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Napoli Museo Madre

Napoli, la 'Madre' dell'arte contemporanea

Il Museo Madre è un eccellente esempio di come il contemporaneo faccia parte del bagaglio artistico della città

Installazione al Madre
The Floating Grace - Vadim Stein. Foto © Amedeo Benestante
Installazione al Madre
Quando si parla di arte a Napoli l’immaginario va direttamente al barocco, con le chiese del centro storico che sono veri e propri musei, o all’arte classica. Ma questa associazione di idee così immediata non deve trarre in inganno: nella città partenopea l’arte contemporanea c’è eccome, e trova la sua principale sede presso il museo Madre. Il suo nome completo è Museo d’arte contemporanea Donnaregina, e si colloca nell’omonimo palazzo trasformato agli inizi del 2000 dall’architetto portoghese Alvaro Siza in un funzionale (e bellissimo) spazio moderno.


Daniel Buren - Come un gioco da bambini, lavoro in situ, 2014-2015, Madre, Napoli - #1
Veduta dell'installazione. Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli.
Foto © Amedeo Benestante


Il Madre ha tutte le carte in regola per essere considerato tra i più bei musei d’arte contemporanea in Italia, e sin dai suoi albori – è stato inaugurato nel 2005 – le opere site specific, cioè create appositamente per gli ambienti del museo, sono state la spina dorsale di quella che oggi un’esposizione straordinariamente ricca e interessante. Gli artisti che le hanno create sono del calibro di Jeff Koons, Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Rebecca Horn, Sol Lewitt, Richard Serra, Richard Long. La collezione storica vanta circa un centinaio di opere che vengono esposte a rotazione, e rappresentano un eccellente campionario dell’arte mondiale nelle ultime 5-6 decadi: Pistoletto, Burri, Fontana, Schifano, Warhol, Hirst, Leperino, solo per citarne alcuni.

Da poco riaperto dopo l’obbligo di chiusura imposto dalla pandemia, il Madre offre oggi la possibilità di essere visitato accedendo secondo il rispetto delle norme sanitarie vigenti. Ma nei mesi di lockdown ha sviluppato diverse iniziative digitali ammirabili via web, ancora operative per tutti coloro che ancora vogliono o devono attendere per tornare nelle sale fisiche del museo. Nell’ambito della campagna nazionale #iorestoacasa il museo napoletano ha lanciato una call to action agli artisti e i creativi che hanno voluto mettersi in gioco reinterpretando attraverso le loro modalità espressive alcune parole-chiave di questo momento. Vicinanza, distanza, isolamento, contagio: partendo da questi termini gli artisti hanno realizzato o reinterpretato manifesti, disegni, opere di video-arte, file audio, poesie: potete vederli qui. Il programma digitale del museo, che si intitola Madre door-to-door, si compone invece di opere video, produzioni originali, inediti che hanno portato l’arte a domicilio, e lo trovate qui.


Jan Fabre - The Man Who Measures the Clouds / L’uomo che misura le nuvole 2018
marmo bianco di Carrara. Courtesy l’artista; Studio Trisorio, Napoli Veduta dell’installazione al museo Madre, Napoli. Foto © Amedeo Benestante


Oltre alle iniziative appositamente pensate per arricchire i mesi di isolamento con l’arte contemporanea, il Madre si trova su Google Arts & Culture, la piattaforma che ospita le collezioni digitali di oltre 2000 musei nel mondo. Se quindi volete esplorare il museo attraverso ogni sua opera, visitare virtualmente le esposizioni con tanto di didascalie e spiegazioni mirate, potete farlo collegandovi direttamente a questa pagina.

Nei dintorni

Il Museo Madre si trova nel cuore del centro storico di Napoli, a due passi dal Duomo e dal Museo Archeologico. Questa fu l’area del Monastero di S. Maria Donnaregina, fondato dagli Svevi nel III secolo, ma dell’antico complesso, ampliato e ricostruito nel 1325 dalla Regina Maria d’Ungheria, rimangono oggi solo la chiesa omonima, che si affaccia su piazza Donnaregina, di epoca barocca, e la trecentesca chiesa di Donnaregina ‘vecchia’, in stile gotico (all’interno della quale il Madre ha allestito mostre ed eventi speciali).

Ci troviamo nel quartiere San Lorenzo, nel quale si concentrano alcune delle perle del centro storico napoletano. Il sopra citato Duomo, basilica monumentale che ‘ingloba’ la Basilica di Santa Restituta, nella quale si può ammirare il battistero più antico del mondo occidentale, e la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, che conserva le celeberrime reliquie. Si trova nello stesso quartiere Castel Capuano (dove si dice dimori un fantasma), la Cappella Sansevero (con il Cristo Velato che è senza dubbio uno dei must-see di Napoli e le peculiari 'macchine anatomiche'), l’Accademia di Belle Arti e tantissime altre splendide chiese, tra cui quella di Santa Caterina a Formiello.


Metro Toledo, Napoli

Attorno a tanto splendore classico e barocco, dicevamo, il Madre si fa sicuramente notare, ma non pensate che sia l’unico baluardo dell’arte contemporanea a Napoli. Innanzitutto, il Museo di Capodimonte (sul quale potete leggere un approfondimento qui), pur essendo celebre per l’immensa collezione di capolavori classici ha una sezione dedicata al contemporaneo. Ma soprattutto c’è un circuito di arte, architettura, design contemporanei diffuso tra le stazioni della metropolitana partenopeo: si chiamano Stazioni dell’Arte, e sono state progettate da alcuni dei nomi più celebri della progettazione creativa. Ve ne abbiamo parlato meglio in questo articolo.
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