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Gessi Bolognesi: il parco carsico che riduce lo stress

Il più grande Parco carsico dell'Emilia Romagna è un autentico trionfo di magici scenari dove scoprire le discipline olistiche e ritrovare l'equilibrio tra corpo e spirito

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©Gessi Bolognesi/ Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia Orientale
Fioriture di sulla e ginestra con i calanchi sullo sfondo
Le dolci colline bolognesi celano luoghi di grande impatto visivo nei quali passeggiare nella natura significa riscoprire sensazioni selvagge e paesaggi incontaminati, in cui la mano dell'uomo, nel corso dei secoli, si è soltanto timidamente insinuata, conservando intatte le atmosfere di autentica bellezza che da sempre contraddistinguono questi scenari. Basta raggiungere il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa per lasciarsi conquistare da un territorio dalla natura sorprendente che costituisce il più grande Parco carsico del'Emilia Romagna. Tra rupi, grotte, altipiani e doline l'area protetta riserva scorci mozzafiato tutti da scoprire passeggiando autonomamente o prendendo parte ad una delle escursioni e delle attività organizzate.

Racchiuso tra i torrenti Savena, Zena, Idice e Quaderna, a sud est di Bologna, il territorio del parco comprende un affascinante connubio tra gli affioramenti dei gessi messiniani e i calanchi del Passo dell'Abbadessa. Camminando lungo i sentieri si possono ammirare le belle rupi rocciose che abbracciano magnifiche conche simili a spettacolari anfiteatri naturali, ed alcuni degli angoli più remoti che celano grotte e dorsali calanchive che si alternano, con le loro forme aspre, a dolci pendii argillosi. Arrampicandosi sulle zone più alte, lo sguardo si spinge lontano, fino alle valli che scivolano dolcemente sino alla pianura, e, nei giorni più limpidi, persino fino alle Alpi. Il tutto circondati dalle sfumature madreperlacee delle rocce di composizione cristallina che con la luce sembrano quasi argentate, tanto da meritare il nome di selenite (pietra lunare).

La conformazione del terreno, costituito prevalentemente da formazioni gessose, ha favorito un'elevata concentrazione di fenomeni carsici che hanno generato spettacolari inghiottitoi, valli cieche ed erosioni a candela, oltre a più di cento spettacolari grotte tra le quali quella del Farneto e quella Spipola sono le più belle e conosciute. Visitarle è facile e piacevole grazie alle numerose passeggiate speleologiche organizzate dal Parco che permettono di scoprire la fauna particolare ed affascinante che popola le cavità ipogee, fatta di chirotteri ed invertebrati che si sono adattati agli ambienti bui e hanno sviluppato caratteristiche fisiche adatte alla vita nell'oscurità. Da non perdere il magnifico spettacolo del rio dell'Acquafredda che si inabissa e scorre nel sottosuolo per tre chilometri per poi riemergere in una risorgente lungo il Savena, o le doline dell'Inferno e della Goibola, o ancora la valle cieca di Ronzano, racchiusa tra massicce falesie selenitiche. Osservando gli affioramenti gessosi, si scopre una vegetazione variegata, a tratti più brulla e discontinua, a tratti più folta e rigogliosa, fatta di piante erbacee e aromatiche che durante la bella stagione sprigionano intensi profumi, siepi e arbusti che, in alcune zone, lasciano spazio a lussureggianti boschi.

Scenari così ricchi e suggestivi sono il luogo ideale per rilassarsi e lasciarsi alle spalle lo stress e le fatiche della vita quotidiana. Proprio per riscoprire il giusto equilibrio tra il corpo e lo spirito e di farlo godendo della bellezza di questi magnifici paesaggi, il Parco propone un'interessante passeggiata alla scoperta delle discipline olistiche. Il 13 giugno, partendo dall' area di sosta attrezzata del caratteristico Oratorio di Madonna dei Boschi, si scopriranno le bellezze di questi territori in maniera nuova e differente, completando l'esperienza con una rigenerante meditazione guidata con l'aiuto delle pietre e un bagno di suoni.

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