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A Reggio Emilia sulle orme dell'Ariosto

La città natale del grande poeta è ricca di attrattive. Non solo gastronomiche

San Prospero
©iStockphoto
Reggio Emilia, San Prospero
Non è solo il formaggio DOP a pasta dura più famoso ed invidiato del mondo, il Parmigiano Reggiano, a rendere Reggio Emilia una destinazione da non perdere. Rinomata sicuramente per la sua ottima cucina che attira buongustai da tutto il mondo, complici i piatti tipici come tortelli di zucca, tagliatelle al ragù o ai funghi, lasagne, passatelli, maltagliati, coniglio alla reggiana, la lunga lista di salumi e formaggi, la città è anche uno scrigno di tesori storici, artistici ed architettonici che difficilmente deludono il visitatore. 

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Non tutti ricordano che qui, nel 1474, nacque Ludovico Ariosto, il famoso scrittore e drammaturgo autore dell’Orlando Furioso. E anche che Reggio Emilia è conosciuta con il soprannome di Città del Tricolore perché, sempre qui, nel 1797 vi nacque la bandiera verde, bianca e rossa della Repubblica Italiana. Ne ha, dunque, di storia da raccontare, come ben testimoniano anche le pregevoli chiese, bei palazzi, teatri e piazze che sorprendono per le loro meraviglie neoclassiche, rinascimentali e barocche. Già solo pensare alle piazze significa avviarsi a scoprire gli scorci più romantici tra le botteghe tipiche e i buoni profumi della cucina. Da Piazza della Vittoria, la più grande della città, o da Piazza Martiri del 7 luglio dove il martedì e il venerdì è ospitato il mercato, si può partire alla volta di Piazza Cesare Battisti dove si trova il Palazzo del Monte di Pietà, in origine l’antico Comune, per prendere poi la strada principale del centro storico, la Via Emilia, che porta a visitare Piazza Pramopolini, il salotto cittadino dove si ergono il Battistero, il Palazzo Vescovile, la Cattedrale, il Palazzo dei Canonici, il Palazzo del Comune e il Palazzo della Notarie. Dopo aver attraversato il Vicolo Broletto si entra in Piazza San Prospero per arrivare a respirare le atmosfere raffinate di Piazza Fontanesi, con i suoi locali perfetti per gli aperitivi e le eleganti dimore che la coronano. 

Piazza Prampolini / ©iStockphoto

La Basilica di San Prospero, insigne testimonianza del barocco emiliano, rapisce per la sua facciata risalente al XVIII secolo che ospita 11 statue di santi e protettori della Chiesa: dedicato al Vescovo Prospero, poi divenuto patrono della città, l’edificio è caratterizzato anche dalla svettante torre campanaria. Il sagrato è arricchito da sei grandi leoni stilifori di inizio Cinquento, mentre l’interno, a tre navate e a croce latina, è arricchito da un bellissimo Giudizio Universale dell’artista bolognese Camillo Procaccini, da un prezioso coro in legno intarsiato e da diverse opere pittoriche di autori cinquecenteschi. La Cattedrale di Santa Maria Assunta è di impianto romanico ma modificata nel corso dei secoli; la grandiosa facciata è formata da un livello inferiore occupato da eleganti lesene e nicchie con statue dei protettori locali, mentre la parte superiore risate ad un restauro duecentesco e il portale è adornato da due statue che raffigurano Adamo ed Eva. Altra attrazione da non perdere sono i chiostri: quelli di San Pietro sfoggiano le pareti affrescate e sono la perfetta location per eventi e manifestazioni, cosi come il suggestivo Chiostro della Ghiara dove si svolge un interessante calendario di appuntamenti. Il tocco più prestigioso che offre la città sono però i teatri, con quello municipale dedicato a Romolo Valli, costruito tra il 1852 e il 1857, che si presenta con una grandiosa facciata neoclassica in marmo e laterizio, belle statue allegoriche ed eleganti colonne.  Il secondo palcoscenico locale è il Teatro Ariosto, la cui struttura originaria risale al Settecento ma, devastato da un incendio, venne ricostruito nel 1851. Tra gli affreschi di gusto tardo liberty spiccano i quelli della cupola, con raffigurazione di episodi dell'Orlando Furioso circondati da una fascia in cui sono citati i versi di apertura del poema. Il grande sipario raffigura il poeta che declama, nel fresco di un giardino di una casa, con tutta probabilità il Mauriziano, circondato da un’ideale corte di umanisti e letterati. 

Esterno del Teatro Romolo Valli / ©iStockphoto

Ad Ariosto e ad un altro grande poeta e letterato italiano del Quattrocento, Matteo Maria Boiardo, è dedicato un percorso che tocca tutti i luoghi più significativi legati ai due personaggi. L’itinerario parte dal centro storico di Reggio Emilia nei pressi di Piazza del Duomo, dove si trova la casa materna dell’Ariosto, prosegue per i Giardini Pubblici dove sorgeva l’antica Cittadella, luogo in cui si racconta sia nato l’Ariosto e dove Matteo Maria Boiardo fu capitano della sede reggiana del Ducato estense. Pochi chilometri fuori dal centro, in località San Maurizio, si trova la villa quattrocentesca dove a lungo soggiornò l’Ariosto. Proseguendo verso la collina si raggiunge Scandiano dove sorge la Rocca: qui nacque il Boiardo che ciò più volte il torrente Tresinaro che bagna questa città. Si sale poi sul Monte Ventoso dove si trova Villa Torricella, rifugio estivo del Boiardo. Proseguendo sulla via pedemontana si raggiunge Montericco, dove si può ammirare la Chiesa di Santa Maria dell’Uliveto, nella quale l’Ariosto fu investito del beneficio della parrocchiale. A poca distanza, Monte Jaco dove Ariosto soggiornò spesso nelle calde estati. Il percorso si conclude a Canossa, dove l’Ariosto fu capitano della Rocca.

Piazza della Vittoria, Teatro Ariosto / ©iStockphoto

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