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Londra location film Bohemian Rhapsody Middlesex Wembley Stadium

La Bohemian Rhapsody londinese di Freddie Mercury

La vita dei Queen si intreccia con quella della metropoli inglese, fino al gran finale di Wembley!

20th century fox
Succede di rado che si torni a parlare tanto e spesso di una stessa ambientazione, principalmente trattandosi di una città tanto frequentata dai nostri connazionali e da sempre meta turistica tra le preferite di tutti come Londra. L'abbiamo vista 'mistificare' in film storici, esplorata nelle sue stanze più segrete, ma tra i tanti tour delle contee inglesi stavolta è il Bohemian Rhapsody di Bryan Singer a sfruttare la metropoli britannica e a mostrarci il Freddie Mercury di Rami Malek nelle diverse fasi della sua storia con i Queen fino alla storica esibizione al Wembley Stadium per il Live Aid del 13 luglio 1985.

Una rapida ascesa raccontata attraverso le canzoni della band e un successo planetario dalle molte ombre. Vediamo infatti Freddie, in una svolta inaspettata, circondato da influenze più oscure, rifuggire i Queen in cerca della chimera di una carriera da solista. Fino a che, dopo aver sofferto molto della loro assenza, riesce a riunirsi con i suoi compagni giusto in tempo per il concerto benefico del Live Aid. Pur affrontando coraggiosamente la recente diagnosi di AIDS, Freddie guida il quartetto in una delle più grandi performance nella storia della musica Rock, creando una leggenda che ancora oggi continua ad ispirare fan e appassionati…



Una celebrazione dei Queen e della loro musica, ma soprattutto una ricostruzione realistica dell'impatto che ebbero sulla nostra vita, e di quello che fu il percorso esistenziale e artistico del loro frontman, lo scomparso Freddie Mercury (al secolo Farrokh Bulsara, da Zanzibar). A partire dalla casa di famiglia di Feltham, nel Middlesex, eccezionalmente concessa dai nuovi inquilini! Stare "in piedi in quella che era la stanza da letto di Freddie" è stato il punto di partenza, come racconta lo scenografo Aaron Haye, che continua: "Abbiamo preso la casa e il circondario per renderli più grandi per comodità di riprese, e aggiunto qualcosa che potesse raccontare la storia di quella zona e della sua crescita, come delle circostanze economiche in cui è avvenuta, incluse alcune influenze visive indiane e dello Zanzibar". Ricostruito per l'occasione nel Gillette building della Southwest London, dove vediamo il piccolo Mercury nella sua infanzia.

Ma il palazzo si è prestato per molti altri set, come quello dello studio dell'apparizione a Top of the Pops, di Capitol Radio, del Garden Lodge, dell'hotel di Rio de Janeiro e della casa di campagna dove il gruppo compose la canzone che dà il titolo anche al film. Molto utile in questo senso è stata la possibilità di accedere agli archivi personali di Brian May, alle sue foto e ricordi ("Ha conservato ogni singolo biglietto e poster, ogni album mai prodotto, e anche molti degli abiti utilizzati dagli attori nel film"). E se la vera Bohemian Rhapsody venne registrata tra Rockfield Farm - ancora esistente - e Ridge Farm nel Galles, per l'abergo brasiliano ci si dovette ispirare all'appartamento newyorkese del cantante. Mentre per il Garden Lodge di Earl's Court nella West London, dove l'artista viveva usualmente, Haye trovò una casa analoga nel sud della città, a Surbiton, decorata con un mix di porcellane e mobilio orientale che fa bella mostra di sé nella eccentrica festa alla quale veniamo invitati verso la fine del film.

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Per il concerto al Madison Square Garden del 1978, poi, e per gli stadi giapponesi, brasiliani e statunitensi, furono gli LH2 Studios a risolvere il problema, mentre per il set principale e più atteso - quello del Wembley Stadium, ovviamente - si dovette ricorrere a un grosso impegno… sia per trovare la location adatta sia per ricostruire le parti dello stadio utili alle riprese. Per la prima, dopo tanto cercare, si scelse l'area del Bovingdon Airfield nell'Hertfordshire (già usato come set da Harry Potter e i doni della morte, Fury, World War Z e Fast & Furious 6), mentre gli scenografi dovettero superarsi per realizzare un palco alla stessa altezza dell'originale e delle torri come quelle dello stadio che dessero davvero l'impressione di esser tornati indietro nel tempo. E stando al produttore Graham King, con successo: "Il Live Aid su un evento di tale importanza che dovevamo onorare. E dalla costruzione del set alla musica, dall'atmosfera alla performance, credo che così sia stato".
 
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