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Lecce monumenti da vedere Puglia 

Puglia: i tesori più nascosti di Lecce

Itinerario alla scoperta di dettagli poco noti che rendono ancora più affascinanti alcuni monumenti della splendida città barocca

Dettaglio del Rosone della Basilica di Santa Croce, Lecce
©iStockphoto
Lecce: dettagli barocchi del rosone di Santa Croce
Visitare Lecce significa perdersi tra le meraviglie del barocco, lasciandosi incantare dalle chiese e dai palazzi ricamati nella pietra, dai cortili e dai giardini segreti. Ma significa anche fare un tuffo nella lunga storia, di cui alcune testimonianze non sono note alla maggior parte dei visitatori. Ecco perché la perla del Salento riesce a conquistare anche chi già la conosce, perché nasconde tanti piccoli segreti che aspettano di essere svelati. Soffermarsi più a lungo alla Basilica di Santa Croce, una delle chiese più celebri della città, vuol dire riuscire ad identificare, nel rosone, cinque visi nascosti che non tutti notano ad occhio nudo tra i giochi di luce creati dagli ornamenti barocchi: bisogna prestare davvero molta attenzione al particolare. Alcuni studiosi sostengono che siano l’autoritratto dell’architetto Cesare Penna, inseriti per mania di egocentrismo, anche se i visi sono tutti differenti.

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Passeggiando lungo Via Federico d’Aragona, in prossimità dell’incrocio con il piccolo Vico del Theutra, alzando lo sguardo lungo l’angolo del palazzo ottocentesco si vede un volto intagliato proprio sullo spigolo, posto li non proprio a caso. Si narra, infatti, che qui vi soggiornasse un ragazzo innamorato di una giovane che poteva scorgere solo da una finestra del palazzo di fronte: il loro amore platonico, osteggiato dai genitori di lei, finì tragicamente in quanto la finestra da cui i due potevano vedersi venne murata e la ragazza si suicidò per la disperazione, mentre il giovane fece scolpire il suo viso all’angolo del palazzo che guarda proprio la finestra rimasta murata, in ricordo dei momenti in cui i giovani innamorati potevano ancora vedersi. Una delle più ammirate attrazioni leccesi è l’Anfiteatro Romano di Piazza Sant’Oronzo, anche se in realtà se ne vede solo un terzo dell’intera struttura: la parte restante rimane infatti ancora sepolta nel sottosuolo, data l’impossibilità di distruggere altri importanti edifici storici e chiese circostanti. Alle spalle della Chiesa di Santa Maria delle Grazie è stato portato alla luce un altro minuscolo pezzettino di Anfiteatro, poco conosciuto, ma che ben fa intendere come in realtà prosegua sotto la chiesa e sotto al terreno circostante.

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Esiste, poi, un altro Teatro Romano, molto più nascosto rispetto all’Anfiteatro: percorrendo Via dei Perroni e girando a destra in Via del Palazzo dei Conti di Lecce, si arriva alla Chiesa di San Matteo sulla sinistra, per poi svoltare a destra in Via Arte della Cartapesta, dove si trova questo capolavoro architettonico romano che sembra potesse ospitare fino a cinquemila spettatori. Monumento di altro genere è il ficus gigante di tipo magnoloides, ovvero l’albero più grande della città: entrando nel centro storico da Porta Rudiae e girando a destra alla prima traversa si segue la strada per poche decine di metri e si può ammirare il ficus all’interno del recinto dell’ex conservatorio di Sant’Anna. Il monumentale albero, di proprietà comunale, ha un’altezza di circa 18 metri per una circonferenza di 800 cm ed un’età compresa tra i quattrocento ed i cinquecento anni, caratterizzato dalle numerose venature del tronco attorcigliato all’inverosimile.
 
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