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Sicilia, l'olio del vulcano

Sull'Etna la cultura dell'olio è parte integrante della tradizione locale. La leggenda narra che proprio qui venne portato per la prima volta l'albero sacro dalla Grecia

Etna
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Vulcano Etna
Dalle origini vulcaniche della zona dell'Etna nascono un territorio ed un olio di grande pregio. Oggi sull'Etna la "cultura dell'olio" è parte integrante e preponderante della tradizione e a buon titolo si erge a simbolo di qualità della vita e di rispetto di secolari tradizioni.

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LA TRADIZIONE. Leggenda narra che la prima regione italiana a ricevere l'albero sacro dalla Grecia fu la Sicilia grazie ad Aristeo, figlio di Apollo, che ne introdusse la coltivazione e insegnò alle popolazioni locali come ricavare l'olio dalle olive. C'è poi il mito del Ciclope Polifemo che, personificando l'Etna con il suo unico occhio iniettato di fuoco, venne accecato da Ulisse con un tronco di olivo. Le testimonianze storiche affermano che furono Fenici e Greci, nel II millennio a.C., a portare l'olivo nella zona orientale dell'isola e l'importanza della produzione oleicola "etnea" si riscontra già nell'opera di Pietro Bembo che, nel suo "De Aetna", cita la bontà ed il pregio della coltura dell'olivo coltivato intorno al vulcano. Per tutto il 1800 e i primi del 1900 l'olio di oliva dell'Etna è stato conosciuto ed apprezzato da molti consumatori italiani ed europei, grazie ai notevoli quantitativi commercializzati dal porto di Catania verso le destinazioni continentali.

LA DENOMINAZIONE. Nell'agosto del 2003 nasce la Denominazione di Origine Protetta "Monte Etna" con il riconoscimento, da parte dell'Unione Europea, dei requisiti di tipicità dell'olio extra vergine di oliva, legati al territorio etneo.

LE CARATTERISTICHE. L'olio extravergine di oliva Monte Etna DOP presenta un colore giallo-oro con riflessi verdi, un odore leggermente fruttato ed un sapore anch'esso fruttato con sensazione leggera di amaro e piccante. E` ottenuto da olive della varietà "Nocellara Etnea", che deve essere presente negli oliveti in misura non inferiore al 65%, completate da olive di varietà diverse coltivate in zona quali Tonda Iblea, Moresca, Ogliarola Messinese, Castiglione, Biancolilla e Brandofino. Dopo la raccolta le olive sono pulite e destinate alla molitura. Una volta nel frantoio sono frante a freddo. Solo l'olio di prima spremitura diventa olio extravergine DOP.

IL TERRITORIO. La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell'olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta comprende i territori olivati della Provincia di Catania: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Castiglione di Sicilia, Maletto, Maniace, Motta S. Anastasia, Paternò, Ragalna, Randazzo, Santa Maria di Licodia, San Pietro Clarenza. Della Provincia di Enna: Centuripe. Della Provincia di Messina: Malvagna, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone, Santa Domenica Vittoria.

LA PRODUZIONE. La produzione di olive non può essere superiore ai 10.000 kg per ettaro negli oliveti specializzati con una resa di olio massima del 20%. Il Monte Etna Dop deve essere immesso al consumo in recipienti di capacità non superiore ai 5 litri e costituiti da vetro scuro, acciaio inox, lattina con banda stagnata.

LA CULTURA. Il Museo dell'Etna è stato realizzato a Viagrande (CT): con oltre 1500 mq di esposizione moderna ed interattiva rappresenta il principale centro didattico-espositivo sull'Etna, trattandone sia gli aspetti naturalistici che quelli storici ed etno-antropologici: uno degli obiettivi prioritari del museo è far conoscere ed apprezzare il vulcano più importante d'Europa, dalle principali eruzioni proiettate nella sala cinema, ai prodotti tipici come vino e olio.

LA CUCINA. Il  Monte Etna DOP è un ottimo condimento sia a crudo sia in cottura, soprattutto per insalate, arrosti di pesce, verdure bollite, preparazioni a base di legumi e pesci, nonché zuppe saporite, e a crudo su bruschette ed ortaggi freschi, grazie al sapore gradevolmente fruttato.

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