamo, che vive accanto a noi, il proprio padre, o il nonno, un fratello o uno zio. Attraverso il suo sguardo, le persone e le situazioni che lo circondano, ci appaiono in una doppia luce, comica e drammatica", spiega il regista che per ricostruire un habitat tanto locale ha inevitabilmente optato per location e ambientazioni a lui ben note e familiari. Dal piccolo cimitero di Norra Kyrkogården a Uddevalla alla pizzeria Arkaden in Trollgatan 10B a Trollhättan, fino alla chiesetta di quartiere bianca e rossa o la sede della locale scuola Hermodos, si è rimasti sempre nei dintorni di Stoccolma, tra Trollhättan appunto e Vanesborg, arrivando a spostarsi fino alla contea di Västra Götalands (anche per girare nella struttura di Swemaint AB, Utbyvägen 151, a Göteborg) o nella lontana Spagna, alle Baleari, tra Mallorca (per gli esterni di Valldemosa e Sa Calobra) e Palma (dove si trova l'Hotel Araxa di Carrer de Pilar Juncosa, 22).

"Lo stile del film dipende spesso dalla storia, e insieme al mio direttore della fotografia abbiamo discusso sulla vita di Ove sin dall'inizio del film. Siamo stati fortunati - ammette Holm, - perché mentre cercavamo delle casette indipendenti, nel mezzo della Svezia, ci è accaduto qualcosa di inatteso: abbiamo trovato dei veri Ove che ci hanno fermato chiedendoci 'Cosa state facendo qui? Chi siete?'", il ché ha reso difficile la ricerca, ma insieme ha dato al filmmaker la certezza di essere nel posto giusto. Precisamente a Trollhättan, ancora, in Bergkullevägen 160, dove - continua Holm - "abbiamo trovato questa casa, e ho pensato che fosse il luogo dove girare, esattamente nello stesso paese in cui venivano costruite le Saab. Ogni giorno siamo potuti andare al museo Saab e scegliere le auto per le diverse scene, è stata una grande fortuna".

"Volevo concentrarmi più sull’aspetto sentimentale della storia, ma il modo che ha Ove di osservare il mondo del ventesimo secolo ha reso la storia divertente, - conclude il regista, che ammette di aver avuto La mia vita a quattro zampe, Forrest Gump, A proposito di Schmidt e Qualcosa è cambiato come riferimenti. - Vorrei che questa storia arrivasse al cuore delle persone, in modo positivo, grazie sia all’ironia pungente sia alle vicende drammatiche che coinvolgono Ove. È un film sulla vita, un viaggio tra le risate e le lacrime".
 
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