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Sull'Etna a caccia di "colate"

Le ultime domeniche d'inverno sono dedicate alle escursioni alla scoperta degli effetti della recente attività vulcanica sulle pendici del bel monte siciliano

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©Marco Restivo / iStock
L'Etna in eruzione
Tra le numerose bellezze che il nostro Paese può vantare non ci si può certo dimenticare di un sito naturalistico dal fascino unico e dai numeri “record”, vale a dire il vulcano attivo più alto d'Europa. L'Etna, splendido e maestoso, regala scenari mozzafiato oltre alla possibilità di assistere dal vivo a fenomeni geologici sorprendenti. Le ultime settimane d'inverno sul vulcano siciliano sono un trionfo di fascino e bellezza grazie all'opportunità di prendere parte alle interessanti escursioni alla scoperta della recente colata con l'assistenza delle esperte guide del Parco.

FOTO: I VULCANI PIU' SPETTACOLARI D'EUROPA

Ogni fine settimana il vulcano si offre in tutta la sua bellezza ai visitatori che decideranno di esplorarne i loghi più belli nella massima sicurezza. Con le racchette da neve ai piedi o con un paio di comode scarpe da trekking, nel caso la primavera ormai in arrivo avesse già sciolto le ultime nevi che ricoprono le pendici del monte, ogni domenica presenta una differente zona del Parco da esplorare seguendo itinerari dalle suggestioni uniche. Gli ultimi due, previsti per il 15 e il 22 marzo, si snoderanno rispettivamente, tra i Monti Silvestri e Schiena dell'Asino, con partenza da Salto del Cane, e tra Intraleo e Monte De Fiore con partenza presso la sede del Parco dell'Etna.

Ogni passeggiata ha una durata compresa tra le 4 e le 6 ore e permetterà di osservare non soltanto gli effetti dell'ultima recentissima colata, ma consentirà anche, e soprattutto, di scoprire la natura unica che caratterizza il vulcano e l'incredibile varietà di scenari che il susseguirsi delle precedenti colate ha contribuito a creare. Laddove le colate sono ancora recenti, infatti, si scoprirà un territorio incolto, dove la vita ancora non si è insediata in alcuna forma. Dove, invece, le colate sono più antiche, rigogliosi boschi di pino laricio, faggi e betulle inverdiscono le pendici del vulcano.

Un mosaico di paesaggi talmente prezioso ed affascinante da essere stato posto sotto tutela sin dal 1987 con l'istituzione del Parco. Allo scopo di salvaguardare tanto l'ambiente naturale unico ed incontaminato, quanto i territori circostanti punteggiati di insediamenti umani, l'area protetta è stata suddivisa in quattro diverse zone contrassegnate con le prime quattro lettere dell'alfabeto. La zona A è quella della natura allo stato puro, da cui l'uomo si è tenuto lontano, e dove l'Aquila Reale è sovrana incontrastata del territorio. La zona B, invece, è quella degli insediamenti umani, ricoperta di verdeggianti appezzamenti agricoli e punteggiata di antiche case contadine, ricoveri per animali, palmenti e dimore padronali. In una controllata area “pre-parco”, infine, si estendono le zone C e D. 14.000 ettari di territorio dove possono essere previsti e consentiti eventuali insediamenti turistici, nel rispetto della splendida natura circostante.

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