Cerca nel sito
Trevi cosa vedere

Trevi, le meraviglie della Città dell'Olio

Passeggiata alla scoperta di uno dei borghi più interessanti dell'Umbria e le sue curiosità 

Trevi veduta
©iStockphoto
Veduta di Trevi dall'alto
Nei pressi della Via Flaminia e delle rive del Clitunno, tra Assisi e Montefalco, sorge Trevi (nella foto sotto), una bellissima località che arricchisce il circuito dei borghi dell’Umbria da non perdere. Siamo nella zona patria del Sagrantino dove, tra degustazioni di vini e prodotti tipici tra cui l’olio si va alla scoperta di vere e proprie perle capace di incantare anche il visitatore più esigente. Trevi, conosciuta anche come Città dell'Olio, è una di queste: appare immersa tra gli ulivi e, avvolta tutta intorno ad una collinetta sul versante orientale della Valle Umbra, si adatta ad un percorso a chiocciola, fatto che caratterizza il suo impianto urbanistico a cerchi concentrici. Le sue origini sono piuttosto antiche, essendo stata prima insediamento degli Umbri e poi dei Romani. Proprio a testimonianza del periodo romano restano le mura di cinta del I secolo a.C., sulle quali sono state innestate le mura medievali. 


                                                         Veduta panoramica di Trevi

Passeggiando per il centro, qualche curiosità
Il centro storico trova il suo culmine in Piazza Mazzini, elegante ritrovo cittadino chiusa su un lato dal Palazzo comunale, risalente al XIII secolo ma rimaneggiato in epoche successive, con portico terreno e robusto torrione del Duecento, accanto al quale svetta la Torre civica, simbolo del borgo. Proprio attraversando la porta che si trova nell’angolo della piazza, ai piedi della Torre Civica, si può scoprire una piccola curiosità: si tratta di un disegno monocromo ancora visibile su un antico palazzo nobiliare, Casa Petrucci, che porta la data del 1512 e che racconta il mito di Atteone, che venne trasformato in cervo da Diana dopo aver guardato la Dea nuda mentre si faceva il bagno. Da Piazza Mazzini vale la pena incamminarsi verso il primo vicoletto che ci si trova di fronte avendo il colonnato del Palazzo Comunale sulla destra. Si può notare, infatti, un’altra attrattiva curiosa, ovvero una delle tante porte del morto disseminate nel centro storico. Di origine medievale, la porta del morto era posizionata accanto alla porta d’ingresso principale ma era murata, perché veniva aperta solo quando una bara doveva essere portata fuori la casa. C’è ancora incertezza sulle origini di questa usanza, in quanto alcuni credono che la porta del morto servisse per far uscire la bara da un ingresso secondario per far si che lo spirito del defunto, al contrario, restasse dentro la casa senza lasciare la famiglia. Per altri, invece prevale la teoria che bisogna guardare alla struttura stessa delle case medievali, poiché subito dopo l’ingresso principale si trovava una ripida scalinata che conduceva alle stalle o alle botteghe situato al piano di sotto. Essendo questa entrata poco agevole per far passare una bara, si provvedeva a costruire una porta secondaria adatta a tale scopo. Dopo Piazza Garibaldi si raggiunge Viale Ciuffelli, una bellissima strada alberata che porta al convento francescano di San Martino, lungo la quale si apre un meraviglioso panorama.


                                                      Vicolo nel centro storico di Trevi

Tra palazzi e chiese
Tra gli edifici civili spiccano Palazzo Lucarini, uno dei più prestigiosi, che ospita il Museo d’arte contemporanea (maggiori info le trovi qui), Villa Fabbri dei Boemi, risalenti al Seicento, Palazzo Natalucci con le sue caratteristiche porte arabe e Palazzo Valenti dove è conservata una delle più antiche raccolte archeologiche dell’Umbria. Numerose sono le architetture religiose, molte delle quali dall’alto valore estetico. Il Duomo di Sant’Emiliano (nella foto sotto) in stile romanico, sorge al sommo del colle di Trevi e caratterizza il profilo dell’abitato con la sua mole e l’elegante campanile; la Chiesa romanica di Santa Maria di Pietrarossa, il cui termine “pietrarossa” deriva da un blocco lapideo con un foro centrale, presente al suo interno; la Cappella di San Girolamo, splendidamente affrescata dallo Spagna e da Tiberio di Assisi, e adiacente, la Chiesa di San Martino con l'annesso convento. Ci sono poi la Chiesa del Crocifisso che custodisce altri affreschi dello Spacca, il convento di Santa Chiara e adiacente la Chiesa di Santa Croce che custodisce una tela di Lazzaro Baldi. In prossimità dell’Abbazia benedettina che si accompagna alla Chiesa di San Pietro in Bovara si trova un altro monumento, di tipo naturalistico però: è il celebre olivo di Sant’Emiliano, una pianta che vanta oltre 1700 anni. 


                                              Veduta esterna del Duomo di Sant'Emiliano

Il Santuario della Madonna delle Lacrime
Salendo verso il centro storico si incontra il Santuario della Madonna delle Lacrime che, secondo la tradizione, deve il suo nome alla lacrimazione di un dipinto raffigurante la Madonna, episodio al quale seguirono vari miracoli. Il dipinto fu eseguito da un devoto e ancora oggi è conservato nel santuario: le lacrime vermiglie iniziarono a sgorgare i 5 agosto 1485 e da quel giorno fu luogo di pellegrinaggi e venerazione. La struttura è a croce latina irregolare con un’unica navata slanciata verso l’alto con ampie volte a crociera e rappresenta un significativo esempio del Rinascimento in Umbria. Ci sono diverse cappelle affrescate dove si ammirano capolavori come l’Adorazione dei Magi del Perugino e la Deposizione di Giovanni di Pietro detto lo Spagna. Fu proprio la costruzione del santuario a dare inizio ad un periodo di grandi trasformazioni urbanistiche a Trevi che videro la realizzazione di importanti palazzi nobiliari che cambiarono il volto medievale della città. Scopri qualcosa di più sul Santuario di Trevi

Una passeggiata a Trevi in chiave romantica 
 
Saperne di più su CULTURA
Correlati per regione Umbria
Seguici su:
Le Offerte della Settimana
Altri luoghi da visitare
Chi siamo | Privacy | Cookie Policy | Copyright © 2019 GEDI Digital S.r.l. Tutti i diritti riservati