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Conca dei Marini: romantico paradiso baciato dal sole

Tra gli scorci della Costiera Amalfitana, un borgo dalle atmosfere magiche 

 Veduta di Conca dei Marini, Costiera Amalfitana
© di I, Mess. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons 
Conca dei Marini, veduta della Marina
Non occorrono tante parole per descrivere il fascino dell'incantevole borgo di Conca dei Marini, tra Amalfi e Positano. E' sufficiente citare quella breve quanto evocativa frase con cui romanticamente viene descritto e che recita: "in ogni finestra il sole, da ogni finestra il mare". Oppure basta affidarsi all'appellativo con il quale la località viene spesso chiamata, la Conca dei gradini. Sì perchè è proprio così che si presenta questa preziosa perla della Costiera Amalfitana. Un piccolo angolo di paradiso baciato dal sole e affacciato sul mare da esplorare salendo e scendendo le "scalinatelle" che si arrampicano sulla collina coperta di orti, limoneti ed uliveti, immerse in un inebriante profumo di erbe aromatiche.

Ed è proprio accompagnati da un'irresistibile fragranza che ci si abbandona all'esplorazione di alcuni dei luoghi più affascinanti del borgo percorrendo il Sentiero delle cinque essenze, una strada panoramica che, attraverso viti, limoni, ulivi, carrubi e melograni, conduce dapprima alla chiesa di Sant'Antonio, con il suo belvedere sul mare ed il campanile con volta a cuspide ricoperta di maioliche, poi a quella di San Michele ed, infine, ad un piccola edicola sacra arroccata su una roccia dalla quale si scorgono i precipizi di Furore. Le chiese del borgo rappresentano il filo conduttore ideale per la scoperta dei suoi scorci e dei suoi siti più significativi.

Passeggiando da una chiesa all'altra, infatti, si potranno ammirare le graziose casette della parte bassa del borgo che si specchiano in una baia limpidissima, le costruzioni imbiancate a calce della parte alta che fanno capolino tra gli orti e i frutteti, le piccole scalinate che le collegano le une alle altre e i magnifici scenari che si aprono tutt'attorno. Ognuna delle chiese storiche del borgo, infatti, si erge in posizione panoramica, regalando vedute mozzafiato. La chiesa di San Pancrazio, ad esempio, citata sin dal XIV secolo, regala atmosfere quasi messicane con le palme che adornano il sagrato. L'uliveto circostante è teatro di una delle leggende più misteriose del borgo che narra degli incontri tra le cosiddette "janare", donne che venivano considerate streghe intente a organizzare rituali e preparare filtri con le erbe.

Merita certamente un visita la chiesa di Santa Maria di Grado, annessa all'ex convento di Santa Rosa, oggi struttura alberghiera, ma un tempo dimora delle monache di clausura che tra queste mura crearono la celebre sfogliatella di Santa Rosa, uno dei dolci più amati della pasticceria napoletana. Magnifiche anche le due cappelle dell'Immacolata, in piazza Olmo, e della Madonna della Neve presso la marina. Ma non si può abbandonare Conca dei Marini senza aver raggiunto la sorprendente Grotta dello Smeraldo, un antro dalle atmosfere magiche in cui la luce, penetrando da un'apertura sotterranea, tinge le acque di meravigliose sfumature verdi che rischiarano le sagome multiforme delle stalattiti e delle stalagmiti, e senza essersi presentati al cospetto della solitaria torre di guardia, detta Torre Bianca, che si erge, con la sua cinquecentesca struttura quadrangolare, sulla cima del promontorio.

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