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È vera Magliana quella di Non ci resta che il crimine?

Nel nuovo film di Massimiliano Bruno ritroviamo la famigerata Banda della Roma criminale di qualche anno fa… e una Trastevere diversa.

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L'anno scorso avevamo privilegiato una Roma diversa, meno celebrata dalle guide turistiche, ma ugualmente affascinante e capace di sorprendere - da San Lorenzo e l'Esquilino all'Appio Claudio e Rebibbia - eppure prima di tornare a tuffarci degnamente nelle meraviglie di Trastevere o Garbatella c'è una occasione interessante per un viaggio nel tempo e nella Capitale. Quello alla base del film Non ci resta che il crimine di Massimiliano Bruno, in sala dallo scorso 10 gennaio, nel quale Alessandro Gassman, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Ilenia Pastorelli sono protagonisti di un ritorno al passato, al 29 giugno del 1982 - per la precisione - subito dopo la vittoria dell'Italia contro l'Argentina.

È quello che succede a tre improbabili amici di lungo corso che nel 2018, con scarsi mezzi ma un indomabile talento creativo, decidono di organizzare un 'Tour Criminale' di Roma alla scoperta dei luoghi simbolo della Banda della Magliana. L’idea, ne sono convinti, sarà una miniera di soldi. Abiti d’epoca, jeans a zampa, giubbotti di pelle, stivaletti e Ray-Ban specchiati, ed è fatta... sono pronti per lanciarsi nella nuova impresa. Se non fosse che, per un imprevedibile scherzo del destino, vengono catapultati negli anni '80 nei giorni dei gloriosi Mondiali di Spagna e si ritrovano faccia a faccia con alcuni membri della Banda che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio. Per non parlare dell’incontro con Sabrina, una vulcanica e dirompente ballerina che rischia di scombinare ancora di più le carte. Per i tre amici potrebbe rivelarsi una ghiotta occasione di riscatto… forse.

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Ma della Magliana - come accaduto anche per la realizzazione del Dogman di Matteo Garrone - non c'è tantissimo nella commedia "in cui la realtà supera l’immaginazione e in cui tutto può succedere", come avverte lo stesso lancio della produzione. Che dal 21 maggio, fino circa alla metà di luglio, per sette settimane di riprese, ha frequentato soprattutto i vicoli di Trastevere. Come risulta evidente sin da subito, dalle prime scene in cui vediamo i 'tre moschettieri' di turno ciondolare e abbordare turisti di fronte al Bar San Calisto dell'omonima piazza, a ridosso di quella di Santa Maria in Trastevere. La scorsa estate il locale del popolare Marcellino era stato chiuso per qualche giorno, accusato di essere "abituale ritrovo di persone pregiudicate", scatenando un moto di solidarietà popolare. Ricostruzione storica e realtà si sono confuse come nel film, riportandoci a un passato nel quale invece di Lapo Elkann e Ivano Di Matteo da queste parti erano di casa 'Renatino' De Pedis e i suoi complici della Banda della Magliana.



Sarà stato effetto dell'opera di Bruno se nello stesso periodo - agosto 2018 - son stati messi i sigilli anche al ristorante San Michele di Luciano De Pedis, fratello maggiore del boss Enrico (detto 'Renatino', appunto, il 'dandy')? Chissà. Di certo la fama di quella 'batteria' di criminali non è mai svanita del tutto a Roma, diffondendosi in tutta la nazione dopo i vari Romanzi Criminali fino a creare una vera curiosità anche turistica che da oggi potrà affiancare le location cinematografiche a quelle dei fatti di sangue che furono… E così - a parte il borghetto della moderna Ostia Antica mostrato da Poveri ma ricchissimi, con il castello di Giulio II e la chiesa di Sant'Aurea che vediamo nelle primissime immagini del film - la scalinata di Piazza di S. Agostino e i dintorni del Corviale (scelto per le esecuzioni dei nostri 'cattivi') potrebbero unirsi alle tappe più tradizionali.

In primis la Basilica di Sant'Apollinare, dove il boss ucciso davanti a via del Pellegrino 65 venne inizialmente sepolto e dove la banda custodiva il proprio tesoro, il laboratorio di via Nansen o la storica pizzeria Popi Popi (dell'altro fratello De Pedis) e piazza San Cosimato, luogo dell'esecuzione del Negro nel settembre 1980). E poi il night club di Ostiense situato nei locali dell'ex Alpheus (o Planet) o la casa della 'Pupa' Ilenia Pastorelli in via Piccolomini 57, per concludere obbligatoriamente con il Bar Fermi a Marconi e il bar di via Chiabrera, vero e proprio quartier generale degli anni d'oro della Banda.
 
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