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Calabria: profumo di anice nero sulle pendici della Sila

Sul magnifico altopiano baciato dal sole crescono spontanea questa varietà unica e tradizionale che dona un tocco speciale ad ogni ricetta

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©enzodebernardo/iStock
Taralli
Le pendici soleggiate della Sila fanno da teatro ad una ricchissima tradizione enogastronomica di cui i prodotti del territorio sono protagonisti illustri e gustosi. L'anice nero è uno di questi e, grazie alle sue proprietà gustative ed olfattive, rappresenta una vera eccellenza calabrese nonostante sia diventato sempre più difficile da trovare sul mercato.

LA TRADIZIONE La ricca natura dell'altopiano della Sila, ricoperto di boschi rigogliosi e placidi laghi non contribuisce soltanto a creare scenari incantevoli che fanno la gioia degli escursionisti e degli amanti della natura, ma anche una fonte inesauribile di profumi e di sapori che si riversano nelle specialità della tradizione gastronomica calabrese regalando prodotti dal gusto e dagli aromi inconfondibili. Sono tantissime, infatti, le piante aromatiche che crescono spontanee sulle pendici più soleggiate del monte ed ognuna dona tocco davvero speciale ad ogni piatto. Tra di esse l'anice nero è, probabilmente, una delle più particolari e tradizionali. Sebbene, infatti, sia da sempre presente in abbondanza sull'altopiano e abbia a lungo rappresentato un importante ingrediente diverse ricette locali e di inebrianti liquori, questa varietà di anice tipica della Sila è difficile da individuare ed oggi sono rimasti in pochi a saperla riconoscere e ad avere le conoscenze per sfruttarne a pieno le caratteristiche e le proprietà. Proprio per questo, sempre più frequentemente viene sostituita con l'anice comune rischiando, dunque, di cadere nell'oblio.

LA DENOMINAZIONE Promosso e tutelato dalla Fondazione Slow Food che lo ha inserito nella sua Arca del Gusto per tenere viva la tradizione legata alla sua raccolta e al suo utilizzo nell'enogastronomia locale, l'anice nero della Sila (chiamato anche “ananzu” nero) viene utilizzato come materia prima per produrre il prelibato liquore che si ricava dall'infusione e dalla distillazione dei suoi semi e che ha meritato l'inserimento nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

LE CARATTERISTICHE L'anice nero è una pianta spontanea caratterizzata da acheni neri e piccoli della lunghezza di circa 1-2 millimetri, talvolta dotati di un piccolo peduncolo residuo di circa mezzo millimetro. Vanta un sapore incredibilmente intenso, più deciso di quello dell'anice comune, e caratterizzato da una piacevole nota di vaniglia ed un retrogusto dolciastro.

LA PRODUZIONE Se questa varietà di anice ha subito un notevole calo della diffusione e dell'utilizzo in cucina è perchè, ormai, è diventata un prodotto raro che si può trovare soltanto in pochi mercatini locali, e soprattutto costoso, basti pensare che il suo prezzo di vendita può raggiungere anche i 150 euro al chilogrammo.

LA CULTURA Uno degli utilizzi più comuni dell'anice nero è il suo impiego come ingrediente per la preparazione dei tradizionali “taralli all'anice” calabresi. Ogni paese della Sila vanta una differente ricetta di questa specialità ma ognuna deve rigorosamente prevedere l'utilizzo di anice nero.

IN CUCINA Che venga utilizzato per preparare gustosi dolci, croccanti biscotti o stuzzicanti taralli da inzuppare nel latte o accompagnare con il vino, l'anice nero dona una nota aromatica unica ad ogni ricetta. Rappresenta, inoltre, un'ottima materia prima dalla quale ottenere liquori dalle spiccate note gustative ed olfattive.

La ricetta: Taralli calabresi ai semi di anice. Ingredienti: 250 grammi di farina, mezzo bicchiere di vino bianco, 50 grammi di strutto, sale, semi di anice. Disponete la farina a fontana e al centro aggiungete lo strutto, un presa di sale e i semi di anice. Lavorate gli ingrediente fin qiando la farina non avrà assorbito lo strutto e, soltanto a questo punto, cominciate a versare il vino a filo. Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo ricavatane dei rotolini che chiuderete su sé stessi unendo le due estremità. Fate bollire una pentola di acqua, poi immergetevi i tarali che scolerete quando saranno saliti a galla. Scaldate, infine, il forno a 180° e cuocete i taralli per circa 20 minuti o, comunque, sin quando non risulteranno ben lucidi e dorati in superficie.

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IL TERRITORIO Situato nel cuore del territorio che ha dato le origini anche al Caciocavallo Silano, il Parco Nazionale della Sila è un luogo che merita di essere scoperto ed esplorato. Si estende su una superficie di oltre 70.000 ettari che comprende più di 20 comuni delle provincie di Catanzaro, Cosenza e Crotone. I bellissimi paesaggi offrono molteplici spunti per soggiorni all'insegna della natura, della cultura e della tradizione.
DA VEDERE IN SILA GRANDE E IN SILA PICCOLA

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