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Orti botanici: Messina Orto Botanico

Messina, la travagliata storia dell'Orto Botanico

Con la sua lussureggiante vegetazione, l'Orto Botanico di Messina è una vera oasi al centro della città

Laghetto dell'orto botanico
©iStockphoto
 Messina, Orto Botanico 
IL GIARDINO BOTANICO
Situato in pieno centro, l’Orto Botanico di Messina Pietro Caselli con la sua lussureggiante vegetazione è un piccolo arboreto nella città. Il clima particolarmente mite permette a numerose specie esotiche, tropicali e subtropicali di vegetare rigogliosamente senza la necessità di alcuna protezione invernale. Oltre a specie esotiche nell’Orto sono presenti diversi alberi e arbusti tipici della vegetazione mediterranea e negli spazi rimasti liberi si sono costruite una serra caldo-umida, con specie di ambienti umidi tropicali e una serra dedicata alle piante succulente e caudiciformi, affiancata da un giardino roccioso all’aperto; a queste si aggiunge la piccola serra storica che ospita piante succulente e Cycadee.

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LA STORIA
Nel 1638 l’Ateneo messinese decretò la fondazione dell’Hortus Messanensis e chiamò per realizzarlo il romano Pietro Castelli, che aveva elaborato un originale sistema di classificazione delle piante collocandole in quattordici classi e dando origine a quella che era l’impostazione di un moderno orto botanico. Con la conquista degli spagnoli l’università venne soppressa e l’orto botanico andò distrutto. Nei secoli successivi furono i numerosi giardini privati ad assumere le funzioni di coltivazione e distribuzione delle piante medicinali, fino all’anno del decreto borbonico di fondazione della nuova Università, nel 1838. Venne quindi istituito un nuovo Orto Botanico che ebbe diverse vicissitudini, anche disastrose: con il terremoto del 1908 gran parte degli spazi che ospitavano le collezioni di piante erbacee ed arbustive fu utilizzata per la costruzione di baracche: nel 1911, in seguito all’attuazione del Piano regolatore della città, furono tagliati via dall’Orto diversi spazi per far posto a vari edifici universitari e in seguito vennero costruiti una cabina di trasformazione dell’Enel e un pozzo trivellato dall’Ente Porto. Solo nel 1990 arriva il vincolo, grazie all’intervento della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali, che pone fine alla possibilità di utilizzare gli spazi per scopi diversi da quelli istituzionali di un Orto Botanico. Oggi l’Orto Botanico di Messina ospita una superficie di poco meno di un ettaro, ma essendo in pieno centro cittadino si evidenzia a contrastare la povertà del restante patrimonio arboreo cittadino. 

COSA VEDERE
Ricca e significativa è la collezione di piante grasse, cosi come l’aiuola di Cicadee. Una piccola serra accoglie una collezione di piante carnivore con numerose specie botaniche e varietà orticole dei generi Dionea, Nepentes, Drosera, Sarracenia e Pinguicola. Particolarmente interessante è lo spazio dedicato alla flora a rischio di estinzione dei Monti Peloritani. Tra le specie presenti il Limonium sibthorpianum, scelto per il logo dell’Orto in quanto endemismo peloritano ad elevatissimo rischio di estinzione, salvia, orchidee mediterranee e rare felci. Molto apprezzate per i loro profumi sono le piante aromatiche, i pelargoni e i gelsomini. Per le attività didattiche sono presenti inoltre piccole raccolte di “piante utili all’uomo” come piante da fibra (cotone, lino, ramiè, sisal), da olio (jojoba, ricino), dolcificanti (canna da zucchero, stevia) e agrumi. Tra le diverse iniziative di divulgazione e sensibilizzazione c’è la possibilità di prendere parte a diversi  laboratori come quello sulla carta riciclata in cui ogni partecipante realizza con le sue mani un piccolo foglio di carta partendo da carta già utilizzata.

Trovandosi al centro di Messina vale la pena soffermarsi anche su altri aspetti della città, magari andando alla scoperta delle più belle fontane.
O visitando l’unico esempio di arte gotica nel bacino del Mediterraneo, ovvero la Chiesa di Santa Maria degli Alemanni.
Ma anche scoprendo i diversi stili che caratterizzano la Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani 
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