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Mostre, arte, autunno, Veneto

Veneto da Bellini ai Maya: le mostre in evidenza

Un'ampia offerta di mostre d'arte caratterizza l'arrivo dell'autunno nel Veneto. Ecco le più importanti

Ritratto del doge Leonardo Loredan
Villaggio Globale International
Vittore Carpaccio - Ritratto del doge Leonardo Loredan, 1501-1505 
In occasione del cinquecentenario dell’istituzione del Ghetto di Venezia a Palazzo Ducale fino al 13 novembre è possibile visitare la mostra “Venezia, gli ebrei e l’Europa 1516 - 2016” che intende descrivere i processi che sono alla base della nascita, della realizzazione e delle trasformazioni del primo “recinto” al mondo destinato agli ebrei.  Curata da Donatella Calabi con il coordinamento scientifico di Gabriella Belli e il contributo di un nutrito pool di studiosi, la mostra copre l'arco di tempo che va oltre la caduta della Repubblica e l’apertura delle porte per volere di Napoleone: apparirà in mostra anche il ruolo degli ebrei nell’età dell’assimilazione e nel corso del Novecento. 
 
A 18 anni di distanza dalla mostra del 1998 sui Maya di Venezia, torna in Italia il racconto della storia di un popolo che non cessa di affascinarci per le sue conoscenze matematiche, per i suoi raffinatissimi sistemi calendariali e per le sue realizzazioni artistiche. Si tratta della mostra “Maya. Il linguaggio della bellezza” che al Palazzo della Gran Guardia di Verona presenta oltre 250 opere provenienti dai principali musei del Messico. L'esposizione affronta per la prima volta il tema della cultura di questo antico popolo attraverso le parole e i testi degli stessi Maya, grazie ai risultati delle ultime ricerche scientifiche e in particolare alla decifrazione della loro scrittura. I visitatori potranno così leggere direttamente i testi Maya senza sfuggire a temi avvincenti come le profezie.
 
A cento anni dalla scomparsa di Federico Zandomeneghi, Palazzo Zabarella di Padova dedica al maestro veneziano una grande antologica che rimarrà aperta fino al 29 gennaio 2017. L’esposizione intitolata L'impressionismo di Zandomeneghi presenta cento opere tra dipinti a olio e pastelli, provenienti dalle più importanti e prestigiose istituzioni pubbliche e private. Pittore della vita moderna, l'artista è stato sulla scintillante scena parigina tra ‘800 e ‘900 il cantore della donna emancipata, rappresentata nei vari momenti della quotidianità, dal rito della toilette alla passeggiate al Bois, dalla lettura alle serate mondane a teatro. Attraverso uno stile inconfondibile e un uso raffinatissimo della tecnica, tanto a olio che a pastello, Zandomeneghi ha fissato sulla tela, le fisionomie, i gesti, il fascino della Belle Époque, creando l’immaginario femminile della donna parigina.
 
Ritorna a vicenza dopo 4 secoli, l'olio su tavola “La Trasfigurazione di Cristo”, capolavoro di Giovanni Bellini che oltre ad essere al centro di una mostra dossier in Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, è inserito nell’Itinerario Belliniano promosso della Città. Si tratta di un itinerario che, nello spazio di una passeggiata di pochissimi minuti, nel cuore della città, offre due altri capolavori del grande artista: il grandioso “Battesimo di Cristo”, in Santa Corona, e il “Cristo crocifisso”, in Palazzo Chiericati. Ricordiamo che la Trasfigurazione venne commissionato al Bellini per essere collocato sull'altare della cappella Fioccardo della Cattedrale di Vicenza anche se nel 1613 venne rimossa. La si ritrova più avanti nella Collezione Farnese a Parma. Con il passaggio degli eredi Farnese a Napoli, nel 1734 anche il Bellini seguì Carlo di Borbone. Prima collocato a Palazzo Reale, entrò poi nella Collezione Farnesiana di Capodimonte, fino ad essere trasferito nel 1806 a Palermo.
 
 
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