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Nadalin: Natale a Verona con l'antenato del Pandoro

Per molti cittadini veronesi è lui il vero dolce natalizio locale. Le sue origini sono molto più antiche ed il suo legame con il territorio ancora più profondo

pandoro nadalin impasto stampo dolce stella natale
©scazza_/Flickr Creative Commons CC BY NC ND 2.0
Dolce a otto punte
L'autentico Natale veronese è quello accompagnato dal soffice gusto del Nadalin, antenato del più famoso Pandoro e dolce della tradizione per eccellenza, al punto che molti Veronesi lo prediligono al rinomato discendente perchè più antico e ancor più profondamente legato al suo territorio di origine.

LA TRADIZIONE Pensando al Natale veronese viene immediatamente in mente il Pandoro, dolce natalizio per eccellenza che vide per la prima volta la luce alla fine del XIX secolo per mano di Domenico Melegatti. A meno che non si viva o si frequenti abitualmente la bella città di Romeo e Giulietta, difficilmente si pensa al Nadalin che del più famoso Pandoro è il diretto antenato. Bisogna risalire ben sei secoli addietro rispetto alla nascita del Pandoro per collocare le antiche origini di questo morbido dolce natalizio. Era, infatti, la fine del XIII secolo quando venne preparato per la prima volta in occasione del primo Natale dopo l'investitura dei nobili Della Scala come signori della città. Da allora il Nadalin è diventato uno dei simboli del Natale della città veneta e, ancora oggi, nonostante sia stato spesso sostituito dal più rinomato discendente, è rimasto nei cuori e, non di rado, sulle tavole di molti cittadini veronesi particolarmente legati alla sua lunga storia e alla sua soffice bontà.

LA DENOMINAZIONE A dimostrazione di quanto la città di Verona si senta particolarmente legata a questo dolce, dal 2012 il Nadalin ha ottenuto il riconoscimento della De.Co., il marchio di garanzia che i comuni italiani hanno la facoltà di attribuire ad alcuni dei loro prodotti in un'ottica di valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali.

LE CARATTERISTICHE Rispetto al suo blasonato successore il Nadalin è un dolce meno lievitato e, di conseguenza, non particolarmente alto. Ha una consistenza più compatta di quella del Pandoro ed un sapore più dolce. La forma è solitamente quella della stella a otto punte ma dai contorni meno netti e delineati di quelli della versione rivisitata da Melegatti. Non è raro trovarne di forma simile al panettone e con una leggera glassatura in superficie.

LA PRODUZIONE Solitamente preparato con il lievito di birra, in quel di Verona non mancano produttori che ne propongono una variante arricchita con lievito naturale. In ogni caso chiunque si ritrovi a bazzicare la bella città veneta nel periodo di Natale, non avrà difficoltà a trovare ed assaggiare il gustoso "papà" del pandoro.

LA CULTURA Sono molti i Veronesi "doc" che all'ormai celeberrimo Pandoro preferiscono il suo antenato, proprio a causa delle sue origni ben più antiche e della minore diffusione al di fuori dei confini locali che gli conferisce una connotazione più territoriale rafforzando il legame con la sua città natale.

IN CUCINA Caratterizzato da una ricetta più semplice e meno elaborata di quella del Pandoro, che prevede diversi rimpasti, il Nadalin può essere facilmente preparato anche in casa. Così anche chi è lontano dal Veneto, può scoprire il gusto più antico ed autentico del Natale veronese.

La ricetta: Nadalin. Ingredienti: Per l'impasto: 500 grammi di farina, 200 grammi di burro, 3 uova, 150 grammi di zucchero, 60 grammi di lievito di birra, scorza grattugiata di limone, i semi di una bacca di vaniglia, un pizzico di sale. Per la copertura: pan di spagna sbriciolato, marsala all'uovo, mandorle, pinoli, granella di zucchero. Preparate l'impasto lavorando la farina con dell'acqua e il lievito. Aggiungete, quindi, lo zucchero, i semi della bacca di vaniglia, la scorza di limone, le uova e, da ultimo, il burro. Lasciate lievitare per almeno un'ora ad una temperatura di circa 27°. Incidete, quindi, la superficie del panetto disegnando un quadrato, poi modellatelo con le mani fino a creare la forma di una stella ad otto punte e lasciatelo lievitare così, a circa 27°, fino a che non avrà raddoppiato di volume. Preparate, quindi, la copertura bagnando il pandispagna nel Marsala all'uovo, e, al termine della lievitazione, distribuitela sulla superficie del Nadalin, aggiungete le nocciole e le mandorle tritate e la granella di zucchero, poi infornate a 180° per circa 35-45 minuti.

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IL TERRITORIO Adagiata ai piedi dei Monti Lessini e solcata dal fiume Adige che le dona scorci estremamente pittoreschi, Verona è una città che trasmette magia. Sarà per i suoi palazzi rinascimentali, o forse per le atmosfere che avvolgono l'Arena che evocano un passato tanto lontano quanto glorioso, o sarà, forse, perchè ha fatto da sfondo alle vicende shakespeariane di Romeo e Giulietta, ma la splendida città veneta conquista proprio tutti e fa da cornice d'eccezione ad ogni fuga romantica a caccia di bellezze indimenticabili.

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