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Val Alba, affascinante mosaico di paesaggi friulani

Scenari alpini mozzafiato, acque limpide e tracce della storia bellica del nostro Paese rendono la Riserva Naturale udinese una vera sorpresa per gli amanti della natura

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Courtesy of ©Luciano Gaudenzi/ Riserva Naturale Val Alba/Parks.it
Le forre del rio Alba
Un affascinante intreccio di paesaggi variegati, specie affascinanti e siti di elevato interesse storico rende i 3.000 ettari della Riserva Naturale Val Alba una piacevole sorpresa per i viaggiatori che amano addentrarsi nella natura incontaminata e scoprire luoghi suggestivi e sorprendenti. Adagiata tra le Alpi Carniche e le Alpi e le Prealpi Giulie, questa splendida valle, solcata dal fiume Fella, affluente del Tagliamento, e dal rio Alba e dal rio Simon, nel comune di Moggio Udinese (UD), è stata dichiarata Riserva Naturale nel 2006, a testimonianza dell'inestimabile valore del patrimonio ambientale e storico che custodisce. Un valore immenso che ha trovato ulteriore conferma nella nascita, all'interno dell'area protetta, del Sito di Importanza Comunitaria del Cuc dal Bor, compreso nella rete di protezione Natura 2000.

Esplorando il territorio ci si rende immediatamente conto del motivo di tanta attenzione nei confronti della magnifica Riserva friulana. Un fitto mosaico di scenari tutti diversi e tutti ugualmente sorprendenti si susseguono dinanzi agli occhi dei visitatori che potranno ammirare acque cristalline, folti boschi, e impervie creste rocciose popolate da creature incredibilmente affascinanti tra cui oltre 80 specie di uccelli nidificanti come il fringuello alpino, il falco pellegrino, l'aquila reale e il picchio nero, scelto come simbolo dell'area protetta, diverse specie di rettili e anfibi e più di 50 specie di mammiferi. Tra di esse, oltre a numerosi ungulati, si possono ammirare anche alcuni grandi carnivori, orso e lince in particolare, che raggiungono l'area protetta nel corso dei loro spostamenti dalla Slovenia.

E' la grande varietà di ambienti naturali a favorire la notevole ricchezza faunistica che caratterizza la Riserva. Una varietà che si rispecchia anche in una sorprendente variabilità vegetazionale che contraddistingue le differenti zone dell'area protetta. Fino ai 1.500 metri di altitudine, infatti, si scopre una moltitudine di specie floristiche che spaziano dal faggio al larice, sino all'abete rosso, al pino nero, al mugo e a sorbo degli uccellatori, passando per specie rare e a distribuzione limitata come il ranuncolo bianco, il papavero delle Giulie e il giglio della Carniola, in un incantevole trionfo di piante che rendono ogni paesaggio una vera gioia per gli occhi e per i polmoni.

Ma non è finita. Durante l'esplorazione della Riserva e dei suoi siti più significativi, come le magnifiche sorgenti e le forre del rio Alba, il Rifugio del Vualt e al Bivacco Bianchi, si scoprirà che il territorio porta ancora evidenti tracce del suo coinvolgimento nelle tristi vicende belliche del primo conflitto mondiale. Una passeggiata nell'area protetta, dunque, si rivela anche un'opportunità per osservare dal vivo luoghi che hanno fatto da sfondo ad alcune delle pagine più tristi della storia del nostro pianeta. Inoltrandosi tra i crinali, che ospitarono la seconda linea del fronte, ci si imbatte nelle vestigia delle particolari opere belliche che sorsero nella zona come ricoveri in quota, strutture difensive, piccoli dormitori e posti in galleria, tra i quali si distingue l'ex ospedale militare considerato uno dei siti di maggiore interesse dell'intera Riserva.

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