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Sardegna Bidoni Casa della Strega halloween 2015

In Sardegna il più piccolo paese delle streghe

Gli esseri fantastici delle leggende sarde e la strega più famosa dell’isola si incontrano nel piccolo paese di Bidoni, in provincia di Oristano

Bidoni, Museo della Strega
©Elisabetta Loi/ Sardinia Reporter
Bidoni, sala della Casa della Strega
Non è certo uno dei paesi più grandi della regione del Barigadu, con le sue 150 anime, anzi, è uno dei comuni  più piccoli di tutta la Sardegna e si trova in provincia di Oristano: Bidonì, che si presenta ai visitatori circondato dalla macchia mediterranea, nei pressi del Lago Omodeo, gode di uno splendido paesaggio. Il suo territorio ospita un notevole patrimonio archeologico che testimonia la presenza umana sin dai tempi più remoti, come i resti di un insediamento nuragico ormai sommersi dal lago. Degni di una visita sono il Tempio di Giove, eretto intorno al 50 a.C., situato sul colle di S'Onnarìu a nord del centro abitato, la chiesa campestre di Santa Maria del XIII secolo e la chiesa di San Pietro del XII secolo, in conci di pietra squadrata, caratterizzata da un tetto a capanna e navataunica. Ma quello che, nel suo piccolo, rende celebre Bigodì soprattutto con l’avvicinarsi di Halloween, è il Museo S'Omo 'e sa Majarza, ovvero La casa della Strega, che trova sede nel vecchio Municipio ristrutturato.

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E’ infatti interamente dedicato alla stregoneria, al diavolo e agli esseri fantastici delle leggende della Sardegna con un’esposizione permanente che consta di impressionanti riproduzioni di xilografie a tinte forti, realizzate tra il 1300 e il 1500, che venivano utilizzate per adornare le pareti. Il percorso museale, unico nel suo genere in Sardegna e uno dei pochi in Italia, parte dalle divinità dei morti dei Romani, arriva all'Inquisizione e al "Malleus Maleficarum", il libro pubblicato nel 1486 che diventerà la guida in tutti gli interrogatori per stregoneria, avendo fornito le basi teologiche per le torture più crudeli che portarono alla morte di migliaia di innocenti, soprattutto donne, accusate di stregoneria e di malefici. Il visitatore viene cosi tanto coinvolto a livello emotivo da iniziare a credere alle leggende e alle più terribili maledizioni, grazie anche a teche contenenti amuleti di popolana memoria contro il malocchio, pozioni e sortilegi e a vario materiale tra cui racconti su folletti, diavoli e streghe che popolavano gli incubi nelle notti più selvagge della Sardegna.

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C’è poi sa Filonzana, la donna vestita di nero che, in un angolo, reca saldo tra le mani il fuso del destino, oltre alla ricostruzione di un antro di una fattucchiera, che fa riferimento ad una storia vera, quella della strega Julia Casu Masia Porcu, ovvero Julia Carta, una 35enne nata in un paese di pastori del sassarese, diventata la megera più famosa dell’isola, oggetto di demonizzazione e per questo torturata nelle carceri dell’Inquisizione di Sassari ma oggi personaggio rivalutato dagli studiosi di folclore locale. Nel museo è custodito anche "su carru de sos mortos" che, nelle antiche credenze popolari, avanzava, cigolando, per trasportare le anime dei defunti e poteva essere visto solo da chi doveva morire entro l'anno.
 
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