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Fontane artistiche: Fontana del Nettuno

Cosa nasconde la Fontana del Nettuno, simbolo di Bologna

Storia e curiosità di uno dei monumenti più iconici della città

Fontana del Nettuno
©iStockphoto
Bologna, Fontana del Nettuno
LA FONTANA
Tra laghetti, fontane, fontanelle e torrenti sotterranei che sono presenti in tutto il territorio comunale, Bologna annovera almeno 114 elementi idrici. Tra tutte spicca la celebre Fontana del Nettuno, conosciuta come Il Gigante, che si erge al centro della Piazza del Nettuno, di fronte all’ingresso del Palazzo di Re Enzo. E’ una statua in bronzo del dio marino, alta 3,40 metri per 22 quintali di peso, costruita in marmo e bronzo come simbolo del potere papale: come Nettuno domina le acque, così il Papa domina il mondo. Ai piedi del Dio si trovano quattro putti, che rappresentano Gange, Nilo, Rio delle Amazzoni e Danubio, ovvero i fiumi dei continenti conosciuti nel XVI secolo.

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LA STORIA
Per abbellire Piazza del Nettuno, creata dopo l’abbattimento di piccole costruzioni, Papa Pio IV ordinò di innalzare una grande fontana. Era il 1563 e il pittore Tommaso Laureti fu incaricato dell’esecuzione dell’opera. Tra i tanti progetti l’artista scelse quello del Giambologna, sculture fiammingo che si trovava a Firenze alla Corte dei Medici. Il Giambologna realizzò dunque le parti scultoree della fontana, completata nel 1566. Nonostante lo scopo iniziale fosse ornamentale, la fontana venne subito utilizzata dai bolognesi per scopi pratici ed utilizzata soprattutto dai venditori di ortaggi della vicina piazza Maggiore per pulire i propri prodotti, e dalle lavandaie bolognesi per lavare il proprio bucato. 

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LA CURIOSITA’
E’ una tradizione importante per i bolognesi che gli studenti, prima di intraprendere un esame, debbano girare due volte in senso antiorario attorno alla fontana per avere fortuna: leggenda vuole che cosi fece il Giambologna attorno al piedistallo riflettendo sul progetto di realizzazione del Nettuno, dando così inizio alla sua di fortuna. Dovuta anche al proprio ingegno, come si evince dall’episodio a sfondo erotico: si dice che il Giambologna volesse dotare il Nettuno di dimensioni intime pari alla sua magnificenza divina, ma fu osteggiato dalla Chiesa per tale ispirazione. La sua mente geniale ideò uno stratagemma che ha dato luogo ad un perfetto gioco di proporzioni: disegnò la statua di Nettuno in modo tale che il pollice della sua mano sinistra, se inquadrato da una particolare angolazione, alluda di fatto ad un fallo eretto proprio in coincidenza del bassoventre sostituendosi idealmente ad esso.
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