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Tarquinia cosa vedere

Tarquinia, non solo necropoli

La città laziale non lontana da Viterbo ha molto da offrire oltre i tesori etruschi

Panorama
©iStockphoto
Veduta panoramica di Tarquinia
E’ stata una delle più vaste e potenti città dell’età classica, fondata con probabilità da Tarconte, capo della Lega Etrusca: Tarquinia, non distante da Viterbo, è conosciuta per ospitare la più grande testimonianza d’arte etrusca al mondo. E i più, infatti, vengono a visitare gli importanti siti archeologici Patrimonio Unesco, senza dare la giusta importanza al resto delle attrattive cittadine che invece meritano una sosta appropriata. Preziosi monumenti, interessanti musei, il suggestivo centro storico con chiese e palazzi storici ne fanno una destinazione perfetta in ogni momento dell’anno. Anche solo una passeggiata tra gli stretti vicoli e le stradine proiettano il visitatore in un’atmosfera sospesa e tranquilla in un agglomerato color sasso.



Insieme a Tarquinia scopri anche Cerveteri

Palazzo Vitelleschi (ecco cosa sapere è un autentico capolavoro architettonico, caratterizzato com’è dalla compresenza di elementi gotici e rinascimentali. Realizzato a partire dal 1436 per volontà del Cardinale Giovanni Vitelleschi è oggi adibito a Museo Nazionale Etrusco dove sono custoditi i tesori della Necropoli di Monterozzi: si possono scoprire i segreti di corredi funebri, sarcofagi, affreschi delle tombe più ricche, collezioni di oggetti di uso comune come vasi, bicchieri, piatti e ceramiche e ancora statue e monete che ne fanno la più vasta raccolta d’arte etrusca esistente. L'opera più significativa, simbolo stesso del museo è il celebre altorilievo dei Cavalli Alati, recuperato nelle rovine del tempio dell'Ara della Regina e databile tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C.. Con oltre 200 tombe dipinti, gli affreschi della Necropoli di Monterozzi rappresentano il più ampio nucleo pittorico esistente d'arte etrusca oltre ad essere anche il più importante documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana. Nonostante l’uso di decorare i sepolcri delle famiglie aristocratiche sia documentato anche in altri centri dell’Etruria, è solo a Tarquinia che raggiunse un cosi alto pregio grazie anche alle scene di carattere magico-religioso raffiguranti banchetti funebri, danzatori, suonatori e giocolieri. Opere che si possono ammirare nella Tomba dei Leopardi, delle Leonesse, del Guerriero, della Caccia e della Pesca, del Cacciatore, dei Cardarelli, del Fior di Loto e in molte altre. La Necropoli di Monterozzi si trova su un’altura ed est di Tarquinia ed è formata da circa 6000 sepolture, la maggior parte sono camere scavate nella roccia e sormontare da tumuli. Le più antiche di queste tombe risalgono dal VII secolo a. C. 



Le meraviglie di Tarquinia continuano nel centro storico anche tra gli edifici religiosi: il Duomo, principale luogo di culto del borgo che svetta con il maestoso campanile, venne costruito nel 1260 ed è dedicato a Santa Margherita; la Chiesa di Santa Maria in Castello, che si mostra con i suoi stili lombardi e cosmateschi ed è abbellita da mosaici policromi e che si raggiunge da Via Porta Castello dopo aver attraversato la porta con la Torre Dante e la Torre di Matilde di Canossa sullo sfondo; la Chiesa di Santa Maria di Valverde dedicata alla Patrona di Tarquinia che custodisce una preziosa Madonna di età Bizantina; la Chiesa della Santissima Annunziata con architetture arabe e bizantine.



Nel centro storico è possibile osservare i resti di quello che un tempo fu il Palazzo dei Priori e numerose torri che spiccano tra le case del borgo: soprattutto nella parte nord della città sono infatti visibili le antiche mura e le torri che conferiscono all’agglomerato urbano il suo aspetto tipicamente medievale. Vale lapena procedere circa un centinaio di metri dopo la Chiesa di Santa Maria in Castello per vedere la Fontana Nuova, il cui corpo più antico è una fontana anticipata da suggestive arcate, attorniata da un prato e sormontata dalla rupe tarquiniese. Sulla strada si apre una seconda vasca in pietra locale, con acqua freschissima che esce da tre bocche.

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Altro edificio di rilievo è il Palazzo Comunale, edificato nel cuore del centro nel XIII secolo: proprio questa posizione ha un alto valore simbolico in quanto realizzato lungo il tracciato della vecchia cinta muraria di cui la torre già faceva parte: questo sta a testimoniare l’espansione della città. L’edificio è in stile prevalentemente romanico con elementi gotici e presenta una facciata su Via San Pancrazio e l’altra, quella principale, su Piazza Matteotti. Al suo interno, si trova la celebre Sala degli Affreschi che in passato era l’aula consiliare del comune e oggi viene utilizzata per ospitare cerimonie, matrimoni civili ed altre funzioni pubbliche. Interessanti sono i dipinti attribuiti a C. Donati che ritraggono episodi e personaggi storici della città e sono databili tra il XVI ed il XVII secolo. 



Ma Tarquinia vuol dire anche mare, con un lido perfettamente attrezzato ed una spiaggia libera che alterna sabbia e pinete, e l’unica salina nel Lazio nella Riserva Naturale Saline di Tarquinia ideale per gli amanti del birdwatching. Lungo la costa, tra la foce del fiume Marta e la Riserva delle Saline a sud, si trova l'area archeologica di Gravisca, antico porto etrusco, zona oggi conosciuta con il nome di Porto Clementino in onore a Papa Clemente XIII che lo fece restaurare nel corso del Settecento Al margine meridionale del centro etrusco sono state rinvenute tracce di quello che  è conosciuto come Santuario Greco di Gravisca dove venivano venerate Era, Afrodite e Demetra nei loro equivalenti etruschi, o vero Ura, Vei e Tura.

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