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I moschettieri del Re a spasso per la Basilicata

Un cast di stelle tricolori riporta in vita i leggendari spadaccini di Dumas, alla maniera di Veronesi...

Vision / De ORsola
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Vision / De Orsola
Dalle dolomiti della Befana Cortellesi a quelle lucane 'quasi perfette' dello sceneggiatore di Matteo Garrone, per ripercorrere una regione che fece le fortune del Rocco Papaleo regista e della quale tornammo a sfruttare l'aspetto più mistico nella Maria Maddalena di inizio anno. E che oggi torna protagonista del Moschettieri del Re - La penultima missione di Giovanni Veronesi, film di avventura e amicizia (in sala dal 27 dicembre) che rievoca i fasti degli eroi creati da Alexandre Dumas rileggendoli in maniera diversa dal solito e affidando quelle maschere a un grande cast tutto italiano.



D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Porthos (Valerio Mastandrea), Athos (Rocco Papaleo), Aramis (Sergio Rubini). Oggi sono un allevatore di bestiame con un improbabile accento francese, un castellano lussurioso, un frate indebitato e un locandiere ubriacone, che per amor patrio saranno di nuovo moschettieri. Cinici, disillusi e sempre abilissimi con spade e moschetti, saranno richiamati all’avventura dalla Regina Anna (Margherita Buy) per salvare la Francia dalle trame ordite a corte dal perfido Cardinale Mazzarino (Alessandro Haber), con la sua cospiratrice Milady (Giulia Bevilacqua). Affiancati nelle loro gesta dall’inscalfibile Servo muto (Lele Vannoli) e da un’esuberante Ancella (Matilde Gioli), i quattro - in sella a destrieri più o meno fedeli combatteranno per la libertà dei perseguitati Ugonotti e per la salvezza del giovanissimo, parruccato e dissoluto Luigi XIV. Muovendosi al confine tra realtà e fantasia, i nostri si spingeranno fino a Suppergiù, provando a portare a termine un’altra incredibile missione.

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Che questa sia l’ultima o la penultima non è possibile saperlo, di certo sappiamo che l'avventura della quale vediamo ora gli esiti era iniziata alla fine dello scorso maggio in Basilicata, con il primo ciak (anche se alcune delle prime riprese avevano avuto luogo anche nella Galleria degli Specchi del Museo di Palazzo Reale di Genova e nel Palazzo Chigi di Ariccia, location laziale insieme alla "fattoria di Poldo" di via Apriliana). "Era una terra che mi offriva la possibilità di raccontare un ‘600 molto duro e difficile rispetto a come forse sarà stato nella realtà - ha spiegato il regista, relativamente alla scelta della location Lucana. - Non ho voluto portare in scena la Parigi dei duelli all’alba sotto i ponti ma la campagna, le locande malconce, i cattivi odori, i contrasti furiosi tra il lusso e la povertà dell’epoca, ci sono alcuni paesaggi bellissimi che non puoi inquadrare perché non c’entrano niente con la tua storia. Mi interessava una natura completamente diversa e lì ho potuto cercarne altri vicini, più brulli in grado di rendere al meglio a durezza e il clima dell’epoca".

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Per le restanti cinque delle otto settimane totali di lavorazione ci si è concentrati nelle province della Basilicata, a partire dal materano. L'11 maggio nella splendida Abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso per poi spingersi da Matera (la città dei Sassi ha messo a disposizione anche il Castello Tramontano, la Masseria Moliterni e la Diga di san Giuliano) a Pisticci, Accettura e il castello longobardo di Sichinulfo di Grottole, fino al Parco Nazionale dell'Appennino Lucano e la magia dei Calanchi, Montalbano e Scanzano Jonico, Pisticci e Accettura. Ma se solo la Città dei Monasteri (la succitata Montescaglioso dei quattro grandi complessi monastici) meriterebbe un discorso a sé, non sono da meno - spostandosi nel potentino - il Vulture, tra Venosa e Melfi, il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e le Piccole Dolomiti Lucane, la Val d’Agri - con Viggiano, Marsico Vetere e Marsico Nuovo - e Pietrapertosa, il più elevato comune della regione (a 1.088 metri sul livello del mare) a chiudere un ideale circolo.



"Le riprese sono state complesse e faticose anche a causa di varie location difficili da raggiungere - racconta Margherita Buy, la regina Anna del film. - Ogni giorno percorrevamo a lungo la Basilicata per arrivare su bellissimi set, animando una sorta di circo itinerante che ci veniva dietro con attori e animali in gabbia: sembravamo una carovana di nomadi". Nomadi che non han mancato di ringraziare i tanti che han reso la loro permanenza e il film una esperienza da ricordare (le Masserie Santa Lucia, Fontana di Vite, del Pantaleone, l'Azienda Agricola Tempa Bianca, il Rifugio Fontana dei Pastori, gli Hotel La Rupe, Theotokos, dell'Arpa, l'Mh Matera Hotel, il Park Hotel Potenza e il Kartodromo della Palomba). "Territori straordinari", come li definisce Valerio Mastrandrea, dove sempre a suo dire "tutto congiura perché accada qualcosa di speciale".
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