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Pino Loricato, l’albero della glaciazione orgoglio del Pollino

La pianta endemica, che può vivere fino a 900 anni, è la regina dell’Appenino meridionale

Pino generico
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Pino generico
Leggere la biodiversità naturale come testimonianza della nostra storia e dei cambiamenti climatici che affondano le proprie radici fin dall’Era Glaciale.

Il Pino Loricato, specie endemica presente soprattutto in Basilicata, è un documento incredibile della capacità dell’ambiente di adattarsi anche a fenomeni estremi. Per scoprirlo, ci si addentra nei testi dello studioso Giuseppe Padula, che in Breve storia del Pino loricato, ricostruisce il percorso della conifera di seconda grandezza, dall’area originaria, quella balcanica, fino, in seguito alle glaciazioni del Quaternario, all'area odierna situata tra Basilicata e Calabria. 

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L’esemplare ha un carattere solitario e sembra apprezzare soprattutto la temperatura frizzante delle vette. In particolare il Pino, pur essendo massimamente distribuito entro la fascia altitudinale compresa tra i 1000-1600, può infatti trovarsi anche sui rilievi che superano anche i 2200 metri di altitudine. Oggi, gli esemplari maggiori sono osservabili specialmente sul Pollino, il massiccio montuoso dell’Appennino meridionale, dove per circa 2000 esemplari catalogati, una consistente fetta è rappresentata dalla presenza di molte piante giovani che si apprestano a portare avanti la fama di pino secolare.

FOTO: I PARCHI NAZIONALI D'ITALIA

Come appare dunque l’albero agli occhi dei profani? Il Pino loricato deve il proprio nome alla sua particolare struttura rugosa. Vista dal di fuori la corteccia è un manto a scaglie, che ricorda le piastre metalliche della “lorica”, un’antica corazza romana. La sfumatura biancastra non è tuttavia l’unica caratteristica iconica della flora arborea. I rami bianco grigiastri, popolati da aghi verdi larghi fino a 2 mm e lunghi fino a 6 - 7 cm, spesso assumono forme scomposte che raccontano la modellazione del vento e del gelo. Questo perché l’albero rappresenta una delle specie endemiche che è più in grado di rispondere alla flessibilità dei cambiamenti atmosferici e contemporaneamente assicurarsi una vita longeva che può sfiorare i 900 anni. Soprattutto la varietà endemica è presenza invidiabile del passato del pianeta e anche del presente, che racchiude in sé la capacità della vita naturale di modificare la propria struttura per semplicemente sopravvivere. 

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