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Sciacca Castello Incantato Bentivegna

Sciacca, tra le 'teste' di un regno magico e curioso

In Sicilia, il Castello Incantato. L'opera surreale di un artista eccentrico

Castello Incantato di Sciacca
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Castello Incantato di Sciacca
Viene chiamato Castello Incantato, ma, anche se la magia non manca, non è un vero e proprio maniero. Certo, l’impressione di entrare in un ‘regno’ speciale è davvero ciò che si avverte oltrepassando i cancelli d’ingresso, e probabilmente è anche quello che desiderava far percepire il suo ‘sovrano’, ma non è un castello in stretto senso architettonico quello che vi vogliamo presentare. Il Castello Incantato di Sciacca è un luogo del cuore, un regno fantastico, una fortezza che custodisce arte, creatività, estro.

Situato alle pendici del Monte San Calogero, si tratta di una ‘chicca’ meno nota rispetto ad altre peculiarità di Sciacca, borgo siculo le cui più stimate attrattive si annovera il mare, il profilo colorato delle sue case, la ceramica, lo straordinario Carnevale e le celebri acque termali. Quello conosciuto come Castello Incantato è invece un giardino-museo, un luogo peculiare nato dall’ispirazione di una personalità artistica sui-generis: Filippo Bentivegna. Artista che la narrazione popolare considerava ‘pazzo’, Bentivegna scontò alcune vicissitudini che ne misero a repentaglio la salute fisica e mentale: un rivale in amore, durante gli anni in cui visse negli Stati Uniti, gli diede una legnata in testa che gli procurò una lesione cranica, in seguito alla quale fu dichiarato inabile al lavoro e costretto a rientrare in patria. In seguito all’incidente tornò nella sua natia Sciacca, e, dopo altre vicissitudini dovute all'essere 'accolto' come disertore, acquistò un terreno alle pendici del monte sopra citato, anche noto come Kronio. Fu in questo podere che diede fiato alla sua vocazione artistica, scolpendo e dipingendo (ma soprattutto scolpendo) decine, centinaia, migliaia di ‘teste’.



Volti umani, che esprimono diverse espressioni, incisi nelle rocce, modellati dalla pietra, intagliati sul legno, disegnati su pareti e che ancora oggi danno vita al misterioso, curioso, affascinante mondo chiamato Castello Incantato. Bentivegna visse in modo semplice in una casetta al cento del podere, ma nei cinquant’anni in cui vi risiedette plasmò il ‘regno’, di cui divenne ‘sua eccellenza’. Ci troviamo a cavallo della prima metà del ‘900 (Bentivegna nacque nel 1888 e morì nel 1967) ed è facile immaginare come una personalità così eccentrica, di vedute inconsuete, venisse bollata dalla gente di paese ‘pazza’. Ma quel pizzico di follia che spesso rende un artista 'geniale' gli valse una certa gloria (soprattutto postuma) anche all’estero: Jean Debuffet, teorico dell’art burt, ne fu attratto e ammirato, e l’Art Brut Museum di Losanna ha deciso di omaggiarne l’opera esponendo alcune delle sue teste scultoree.

Il Castello Incantato di Sciacca è dunque un percorso fantastico nel ‘regno’ di un artista, cammino lungo il quale si possono osservare volti attenti, corrucciati, sorpresi, curiosi. Ma è anche facile, in questo podere incantato, sentirsi osservati, scrutati, da creature inanimate eppure così ‘vive’ grazie al gioco di repliche infinite. Un luogo davvero suggestivo, che tra gradinate, cumuli, sentieri labirintici, permette di giungere ad una prospettiva da cui si ammirare un delizioso panorama sul Mar Mediterraneo.

NEI DINTORNI



Continuando ad inerpicarsi sul Monte San Calogero, fino a giungerne alla sommità, si può visitare la Basilica-Santuario omonima. Si tratta di un edificio religioso cinquecentesco, sorto sulle rovine di una chiesetta che veniva visitata dai pellegrini giunti alla sommità dell’altura. Sin da tempi molto antichi infatti, la popolazione (e i visitatori) traevano beneficio dalle sorgenti termali che si trovano sul monte, e dalle grotte carsiche che intrappolavano i vapori naturali che lo punteggiano – ancora oggi. Questa peculiarità ci porta a scoprire la ‘stufa di San Calogero’, una grotta al cui interno la temperatura raggiunge i 42°: per secoli è stata impiegata per curare dolori reumatici, artriti, sciatalgie. Nel 1800 se ne fece un complesso termale, mentre negli anni ’80 (del ‘900) nacque un sito museale chiamato Antiquarium del Monte Kronio. Non ultimo, per continuare con le curiosità relative a questa altura, qui sono stati trovati i resti del vino più antico del mondo: ve ne abbiamo parlato meglio qui.



Una volta terminata l’escursione a Monte San Calogero, è ovvio volgere lo sguardo a Sciacca stessa, cittadina adagiata ad anfiteatro sul mare, il cui ‘skyline’ è caratterizzata da edifici addossati l’uno all’altro distinti per il colore vivace del loro intonaco. Tre le vie strette e gli edifici arroccati del centro storico, si possono scoprire moltissime chiese barocco-rinascimentali, ammirare splendidi laboratori e negozi di ceramica, e, perché no, assaggiare una specialità locale: si tratta dell’Ova Murina di Sciacca, un dolce simile agli iconici cannoli della Sicilia di cui vi abbiamo palato qui.



Difficile, poi, giungere fino a qui e non provare il desiderio di visitare Selinunte, uno dei parchi archeologici più belli d’Italia (e più estesi d’Europa). Eccellente espressione della Magna Grecia, l’antica città ebbe vita breve, ma raggiunse uno splendore testimoniato dalle rovine oggi visitabili. L’acropoli, con i templi e le fortificazioni, è la grande protagonista, e non mancano le rovine della parte abitata e della necropoli. In tempi recenti si è inoltre scoperto che una enorme porzione di antica città è ancora sepolta: potete approfondire l’argomento qui.
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