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Verona: a Belfiore le mele degli antichi Romani

Il Melo Decio è una varietà le cui origini si perdono nella notte dei tempi e che viene coltivata soltanto in questa zona della provincia veronese

mele verdi rosa frutta secchio bagnato
©bhofack2/iStock
Mele verdi e rosa
Mele antiche e dal sapore inconfondibile rendono l'affascinante comune di Belfiore, nella provincia veronese, ancora più interessante. Da queste parti, infatti, il Melo Decio dona ottimi frutti sin da epoca romana anche se oggi la particolare varietà locale può contare su una produzione estremamente ridotta ma di elevata qualità.

LA TRADIZIONE Si dice che il Melo Decio di Belfiore, una graziosa località del Basso Veronese, sia una varietà antichissima, probabilmente conosciuta sin da epoca romana, che solo in questa zona ha trovato le giuste caratteristiche pedoclimatiche per sviluppare le sue migliori proprietà. Ed infatti nel 1944 Primo Candioli, nei suoi Sunti di frutticoltura pratica destinati all'Ispettorato dell'Agricoltura, spiega come siano necessari i terreni freschi del Medio e Basso Veronese per ottenere buoni Meli Deci e come il loro corretto sviluppo possa essere garantito soltanto dalla cura di agricoltori in grado di coltivare frutti grossi e sani ricorrendo ai giusti metodi di potatura, concimazione e difesa dai parassiti. Non è semplice, dunque, curare questa varietà di meli ed oggi soltanto nella zona di Belfiore è possibile trovare alcuni sporadici impianti ed alberi di Melo Decio. La produzione, infatti, in quasi tutta questa zona del Veronese è stata abbandonata nel corso degli anni '70 e '80 dello scorso secolo per lasciare spazio a varietà maggiormente richieste dal mercato come la Granny Smith. Grazie, però, all'impegno di un piccolo gruppo di produttori professionisti sostenuti anche dalla Fondazione Slow Food, a Belfiore è ancora possibile gustare questi particolari pomi veronesi ed il Consorzio Ortofrutticolo locale ha intrapreso una campagna di rilancio dell'antica varietà che propone ai soci coltivatori di impiantare nuovamente il Decio.

LA DENOMINAZIONE Anche il nome di questa varietà sembrerebbe confermarne le antiche origini. L'appellativo “Decio”, infatti, non sarebbe altro che la trasformazione del nome D'Ezio, generale che sbarcò ad Adria ed affrontò Attila a Padova.

LE CARATTERISTICHE I frutti del Melo Decio si distinguono per la forma appiattita ed il colore verde con una sovracolorazione rosa chiaro che si estende per il 20-30% della superficie, ottenuta esponendo i frutti al sole o ponendoli sulla paglia. La polpa, compatta e di colore bianco, presenta un'elevata acidità al momento del raccolto, e vanta un sapore ed un profumo estremamente caratteristici.

LA PRODUZIONE Se la produzione di questa varietà è ormai così limitata è per le difficoltà legate alla sua coltivazione e, soprattutto, per la garanzia di una sola annata produttiva ogni due dalla resa scarsa. Per limitare questo fenomeno si dovrebbe procedere ad un'operazione di forte diradamento dei frutti in formazione sulla pianta che, a causa dei costi elevati, scoraggia i coltivatori a perpetrarne la coltura. Il raccolto viene effettuato durante il mese di novembre e le mele si consumano fino all'inizio della primavera.

LA CULTURA A Belfiore, però, le mele locali sono considerate una vera istituzione ed è per questo che ogni anno, a ridosso del periodo del raccolto, si celebra la Festa della Mela di Belfiore, ormai giunta alla sua 65° edizione.

IN CUCINA Questi frutti sono talmente profumati che un tempo venivano persino utilizzati per dare un buon odore ad armadi, cassetti e guardaroba. Le caratteristiche gustative ed olfattive di queste mele, comunque, le rendono ideali per il consumo al naturale e perfette per preparare delle ottime mostarde.

La ricetta: Mostarda di mele. Ingredienti: 500 grammi di mele, 250 grammi di zucchero, 6-7 gocce di senape. Unite allo zucchero le mele sbucciate e tagliate a fettine e fate riposare per almeno un giorno. Quando si sarà formato lo sciroppo, separatelo dai frutti e fatelo bollire per circa un'ora, versatelo nuovamente sulle mele e fate riposare il composto per altre 24 ore. Ripetete quindi l'operazione facendo bollire, nuovamente, lo sciroppo e versandolo sulle mele. Trascorse altre 24 ore, fate bollire per alcuni minuti lo sciroppo assieme ai pezzi di mela e, una volta freddato, insaporite il composto con 6 o 7 gocce di senape.

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IL TERRITORIO Ricco di testimonianze di differenti epoche storiche incorniciate da scenari ricchi di fascino, il territorio del Basso Veronese è una fonte inesauribile di sorprese e spunti per intraprendere interessanti itinerari di elevato interesse storico, culturale e naturalistico. Da non perdere, tra i siti più affascinanti, il magnifico Santuario Madonna della Strà a Belfiore, il Castello Bevilacqua, la Pieve di San Salvaro a San Pietro di Legnago, la Pieve di San Giovanni in Campagna a Bovolone, la Chiesa di Scardevara presso Ronco all'Adige, le magnifiche ville Dionisi a Cerea, Fascinato a Terrazzo e Pindemonte Fiumi a Roverchiara, oltre ai numerosi musei che custodiscono preziosi reperti ed opere d'arte che permettono di approfondire gli aspetti più interessanti della storia e della cultura di questa splendida zona del Veneto.

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