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Sardegna pozzo Santa Cristina

Sardegna, l'enigmatico Pozzo di Santa Cristina

Il tempio ipogeo è una preziosa e misteriosa eredità della civiltà nuragica

Santuario di Santa Cristina
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Pozzo di Santa Cristina
Quello della Sardegna nuragica è un capitolo di storia estremamente affascinante. Le iconiche costruzioni che la civiltà nuragica ha realizzato nel corso di diverse fasi non sono ancora del tutto state comprese dagli studiosi. I dilemmi sulla loro costruzione e funzione tormentano la comunità di archeologi e storici, dubbi che contribuiscono ad ispessire l’alone di mistero che spesso riveste gli insediamenti nuragici. Che non sono composti solo dai celebri nuraghe, ma si arricchiscono di sepolcri megalitici, santuari e pozzi sacri. Come quello di Santa Cristina, un tempio a pozzo che si inserisce a pieno titolo tra i capolavori architettonici della civiltà nuragica.



Il Santuario di Santa Crisitina si trova in provincia di Oristano, nel comune di Paulilatino. Si tratta di un’area archeologica composta dalle rovine di diversi edifici, ma è il pozzo sacro il vero protagonista: si tratta di un tempio ipogeo la cui bellezza architettonica - l’intaglio lineare dei massi, la geometria millimetrica, le proporzioni perfette - farebbe pensare ad una struttura moderna. Invece ha più di 3000 anni. Circondato da un themenos, un recinto sacro realizzato con pietre e fango che ricorda la toppa di una chiave, il tempio si compone di tre ambienti: un vestibolo, un vano scala e una camera ipogea. Il vestibolo è la parte che precede la scala, e si usava per deporre offerte votive. Il vano scala è particolarmente curioso, perché ha forma trapezoidale, e man mano che si scendono i 25 scalini si restringe, creando un singolare effetto, decisamente suggestivo e forse anche un pochino inquietante. La camera ipogea è a tholos, o falsa cupola, e qui si trovava l’acqua che riempiva la vasca scavata nella roccia grazie ad una falda.

I giochi geometrici, le prospettive che cambiano radicalmente a seconda di dove ci si posiziona, la perfezione matematica e l’eccellente stato di conservazione rendono il pozzo di Santa Cristina il più notabile dell’isola. E ancora più affascinante è scoprire che il suo orientamento combacia perfettamente con l’allineamento tra Terra e Sole, tanto che si presume che il pozzo fosse anche un punto di osservazione astronomica. In occasione degli equinozi (tra il 21 e 23 settembre, e tra il 18 e 21 marzo) il Sole illumina perfettamente la vasca in fondo al pozzo; viceversa, trovandosi nella stanza ipogea, è possibile vedere l’astro perfettamente inquadrato. L’evento crea un gioco di ombre eccezionale, un fenomeno che vale davvero la pena di ammirare: scendendo le scale si può vedere la propria ombra proiettata sull’acqua e capovolta sulla parete interna.



Al di fuori del recinto sacro si possono osservare i resti dell’insediamento, con diversi ambienti dedicati ai rituali religiosi, ma anche botteghe e forse gli alloggi di personaggi di spicco nel culto. A circa 150 metri di distanza sorge il nuraghe Santa Cristina, ancora più antico del pozzo (1500 – 1200 a.C.) e composto da un’unica torre, circondato dai resti del villaggio. Ma non finisce qui: a breve distanza si colloca un altro inserimento antico, chiamato il Villaggio Cristiano, risalente circa al 1200. Protagonista, una chiesa che porta il nome di Santa Cristina, ampiamente restaurata negli anni – dell’originale rimangono solo le mura perimetrali – e i ‘muristenes’ che la circondano, delle casette che oggi appaiono decisamente fiabesche. Nella seconda domenica di maggio il piccolo villaggio si ripopola in occasione della festa dedicata alla santa.

NEI DINTORNI

La zona di Paulilatino è ricca di siti nuragici e pre-nuragici. Oltre al sito di Santa Crisitina, si possono ammirare almeno altri 40 nuraghe, tra cui quello di Lugherras, e un centinaio di insediamenti preistorici. Ci sono dolmen e menhir. Vi sono almeno una decina di Tombe dei Giganti, i sepolcri monolitici disseminati in tutta la Sardegna (vi abbiamo parlato in particolare di quella di Coddu Vecchiu, in Gallura). E a proposito di sepolture antiche, in questa zona è possibile visitare le peculiari domus de Janas, tombe scavate nella roccia risalenti a prima della civiltà nuragica, realizzate a partire dal Neolitico.



Se siete appassionati di archeologia, spostandovi verso nord troverete pane per i vostri denti recandovi alla Valle dei Nuraghe, un circuito nel quale si contano decine di edifici preistorici e tombe. Lo potete approfondire qui. Tra i più celebri nuraghe della Sardegna, sempre nella zona ovest dell’isola, si trova quello di Palmavera: scopritelo qui. Infine, se vi appassionano le leggende e il folklore, ne troverete un bel po’ presso il nuraghe Diana, in provincia di Cagliari: ve ne abbiamo parlato qui.
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