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Todi cosa fare e vedere

Umbria, cosa fare e vedere a Todi

Fascino d'altri tempi nella cittadina medievale che ha dato i natali a Jacopone da Todi

Veduta
©iStockphoto
Veduta panoramica di Todi
E’ stata una rivista americana a definire Todi come la Città più vivibile del mondo e non è un caso. In provincia di Perugia, è una ridente località che emana bellezza da ogni angolo perché ha saputo mantenere intatto tutto il suo sapore medievale, l’eleganza e le suggestioni di una volta. Complice anche la posizione incantevole, su una collina a dominare la Valle del Tevere. La sua cerchia di mura è composta da tre stratificazioni, quella etrusca, quella romana e quella medievale, e al loro interno sono custoditi i tesori più belli. Ad incominciare dalla piazza principale, ovvero Piazza del Popolo, cuore pulsante della cittadina con le sue dimensioni di circa 98 x 45 metri, La piazza si trova su una doppia serie di 12 antiche cisterne risalenti all’età etrusco-romana e vi si affacciano alcuni degli edifici più importanti come il complesso del Palazzo Comunale, nato dall’unione del Palazzo del Popolo, in cui sono ospitati il Museo lapidario, la Pinacoteca Civica e il Museo Etrusco Romano; il duecentesco Palazzo del Capitano e il Palazzo dei Priori, terminato nel XIV secolo. Il Duomo, eretto nel XII secolo sui resti di un tempio dedicato al dio Apollo, è caratterizzato da una lunga scalinata d’accesso e da una bella facciata romanica: una volta salite le scale si ha una bella panoramica della piazza dall’alto. Oggi la piazza rappresenta un anello di congiunzione tra passato e presente, poiché, oltre ad ospitare le costruzioni cittadine più importanti, è il punto di ritrovo per abitanti e visitatori grazie anche ai suoi negozi e ai caffè A questo proposito andiamo a scoprire qualcosa di più su Piazza del Popolo e sulle Cisterne, formate da oltre 5 chilometri di cunicoli e gallerie che comprendono oltre 30 cisterne premorame, romane e medievali.



A Todi scopri anche i musei

Ad una ventina di metri dalla piazza si erge la Chiesa di San Fortunato dedicata al santo patrono della città. La struttura venne edificata nel XIII secolo e conserva nella cripta la tomba del poeta umanista Jacopone da Todi. Ma è celebre anche per l’affresco della Madonna col Bambino di Mascolino da Panicale e per il campanile sul quale è possibile salire e che offre una meravigliosa vista sulla città sottostante e sulle verdi colline umbre che circondano il borgo. La scalinata della chiesa è la più grande di tutta l’Umbria dopo quella di San Francesco di Assisi. Scopriamo di più sulla Chiesa di San Fortunato

Procedendo verso Porta Marzia si ammirano gli scorci medievali più suggestivi perché ancora con le caratteristiche rimaste intatte. Interessanti sono i Nicchioni Romani di Piazza del Mercato Vecchio, la Fonte Cesia del Seicento e la piccola chiesa romanica di Sant’Ilario. I primi furono costruiti con grandi blocchi di travertino e si presentano come 4 grandi absidi sormontate da  un cornicione che presenta una decorazione in stile gotico. L’origine di queste volte alte 11  metri e spesse 6 è ancora avvolta nel mistero: alcuni studiosi ritengono che facessero parte di una basilica o di un foro romano. La Fonte Cesia è conosciuta anche come Fonte della Rua ed è uno degli angoli più caratteristici della città. Si apre lungo Corso Cavour ed è stata costruita nel 1606 per volere del vescovo, alimentata dalle acque che provenivano dal colle della Rocca attraverso uno degli acquedotti più estesi della città. La bella via alberata al di sotto di Piazza del Mercato Vecchio conduce alla Chiesa di San Carlo o Sant’Ilario, caratterizzata da un campanile a vela aperto da due trifore sovrapposte. La facciata, in stile gotico-lombardo, presenta cinque dentellature orizzontali; il rosone è costituito da otto colonne a raggiera che si uniscono in un anello perfettamente collocato al centro. La chiesa conserva all’interno la Madonna della Misericordia, affresco di Giovanni Spagna e due tele a olio, una raffigurante San Carlo e l’altra Sant’Ilario. 



Un altro fiore all’occhiello della città è il Tempio della Consolazione, che sorge all’esterno delle duecentesche mura. Altissimo esempio di arte rinascimentale venne costruito tra il 1508 e il 1607, con il progetto attribuito a Donato Bramante. Il particolare edificio presenta una struttura a pianta centrale sormontata da una bellissima cupola, che ospita nell'altare al suo interno un’antica immagine della Madonna, la quale, secondo la tradizione, era miracolosa. Anche la Rocca di Todi, essendo costruita su una collina nel punto più alto della città, è perfetta per ammirare il panorama: costruita nel 1373 e voluta da Papa Gregorio XI, offre la possibilità di passeggiare nel bel parco circostante.



Gli appassionati di natura non possono lasciarsi sfuggire le emozionanti escursioni lungo il Parco Fluviale del Tevere, che si snoda per circa 50 chilometri sul corso del Fiume Tevere attraversando i territori di Todi e Orvieto. Oltre ad essere una zona ricca di flora e fauna selvatiche, si tratta anche di una vera e propria area archeologica all’aperto. Neanche i buongustai rimarranno delusi. Sulle tavole, accanto al tradizionale pane, si trova spesso il pan caciato (o nociato), un panetto tondo di piccole dimensioni con noci, formaggio e uvetta. Il piatto tipico più famoso è la palomba todina o alla ghiotta, a base di piccione allo spiedo condito da una particolare salsa che dona al piatto un aroma particolare. Per accompagnare la palomba non può mancare un bicchiere di Grechetto di Todi DOC, un bianco dal tipico colore giallo paglierino intenso, ricco di delicate note floreali e fruttate, talmente buono da essere stato citato addirittura da Plinio il Vecchio nel primo secolo dopo Cristo. Tra le altre specialità pappardelle al cinghiale, spaghetti agli asparagi selvatici, strangozzi, tagliatelle al profumo di bosco, torta al formaggio, i maccheroni dolci tipici del periodo di Tutti i Santi. 
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