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Tuglie Festa Patronale Santa Maria Annunziata

Puglia: a Tuglie la festa patronale con i pulcini

E’ da metà Settecento che la località salentina ogni anno celebra la patrona con una fiera del bestiame e grandiosi spettacoli pirotecnici

Chiesa madre di Tuglie<br>
© Wikipedia
Chiesa di Santissima Maria dell'Annunziata, Tuglie
Nell’entroterra del versante ionico del Salento, a meno di 40 chilometri da Lecce, si trova il comune di Tuglie, il cui monumento più importante è la chiesa madre di Maria Santissima Annunziata, edificata agli inizi del Settecento in sostituzione di un precedente edificio religioso ed aperta al culto il 25 marzo 1734. La devozione per la patrona è quindi molto antica, e leggenda la fa risalire ad Almerico da Montedragone, nobile cavaliere di Sulmona, che da giovane era stato messo sotto la protezione dell’Annunziata, della quale era diventato un fervente devoto. Intorno al 1750 furono completati gli arredi della chiesa, comprendenti anche la statua della Vergine pronta per essere portata in processione e che ancora oggi viene venerata come protettrice.

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Ogni anno, in concomitanza della festa patronale, viene organizzata anche un’importante fiera del bestiame e degli attrezzi agricoli, nonché il tradizionale mercato dei prodotti casalinghi. Particolare della Fiera di Tuglie è anche la presenza di volatili da cortile, e protagonisti assoluti sono i pulcini, gli animali che vengono maggiormente scambiati: si deve a questa usanza l’attribuzione del nomignolo “purcini” agli abitanti di Tuglie. All’inizio del XX secolo la Festa in onore della patrona vive i momenti di maggiore splendore e la ricorrenza era molto sentita anche dai Tugliesi emigrati in America, pronti a contribuire economicamente alla sua realizzazione grazie alle offerte con cui ogni anno veniva realizzato il grandioso spettacolo pirotecnico, conosciuto con il nome di La Cumparsa, una bengalata che riproduceva l’immagine di un bastimento, simbolo della loro partenza dall’Italia.

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Devote alla Vergine con particolare trasporto erano anche le donne sterili per avere il dono della maternità, fatto che nel tempo ha portato la popolazione femminile ad impreziosire la statua della Madonna con ex voto anche molto pregiati, tra cui opere risalenti al Settecento. Tra le specialità tipiche della festa c’era un dolce a forma di cuore, preparato con zucchero caramellato e mandorle che i giovani regalavano alle fidanzate: in tempi moderni alcune usanze non esistono più o sono state soppiantate da prodotti nuovi, ma la grande devozione per la Vergine Annunziata resta invariata tra gli abitanti, tanto che famiglie tugliesi non mancano di dare ai propri figli il nome di Annunziata o Annunziato, Nunzia o Nunzio. Oggi, oltre alla processione, come ogni festa patronale che si rispetti non possono mancare prodotti enogastronomici che figurano sempre accanti i tradizionali concerti con le bande e ai grandiosi spettacoli pirotecnici che incantano abitanti e visitatori.  

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