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Pienza cosa vedere

Pienza, cosa rende speciale la città del pecorino

Non è solo il formaggio tra i più antichi del mondo fare della città toscana una meta da non perdere, scopriamo cosa vedere

Scorcio 
©iStockphoto
Pienza centro
Pienza deve la sua fama al celebre pecorino, formaggio molto saporito, più o meno stagionato, fatto con il latte di pecora che gode di molti estimatori sparsi ovunque. Si tratta di uno dei formaggi più antichi del mondo, preparato ancora come migliaia di anni fa. Visitare il borgo toscano, pieno di piccoli ed incantevoli negozi che vendono tantissime varietà di pecorini pronti per essere assaggiati insieme ai tanti altri prodotti locali tipici, vuol dire fare un viaggio con tutti e 5 i sensi. Ma intanto scopriamone di più su questo gustoso prodotto tipico.



Pecorino a parte, Pienza è infatti una destinazione da scoprire non solo per i buongustai, essendo un piccolo gioiello del Rinascimento. Già la sua posizione a sud di Siena, nella bellissima Val d’Orcia, tra le dolci colline che regalano i famosi panorami toscani e a qualche chilometro da Montalcino e Montepulciano, è uno dei punti forti. Arroccata sulla cima di un colle, domina infatti tutta la valle sottostante. Si deve all’umanista e letterato Enea Silvio Piccolomini, passato alla storia cona Papa Pio II, l’appellativo di Pienza come Città Ideale del Rinascimento. Fu colui che, grazie alle possibilità economiche e all’influenza di cui godeva al tempo, ha saputo trasformare il suo piccolo villaggio natio chiamato Corsignano in una bellissima città ricca di tesori d’arte. Gran parte dell’architettura più bella di Pienza fu fatta realizzare proprio da Papa Pio II tra il 1459 ed il 1462, quando chiamò uno degli architetti più famosi dell'epoca, Bernardo Rossellino, sotto la guida di Leon Battista Alberti, e il risultato fu la trasformazione del borgo in un pregevole esempio di architettura e urbanistica quattrocentesche. In soli 3 anni venne realizzato il complesso che comprende i bellissimi palazzi della Cattedrale, della residenza papale ovvero Palazzo Piccolomini, del Comune nell’incantevole piazza centrale.



Piazza Pio II si offre agli occhi del visitatore con la sua forma trapezoidale e la pavimentazione in mattoni a spina di pesce in una perfetta forma armonica che riesce ad offrire atmosfere particolarmente solenni, grazie anche al travertino color miele che caratterizza gli edifici. Su un lato si ammira quello che è conosciuto come Pozzo dei cani, costruito nel 1462 in travertino, ornato da decorazioni all’antica ed eseguito da maestranze fiorentine, preso però poco in considerazione vista la presenza della Cattedrale dell’Assunta al suo fianco, l’edificio preminente non solo per importanza ma anche per impatto visivo, essendo l’unica costruzione isolata dalle altre. Con la sua facciata in travertino si presenta in puro stile rinascimentale, dove si fondono eleganza, armonia e proporzione. Il campanile ottagonale presenta particolari somiglianze con quelli delle Chiese austriache e tedesche. L’interno è formato da tre navate di uguale altezza e la luce penetra dalle grandi vetrate gotiche. Una curiosità deriva dallo stile eclettico della chiesa, fortemente ispirato alle Hallenkirchen del nord Europa: Enea Silvio Piccolomini, non ancora Papa, ebbe modo di ammirare questo tipi di edifici durante i suoi viaggi. Diverse sono le opere custodite, tra cui le pale d’altare eseguite dai maggiori pittori senesi dell’epoca e i frammenti scultorei sopitati nella cripta che provengono dalla precedente chiesa romanica di Santa Maria abbattuta per far posto alla nuova costruzione religiosa della città. 



Papa Pio II scelse di costruire Palazzo Piccolomini come abitazione per sé e per i propri familiari: affacciato anch’esso sulla piazza, si presenta con il lato meridionale arricchito da una magnifica loggia a tre ordini con una bella vista sul giardino pensile che si apre sulla Val d’Orcia e sul Monte Amiata. Colonne di travertino con capitelli corinzi scandiscono iI cortile interno, perfetto nelle sue proporzioni essendo il cuore di tutto l’edificio. Oggi il palazzo è stato trasformato in un museo dove si possono vistare i sontuosi appartamenti decorati e le diverse sale come la Sala delle Armi, la biblioteca e lo studio. Non in molti sanno che Palazzo Piccolomini è stato scelto da Franco Zeffirelli per girare alcune scene della sua celebre trasposizione di Romeo e Giulietta: è, qui, infatti, che i due innamorati si incontrano per la prima volta alla festa in casa Capuleti.



Il Palazzo Vescovile, o Palazzo Borgia, fu costruito per il Cardinale Rodrigo Borgia, futuro Papa Alessandro VI, ed oggi è sede del Museo Diocesano di Pienza, uno dei maggiori della Provincia di Siena per ricchezza e numero dei pezzi esposti che conserva, nelle sue 11 sale, testimonianze dell’arte pittorica senese dal Duecento al Settecento. Il Palazzo Comunale è l’ultimo edificio costruita sulla piazza in ordine di tempo, essendo i lavori incominciati nel 1462. Attualmente sede dell’Amministrazione Comunale, si caratterizza per l’ampio loggiato sorretto da colonne in travertino, dalla facciata decorata e da una torre in mattoni, rigorosamente più bassa rispetto al campanile per evidenziare che il potere ecclesiastico aveva più valore di quello civile. 

Tre le altre attrazioni da non perdere a Pienza merita una vista la Chiesa di San Francesco, uno degli edifici francescani più antichi d’Italia databile alla seconda metà del XIII secolo. La facciata a capanna è piuttosto semplice, ornata da un bel portale gotico. L’interno a navata unica con soffitto a capriate presenta un numero esiguo di immagini dipinte sulle pareti, che un tempo erano invece totalmente affrescate: al contrario l’abside risulta ancora completamente ricoperta di affreschi raffiguranti, nella volta, le tre virtù francescane e sulle pareti dodici episodi della vita di S. Francesco. Dal centro di Pienza vale la pena seguire le indicazioni per la Pieve di Corsignano, a cui si arriva con una breve passeggiata lungo il fianco della collina: si tratta di una chiesa romanica a tre navate che affonda le sue origini nel VII secolo, ma lo stile romanico presente è del XII secolo. La chiesa è relativamente vuota, ma ogni navata ha un altare e sulla destra non appena si entra, si può vedere la fonte battesimale originale in cui furono battezzati sia Papa Pio II che suo nipote papa Pio III. Una particolarità la offre il capitello dell'ultima colonna sulla sinistra, dove si trova una scultura del serpente regolo, una delle poche rappresentazioni del serpente regolo, divinità romana, sopravvissuta nella sua forma originale ai giorni nostri.



Passeggiando per Pienza non si può fare a meno di notare il nome di alcune vie che rimandano a situazioni particolarmente romantiche: ecco allora dove possono andare le coppie di innamorati e l’itinerario perfetto per due da seguire.  

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